Sarò sempre tuo padre – Seconda e ultima parte del 30/11/2011 – Anticipazioni

Va in onda questa sera la seconda e ultima parte della miniserie di Raiuno Sarò sempre tuo padre. Il protagonista dello sceneggiato, Beppe Fiorello, dopo aver sottolineato la sua esigenza di parlare al pubblico, facendo sua la missione del servizio pubblico, sulle pagine di DipiùTv osserva quanto la vita possa essere beffarda: quando girava la fiction, interpretando un padre separato, nella vita reale sposava la compagna.

“Mentre in quei mesi interpretavo un papà separato che soffriva per la lontananza dal proprio figlio, nella mia vita di tutti i gironi ho sposato Eleonora, la donna che amo con tutto me stesso… Sono molto credente, ma rimandavo continuamente, non per paura, ma più che altro per pigrizia. Ma non mi decidevo mai, così Eleonora ha preso in mano la situazione e ha organizzato tutto, praticamente da sola”.

Fiorello condivide con i lettori le riflessioni maturate sul set:

“Vivevo sul set il dramma di questo padre che si separa dalla moglie e perde tutto, suo figlio, la sua casa, la sua vita, e tutto questo mi ha fatto vivere momenti di angoscia. Quando recito mi immedesimo moltissimo nel personaggio e mi chiedevo ‘ che cosa farei se dovessi perdere mia moglie?’, ‘ che cosa farei se un giorno qualcuno mi negasse di vedere i miei figli?’, e il pensiero mi faceva stare male. Interpretare questa storia mi ha fatto anche riflettere sull’importanza di tenere la famiglia unita…”

E, ricordando il giorno del suo matrimonio, racconta:

“E’ stato davvero un giorno perfetto. Grazie ad una nostra amica che lavora in Vaticano siamo riusciti ad ottenere il permesso per sposarci in una chiesette all’interno delle Mura Vaticane. Ero emozionatissimo…sulla stradina davanti al sagrato della Chiesa è passata l’automobile di Sua Santità. Il finestrino era abbassato e la macchina andava piano piano. Il papa era curioso e ha fatto capolino, ci ha salutato con la mano. Come una piccola benedizione. Avevo la pelle d’oca”.

Veniamo ora alla trama dettagliata della seconda e ultima parte in onda questa sera.

Antonio si trova in una serie di problemi che non avrebbe mai voluto affrontare, niente lavoro, niente soldi, niente casa: a questi si somma lo sconforto per l’amore perduto di Diana e la difficoltà di svolgere il suo affettuoso compito di padre che gli viene puntualmente ostacolato dalle carte bollate del cinico avvocato dell’ex moglie. Antonio tocca il fondo quando,… invitato al compleanno di Andrea, rinuncia ad andarvi perché non ha potuto comprargli il regalo che il bambino sognava. Antonio si addentra in un mondo sotterraneo ma tristemente reale: la vita dei padri separati che vivono di normale stipendio, spesso ridotti in rovina per via degli alimenti da corrispondere alle loro famiglie che non possono più neanche frequentare. E sarà insieme ad un piccolo gruppo di nuovi amici che condividono lo stesso destino, che Antonio riuscirà lentamente a risalire la china, a trovare un nuovo lavoro e a riconquistare l’ammirazione di suo figlio. Mentre Diana comincia a capire di essere stata troppo dura con lui e forse strumentalizzata dal suo avvocato, Antonio arriverà a compiere un gesto clamoroso che attirerà l’attenzione dell’opinione pubblica sul destino dei padri separati. Una protesta pubblica, incatenarsi ad un monumento  nei pressi del Teatro di Marcello a Roma, che esprime un solo, sincero e lacerante urlo: toglieteci tutto, ma non i nostri figli. Perché i figli hanno bisogno dell’amore dei genitori, ma anche i genitori hanno bisogno di amare i figli. E sarà in quel frangente che Diana capirà che anche se non ama più il suo uomo, deve dargli la possibilità di assistere alla crescita di suo figlio, senza limiti ma con la libertà serena dell’amore che lega per sempre genitori e figli, senza distinzioni.