Quarto grado – Puntata del 18/11/2011 – Tra i vari casi trattati, intervista esclusiva alla cugina di Chiara Poggi.

Come ogni venerdì, si rinnova l’appuntamento con Quarto Grado, la trasmissione di Rete 4 condotta da Salvo Sottile con la collaborazione di Sabrina Scampini. Al centro della puntata di oggi: i casi di Elisa Claps e Cristina Golinucci, le indagini per la morte di Yara Gambirasio, l’omicidio di Melania Rea, il delitto di Garlasco e il processo per la morte di Sarah Scazzi.

A seguito della condanna di Danilo Restivo a 30 anni di carcere per l’omicidio di Elisa Claps, Quarto Grado torna ad occuparsi della morte della giovane studentessa potentina. La madre della giovane si dice soddisfatta per la sentenza, ma chiede giustizia per tutti coloro che sapevano e hanno taciuto per 18 anni. Si tratta del caso di Cristina Golinucci, una ragazza ventunenne scomparsa il 1 settembre 1992, dopo essere uscita di casa per andare al Convento dei padri Cappuccini di Cesena; lì aveva un appuntamento col suo confessore e padre spirituale, don Lino. Che fine ha fatto Cristina? Che ruolo ha avuto il Convento in questa vicenda? Nel tentativo di dare una risposta a queste domande, è ospite in studio la signora Marisa Golinucci.

Nel corso della puntata, il conduttore torna sull’omicidio di Yara Gambirasio. A quasi un anno dalla scomparsa della giovane ginnasta, si fa il punto delle indagini. Dopo il “no” da parte del Gup di Taranto sulla richiesta di scarcerazione per Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, accusate dell’omicidio della quindicenne di Avetrana, sì  dà conto del processo per la morte di Sarah Scazzi.

Infine, Sottile, con Sabrina Scampini, riporta tutte le novità sulla morte di Melania Rea, sul delitto di Garlasco e sulla morte di Lucia Manca. E a proposito del delitto di Chiara Poggi la trasmissione raccoglie in esclusiva l’intervista della cugina, Manuela Reale, che dichiara:

“Sono quattro anni nei quali… abbiamo dovuto imparare a vivere senza il suo sorriso, senza la sua semplicità e la sua solarità… Chiara è nei nostri cuori, non è solo il delitto di Garlasco…. Confido in chi oggi sta lavorando su questo caso; nella professionalità; nell’oggettività; nella responsabilità del buon padre di famiglia”.

E ricorda:

“Con Chiara ci siamo confidate, guardavamo le foto, i primi ricordi, le prime… i primi momenti. Scherzando le ho sempre detto: < La prossima volta fammelo conoscere>. Ma lei mi sorrideva, arrossiva. Sono tante le domande che ti poni… Strano è perché non hanno dormito quei giorni insieme che erano i primi giorni di ferie di Chiara.”

E conclude con una riflessione:

“Dietro alla cronaca ci sono delle vite. C’è la nostra Chiara. Non deve essere dimenticata, Non deve essere confinata ad un fatto di cronaca…”.