L’infedele – Puntata del 5/12/2011 – Tasse, lacrime e forbici: la manovra Monti.

Teletribuno’, ‘servo’ (libero, s’intende), ‘infedele’, semplicemente ‘politiCattivo’. Sedicenti politicanti, influenti opinion leader, impenitenti filibustieri, acuti commentatori imperversano, occupando comode poltrone in salotti (o ‘postriboli’, qualcuno sembra preferire quest’ultimi…) televisivi angusti e quantomai affollati.La politica ‘accende’ la televisione e ‘spegne’ ogni fede. Dunque, sfiduciati ed irati, ci apprestiamo a seguire i teatrini dei politicanti in tv, con piglio critico, con occhio ‘cattivo’. Il ‘politiCattivo’, la rubrica d’attualità di UnDueTre.com, quest’oggi è da Gad Lerner, a L’infedele.

Gad Lerner, infedele per professione, commenta le lacrime del ministro Elsa Fornero alla conferenza stampa di presentazione della manovra: “Conosco da molti anni il ministro Elsa Fornero, tra i massimi esperti italiani di previdenza. La sua commozione pubblica, stasera al termine del Consiglio dei ministri, ne testimonia la serietà e la probità. Anche il premier Mario Monti si è presentato agli italiani con una postura che merita rispetto, dimostrando di essere consapevole della durezza della terapia predisposta. Avere a che fare con delle persone di valore, in un momento così, è certamente un progresso rispetto al circo Barnum di prima. Resta da capire se la terapia intrapresa in completa adesione ai dettati dell’Unione Europea e agli auspici dei mercati finanziari, sia tale da risollevare il malato; o non piuttosto a provocargli una depressione definitiva“.

Stasera su La7 alle 21,10 L’Infedele: la tradizionale cura da cavallo salverà o ammazzerà il paziente Italia? Il precedente greco non rassicura… L’Infedele vi invita a ragionare in diretta sulla manovra economica varata dal governo Monti. Rispettabile, autorevole, perfino sensibile come dimostrano le lacrime di Elsa Fornero, ma com’era inevitabile corrispondente a una visione dell’economia conservatrice, in coerenza alla dottrina insegnata dai professori che l’hanno elaborata. Ne discuteremo stasera innanzitutto con Eugenio Scalfari, fondatore di “La Repubblica” e giornalista economico di sicura competenza. Resta oltretutto l’incognita: basteranno riforme come questa per placare i mercati che scommettono sulla crisi dell’eurozona? Insieme a Scalfari avremo come ospiti tre donne di valore: la scrittrice Michela Murgia; l’assessore allo sviluppo economico del Comune di Milano, Cristina Tajani; e la direttrice de “Il Manifesto”, Norma Rangeri (con la quale ricorderemo la figura e l’estrema scelta di Lucio Magri). Partecipano inoltre: il sociologo Aldo Bonomi, fondatore dell’Aaster; il segretario degli artigiani di Mestre (Cgia), Giuseppe Bortolussi; e l’assessore alle infrastrutture della regione Lombardia, Raffaele Cattaneo (ciellino del Pdl). Con lui, in particolare, e con la cronista giudiziaria de “Il Fatto”, Antonella Mascali, nella seconda parte della trasmissione vogliamo discutere le conseguenze sulla giunta Formigoni dello scandalo discariche che ha portato in carcere il vicepresidente Franco Nicoli Cristiani. Ascolteremo inoltre un’intervista con Noreena Hertz, giovane economista inglese teorica di una riforma in senso mite del capitalismo.

Due fratelli, Simonide Braconi, prima viola solista, e Monaldo Braconi che lo accompagna al pianoforte, sono i musicisti della Scala di Milano che stasera interpreteranno nell’ordine: la Habanera di Maurice Ravel; Allegro opera 70 di Robert Schumann; e Après une reve di Gabriel Fauré.

Dal blog di Gad Lerner