GENITORI E FIGLI – AGITARE BENE PRIMA DELL’USO – Veronesi sui giovani: “sono animali in cerca della propria identità”; e sul GRANDE FRATELLO: “Io sono contro il grande fratello, ma sono a favore della Marcuzzi!”

_Ernest Ev_

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“Quando un genitore spara una serie infinita di cazzate i figli hanno il dovere di documentarlo, ecco a cosa serve il cellulare”

E’ questa una delle massime che accompagna lo speciale del mensile Ciak sul film di Giovanni Veronesi (Manuale d’amore, Italians), Genitori & figli, Agitare bene prima dell’uso. Il film, in uscita nelle sale questo venerdì, è una commedia nostalgica, venata dalla malinconia di un figlio (lo stesso Veronesi) che ha perduto il padre e la madre ed elabora tale perdita, nella sua opera:

Lo faccio adesso [il film], per colmare il vuoto improvisso, da questo limbo in cui non sono più figlio e non sono ancora genitore

Ma all’origine del film, oltre al bisogno intimo e profondo del regista, risiedono i temi pensati dagli studenti dei licei di Bologna e Foggia, assegnati agli stessi dai professori  dei licei suddetti, in accordo con il regista. Leggendo i componimenti, Veronesi ha scoperto:

Tanto vuoto e tanta paura di non sapere, di non capire, ma allo stesso tempo la voglia prepotente di avere fiducia nei genitori, di trovare con loro un rapporto più maturo. I genitori sono strani – scrivono i ragazzi – non crescono di pari passo con i loro figli, hanno una loro vita parallela.

Tra gli episodi emblematici, uno vede protagonisti Michele Placido e Andrea Fachinetti (Margherita Buy, Silvio Orlando, Luciana Littizzetto, gli altri compagni di set), è la litigata tra padre e figlio riferita alla volontà di quest’ultimo di partepare ai provini del grande fratello: “papà, il mondo non è che si divede in cretini che vanno in televisione e intelligenti che vanno all’università!” le parole del figlio.

Beh, se hai un figlio che vuole andare al grande fratello forse qualche errore l’hai fatto anche tu […] quello show è una scorciatoia breve per arrivare in un punto di totale deserto […] Io sono contro il grande fratello, ma sono a favore della Marcuzzi!

Ed ancora, sul film:

Ho cercato di evitare gli stereotipi giovanilistici, privilegiando gli aspetti bizzarri, divertenti, ma realistici. A quattordici anni nei rapporti vince l’istinto, gli adolescenti sono animali in cerca della propria identità. Ci vuole tenerezza e prudenza nell’accostarli.

Non ci resta che verificare, che quanto detto dal regista, sia stato tradotto appieno dalle immagini.

Un “invito al cinema” ghiotto, nostalgico ed insieme esilarante, in una parola: umoristico.

Ernest Ev

Televisione
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