SANREMO 2010 – La leggenda – 60 anni di storia con ELISA, MANNOIA, BOSE’, BENNATO, RANIERI, CONSOLI, COCCIANTE, RENGA

_Ernest Ev_

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Com’era nelle intenzioni degli organizzatori del festival, la terza serata della kermesse ha visto sfilare, come cardinali ad un conclave, le eminenze rosse della musica italiana, chiamate ad incensare i brani festivalieri (e con questi, gli autori) più celebri.

E’ Elisa ad aprire la lunga processione, dall’oscurità della platea giunge, tra una foresta di mani, sul palco, raggiungendo quella”luce” tanto invocata nel suo brano d’esordio a Sanremo. “Siamo luce che cade dagli occhi”, in questa serata ogni canzone si veste di luce, quel bagliore tenue di un ricordo sbiadito, che torna prepotente sulle note di una canzone: “Canzone per te” di Sergio Endrigo, sussurrata dalla voce di Elisa, ci riporta in quel mondo di ricordi.

La frase:  “Il cielo non è più con noi”

Fiorella Mannoia, l’interprete più autorevole della canzone italiana d’autore, canta “E se domani” con l’usuale devozione con cui la cantante dalla chioma di fuoco e lo sguardo di ghiaccio si avvicina ai capolavori della nostra musica. Il timore e le speranze legate ad un amore che minaccia di persersi tra le spire del tempo.

La frase: “[se]all’improvviso perdessi te / avrei perduto il mondo intero / non solo te”

Prosegue il racconto, la “leggenda del festival” svela il suo intreccio, Miguel Bosè reinterpreta “Non ho l’età”, ironizza Bosè, è una scelta insolita, la risposta ironica all’interprete originale Gigliola Cinquetti: adesso è Bosè a non aver più l’età per vivere gli amori adolescenziali raccontati dalla canzone.L’ironia e il disincanto cedono il passo all’emozione, che si rivela sommessamente.

La frase: “Quel giorno avrai / Tutto il mio amore per te”

Edoardo Bennato, anima rock, interpreta la malinconica e bellissima ( poco rock) “Ciao amore ciao” di Luigi Tenco. Sul palco rivivono i rovelli di un’anima scossa dal vento della pasion, come quei “campi da arare” della strofa iniziale, un’anima sospesa che guarda speranzosa ad ogni nuovo giorno, “se piove o c’e il sole, per saper se domani si vive o si muore”, un’anima affaticata, arresa, “dire basta e andare via, ciao amore”. Va in scena la vicenda di un uomo che non ha saputo sperare.

La frase: “dire addio al cortile, andarsene sognando

La storia di un successo internazionale: “Io che non vivo senza te”; ad interpretarla, stasera, è Massimo Ranieri, le malinconie di un amore che vede vicina la sua fine percorrono la voce dell’interprete, colorando lo spettacolo di malinconia. Le medesime emozioni suggerite dall’interpretazione di “Perdere l’amore”.

La frase:  “Io che non vivo piu’ di un’ora senza te / come posso stare una vita senza te”

Dal fondo blu cielo del palco, avanza silente sino al centro, Carmen Consoli, la raffinata “cantantessa” siciliana intona “Grazie dei fiori”. Il pianto dei violini, il silenzio della platea, adesso l’orchestra tace, Carmen si avvia verso l’entrata al palco, accompagna Nilla Pizzi al centro, in un silenzio surreale, la regina della canzone italiana intona “Vola Colomba”, gli anni sembrano non esser passati per la sua voce. L’Ariston la accoglie con un lungo applauso che sa di addio.

La frase: “Grazie dei fior e addio, per sempre addio, senza rancor”

Antonella Clerici annuncia Riccardo Cocciante che avvicinatosi al suo fido pianoforte, intona “Nel blu dipinto di blu”, l’interpretazione di Cocciante è intima, quasi dolente.

La frase: “Ma tutti i sogni nell’alba svaniscon…”

Chiude Francesco Renga, che interpreta “La voce del silenzio” e “L’immensità”, quest’ultima, insieme ad “Almeno tu nell’universo” interpretata da Elisa con Fiorella Mannoia, lasciano nel cuore degli ascoltatori la convinzione che nessuna storia, nessun ricordo potrà mai esulare dalle armonie di una canzone, preludio ad ogni nuovo anelito.

La frase: ”per ogni goccia che cadrà un nuovo fiore nascerà”

Ernest Ev

Televisione
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