Paolo Bonolis celebra il successo di ‘Avanti un altro!’ (“l’obiettivo era il 17%, ora siamo al 21%”), ma sogna la Rai (“mi è piaciuto fare Sanremo e Affari Tuoi”).

Avanti un altro’! Già scalpita, Gerry Scotti, ma la formula non è ancora stata pronunciata dall’esimio collega. Paolo Bonolis lascerà il preserale di Canale 5 solo il prossimo 11 dicembre, quando la platea dell’ammiraglia Mediaset potrà assistere al ritorno di colui che nell’ultimo decennio ha monopolizzato la fascia oraria in questione, proponendo format che hanno scritto la storia del quiz nostrano (Passaparola e Chi vuol essere miliardario? su tutti), Gerry Scotti che proporrà The Money Drop, di cui vi abbiamo anticipato il meccanismo qui. Per Bonolis, dunque, è tempo di bilanci. Al Corriere, il conduttore si dice soddisfatto dei risultati ottenuti con Avanti un altro! (lo fece anche per Il senso della vita, ma stavolta i numeri parlano chiaro).

È un prodotto completamente nuovo, pensato sulle corde che più mi appartengono. Ha avuto bisogno di tempo per trovare il suo equilibrio, ma a oggi dopo neanche due mesi di emissione ha ottenuto molto di più di quello che si sperava potesse ottenere. L’obbiettivo era cambiare il meccanismo ansiogeno e l’atteggiamento tensivo tipico dei quiz. La nostra è una goliardia priva di ipocrisia, molto leggera, dove si vince o si perde, ma resta un gioco. L’obiettivo della rete era il 17%, ormai siamo al 21% fisso come ascolto contro un competitor fortissimo come “L’eredità” che ha un gravame pubblicitario che è meno della metà del nostro, eppure ormai facciamo gli stessi numeri.

Salvo qualche esagerazione di circostanza (il 21% fisso?!), le parole di Bonolis trovano riscontro in quanto realmente accade quotidianamente: L’eredità è oramai un format logoro, al pari del defunto (?) Chi vuol essere miliardario?. Avanti un altro! tornerà già dal prossimo autunno, anche se, Bonolis, sembra non abbia ancora abbandonato l’ipotesi di tornare in Rai. A Renato Franco, il giornalista de il Corriere, che lo invita a rispondere in maniera inesatta alla domanda: “Meglio i programmi che ha fatto in Rai o a Mediaset?“, Bonolis risponde:

Quelli a Mediaset.

Dunque, dobbiamo dedurre che il conduttore guardi all’aureo periodo in Rai con nostalgia. Infatti, aggiunge: “Sanremo mi è piaciuto molto farlo. Mi sono divertito molto a scrivere le sei edizioni di Ciao Darwin, goliardia allo stato puro. Mi è piaciuto fare Affari Tuoi“. Sono quest’ultimi i programmi che, a giudizio del conduttore, “sono venuti meglio” nel corso della sua lunga carriera. Continuando a scandagliare il passato: il più grosso errore?

Quando per dover necessariamente produrre in un breve lasso di tempo qualcosa non ho detto “no l’idea non ce l’ho” e partorimmo Fattore C, un clone per mettere una toppa sul buco della giacca.

Infine, la domanda di rito sulle abitudini televisive: cosa guarderà Bonolis in televisione?

Lo sport, alcune serie tv americane, sono appassionato di horror: mi piace The Walking Dead, American Horror Story. Terranova invece no, era un feuilleton televisivo banalizzato. Poi guardo le prime di ogni nuovo spettacolo e seguo ogni sera Blob.

Sky, Raitre… sarà felice Piersilvio.