L’infedele – Puntata del 7/11/2011 – “In nome di Dio, vattene!”: Gad Lerner racconta ‘l’agonia di Berlusconi’.

Teletribuno’, ‘servo’ (libero, s’intende), ‘infedele’, semplicemente ‘politiCattivo’. Sedicenti politicanti, influenti opinion leader, impenitenti filibustieri, acuti commentatori imperversano, occupando comode poltrone in salotti (o ‘postriboli’, qualcuno sembra preferire quest’ultimi…) televisivi angusti e quantomai affollati.La politica ‘accende’ la televisione e ‘spegne’ ogni fede. Dunque, sfiduciati ed irati, ci apprestiamo a seguire i teatrini dei politicanti in tv, con piglio critico, con occhio ‘cattivo’. Il ‘politiCattivo’, la nuova rubrica di UnDueTre.com, quest’oggi è da Gad Lerner, a L’infedele.

Il giornalista, infedele per professione, commenta la tragedia degli alluvionati di Genova: “Mi si stringe il cuore di fronte alla devastazione di Genova, anche se rifiuto la definizione di ‘apocalisse’ e conoscendo bene questa bella città orgogliosa e pragmatica, so che si caverà dai guai con caparbietà. Piango le due bambine e le quattro donne rimaste vittime nel più naturale svolgimento delle mansioni sociali loro delegate: andare a prendere i figli, o il fratello, a scuola. Ma il discorso sulle responsabilità non può essere eluso. Se tanto grave risulta il dissesto idrogeologico, per esempio della Val Bisagno, tanto è vero che c’erano fondi ingenti stanziati e bloccati per mettere in sicurezza l’area, allora le pubbliche autorità devono raddoppiare le precauzioni. Il sindaco Marta Vincenzi non doveva temere l’accusa di allarmismo; molto più grave è il dubbio dell’inadempienza che oggi ci assale. Di fornte a una segnalazione ufficiale di grave perturbazione metereologica, meglio un giorno di scuola in meno. Gli errori nell’amministrazione pubblica si pagano, senza appellarsi alla fatalità e senza scomodare la parola ‘tsunami‘”. Conclude: “Il senso di sfascio nazionale comunicatoci dagli eventi liguri nell’ultima settimana, è penoso. Come se il paese andasse alla deriva anche fisicamente. Bisogna esserne consapevoli, per trovare la forza di reagire”.

Stasera su La7 alle 21,10 L’Infedele vi racconterà in diretta l’agonia del governo Berlusconi che precipita, ahimè, in un fango che non è più solo metafora. Sarà lo scrittore ligure Maurizio Maggiani a testimoniarci in studio lo sfascio italiano costato tante vittime e sofferenze nelle ultime settimane. Mentre lo stesso smottamento si verifica purtroppo, come previsto, sui mercati finanziari che dubitano della nostra capacità di uscire dalla crisi. Al politologo Angelo Panebianco chiederemo di spiegarci l’affermazione da lui pubblicata sul “Corriere della Sera” di oggi: perchè dopo Berlusconi dovremmo “mettere fra parentesi la politica”, vivendo “per qualche mese in una sorta di limbo”? Ne discuteremo con gli stessi esponenti politici che Napolitano chiamerà a scelte di reponsabilità nazionale. Ma non vogliamo sfuggire all’altra domanda imbarazzante. Come mai il governo italiano va in crisi all’indomani del vertice G20 di Cannes, in contemporanea col governo Papandreou in Grecia? Che ruolo stanno giocando gli organismi finanziari sovranazionali nella politica interna dei paesi più indebitati? Finanza contro democrazia? Non a caso riprendiamo il titolo scagliato addosso a Berlusconi dal “Financial Times, organo autorevole dell’establishment europeo: “In nome di Dio, vattene!”. Ci aiuteranno a affrontare questo dilemma l’economista Marcello De Cecco, il giornalista Massimo Mucchetti e la deputata socialista greca Elena Panaritis. Con loro in studio Marica Di Pierri dei “Draghi ribelli” e un gruppo di cittadini greci cui, subito all’inizio, Lucrezia Lante Della Rovere dedicherà la lettura del classico testo di Pericle sulla democrazia. Molto attuale, ve ne accorgerete, anche per noi in Italia. I musicisti della Scala stasera ci propongono un repertorio davvero attraente, suonato da un duo insolito: il primo fagotto Valentino Zucchiatti con il contrabbasso Giuseppe Ettorre: due fantasie dal “Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini (“Largo al factotum” e “Una voce poco fa”); e il Rondò dalla Sonata KV 292 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Dal blog di Gad Lerner