Attentato a Rttr, emittente che trasmette ‘Servizio Pubblico’. Santoro: “interventi di boicottaggio”.

Daniela Santanchè, affranta e intimorita, denunciava a Mattino Cinque la condotta riprovevole della “gente armato solo dell’odio e della rivendicazione” che manifestava in piazza, preda dell’euforia seguita alla notizia delle dimissioni di Silvio Berlusconi. Qualcuno avvisi la Santanchè che l’odio e la rivendicazione son ben altra cosa, ma d’altronde, nel ‘partito dell’amore’, queste, sono sensazioni sconosciute ai più. Ma qualcuno, certamente, avrà certamente esperito l’emozione suggerita dall’odio e dalla rivendicazione, tra questi gli artefici dei tentativi di sabotaggio ai danni delle emittenti che trasmettono Servizio Pubblico. Se vi avevamo dato notizia del furto di due ripetitori di TeleLombardia, oggi vi informiamo dell’attentato all’emittente trentina Rttr, che ha danneggiato i tralicci nella postazione ubicata sul Monte Calisio, la seconda per importanza nella regione. La zona è attualmente sotto sequestro.

Un caso? Non proprio, la redazione del programma fa notare che “Telelombardia è l’emittente del circuito che ha ottenuto il ‘minuto medio’ più alto negli ascolti delle prime due puntate e Rttr è l’emittente che ha registrato lo share regionale più alto nella seconda puntata di Servizio Pubblico“.

E’ una cosa gravissima che vengano colpite strutture di emittenti che forniscono informazione”, ha commentato Michele Santoro all’Adnkronos. “L’idea del furto – spiega Santoro – mi era sembrata abbastanza peregrina, perché gli impianti una volta rubati hanno scarsissimo valore commerciale. Quindi era piuttosto strano che qualcuno li rubasse se non per creare problemi alla trasmissione. E infatti quello di questa notte, dalle prime notizie che abbiamo, non è un furto ma un attentato per danneggiare i trasmettitori. Mi pare siano decisamente interventi di boicottaggio“.

Detto questo, spetta alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria capire cosa succede. Io non ho elementi per dire altro. Senza creare allarme, noi continuiamo a fare il nostro lavoro. Per fortuna c’è una seconda tv che si è creata sul web, quindi è davvero difficile impedirci di parlare“, conclude Santoro.