ANNOZERO – Puntata del 25/02/2010 – “PROIBITO”: SANTORO e il “caso MORGAN”. Interviene ADRIANO CELENTANO

_Ernest Ev_

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Come ribadito dallo stesso Santoro più volte, Annozero prosegue nonostante le imposizioni del regolamento di par conditio approvato dal CDA Rai, in occasione delle prossime elezioni regionali. Michele Santoro aveva manifestato la volontà di andare in onda anche senza politici in studio, assicurando al direttore generale Rai, “obiettività, completezza e imparzialità”.

Dopo il “confronto” tra Travaglio e Santoro, nel quale, il primo invocava l’intervento del collega perchè non si ripeta quanto accaduto la scorsa settimana: il duello con giornalisti e politici che sembravano recitare copioni preconfezionati; ed ha minacciato di lasciare il programma qualora si ripetessero tali situazioni; il secondo rispondendo a Travaglio: “se qualcuno vuole evitare che Marco possa parlare alla mia trasmissione, sono pronto a sdraiarmi all’ingresso dello studio e farmi passare sopra, perfino a farmi ammazzare per difendere il suo diritto a esprimere ciò che vuole. Se invece fosse lui a voler andarsene, non glielo potrei impedire e me ne farei una ragione”.

E’ “Proibito”, il titolo della prossima puntata di Annozero, che dovendo far a meno dei politici e dei loro deliziosi siparietti, si butta su Sanremo e sul caso Morgan.

Dal comunicato Rai:

Le reazioni all’ammissione di Morgan di far uso di droghe sono solo un’ipocrita alzata di scudi da parte del mondo dello show-biz, oppure sono la giusta reazione alle parole di un’artista che rischia di diventare un modello negativo per i suoi fan?
Ma soprattutto il mondo della politica, quello che ha fatto fare il test volontario antidroga a 232 parlamentari e non dice chi è il deputato risultato positivo alla cocaina, ha le carte in regola per giudicare e fare la morale?
Ad Annozero, per la prima volta in televisione, la canzone di Morgan esclusa dal Festival di Sanremo. Oltre al musicista intervengono in studio il filosofo Stefano Bonaga, il conduttore radiofonico Marco Baldini, lo scrittore Antonio Scurati e la giornalista Barbara Palombelli.

Stralci dell’intervento chiarificatore di Morgan:

Non ho detto che la droga fa bene [...] ho detto che penso, che quando  ho problemi di depressione, possa esser un ottimo anti depressivo; molta gente in questo studio ne fa uso regolare, forse chi mi ha eliminato da Sanremo o sua moglie [...] questo è perbenismo, io non ho fatto nessuna apologia, perchè sono una persona responsabile [...] la cosa interessante di quelll’intervista è, che per la prima volta, non c’era un cretino che diceva vado a 300 all’ora e voglio sballarmi in discoteca, ma uno, che diceva che l’uso della droga non è per lo sballo e questo è dire ai giovani, non vi sballate.

Un giornalista in studio prova ad interpretare il senso del discorso: non è la droga ad essere un antidepressivo, ma gli antidepressivi sono una droga. Morgan sottolinea la giustezza dell’affermazione, osservando, che la colpa del giornalista, autore dell’intervista a Max, sia stata proprio quella di ribaltare il senso delle sue parole, trasformando in apologia, quella che negli intenti del cantante era una “anti-apologia” (definizione di Morgan).

Riporto i punti salienti dell’intervento telefonico di Adriano Celentano:

-Ciao michele come stai?
Voglio farti i complimenti per la trasmissione, è meglio de “I raccomandati”.
-Se filiberto ha partecipato a Sanremo, è chiaro che per esser ammessi al festival non occorre essere un cantante.
-La Rai bisogna capirla [...] tutta questa massa di gente, automobilisti, fumatori, termosifoni, compresi tu ed io (Santoro e Celentano) siamo tutte persone che uccidono, come Morgan.
-La Rai con lui è stata buona, perchè l’ha solo escluso da Sanremo [...] io credevo lo fucilassero.
-Siamo in una situazione in cui dobbiamo distinguere cosa fa bene e cosa male [...] il fatto è che non c’è niente che fa bene [...] allora dobbiamo cercare di trovare il male minore.
-Siamo tutti colpevoli ed è giusto che Sanremo chiuda definitivamente, perchè non c’è più nessuno [buono] che possa andare.

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