L’infedele – Puntata del 12/12/2011 – Gad Lerner racconta il Natale della disuguaglianza.

Teletribuno’, ‘servo’ (libero, s’intende), ‘infedele’, semplicemente ‘politiCattivo’. Sedicenti politicanti, influenti opinion leader, impenitenti filibustieri, acuti commentatori imperversano, occupando comode poltrone in salotti (o ‘postriboli’, qualcuno sembra preferire quest’ultimi…) televisivi angusti e quantomai affollati.La politica ‘accende’ la televisione e ‘spegne’ ogni fede. Dunque, sfiduciati ed irati, ci apprestiamo a seguire i teatrini dei politicanti in tv, con piglio critico, con occhio ‘cattivo’. Il ‘politiCattivo’, la rubrica d’attualità di UnDueTre.com, quest’oggi è da Gad Lerner, a L’infedele.

Gad Lerner, infedele per professione, commenta l’improvvisa attenzione rivolta dal mondo dell’informazione alle paturnie dei mercati citando il collega di Repubblica Michele Serra: “[quest’ultimo] rileva argutamente il senso di nausea derivato dall’attenzione ossessiva che siamo costretti a dedicare al denaro. Ricordo all’Infedele, un paio di settimane fa, il professore dell’università di Heidelberg ugualmente infastidito: “Un tempo i telegiornali mica davano tutta questa attenzione al segno più o meno della Borsa”, lamentava. Il richiamo degli intellettuali all’eccesso di materialità in cui precipitiamo, soggiogati dal dominio di un’economia che si è imposta come padrona delle nostre vite.

Stasera su La7 alle 21,10 L’Infedele: nel giorno dello sciopero generale contro il decreto anticrisi del governo Monti, tocca all’Infedele porsi la domanda più scomoda: e se la manovra non servisse a niente? Sacrifici inutili? Sarà sufficiente questa accentuazione delle iniquità, con provvedimenti motivati dall’urgenza di recuperare gettito nell’immediato, per garantire una rete di salvataggio al nostro debito pubblico, vittima di una sfiducia generalizzata degli investitori?

Stasera lo chiederemo per primo all’economista Luigi Zingales, in collegamento da Chicago: le misure del governo Monti, finalizzate a rassicurare i mercati, non rischiano di aggravare la recessione di cui già patisce l’Italia? E l’austerity imposta dalla Merkel a Bruxelles, non volgerà al peggio la crisi europea? E’ un futuro rassicurante il continente germanizzato da cui si distacca l’isolazionismo britannico?

In studio ci aiuteranno a rispondere degli esperti messi a confronto con giovani dirigenti delle strutture territoriali di Cgil, Cisl e Uil, protagonisti del primo sciopero generale unitario negli ultimi sei anni. Saranno con noi: l’ex banchiere e commissario Consob, Salvatore Bragantini; il docente di politica internazionale alla Cattolica di Milano, Vittorio Emanuele Parsi; lo scrittore inglese Tim Parks; il bocconiano docente di economia internazionale, Fabrizio Onida; la presidente dei piccoli industriali lombardi, Ambra Redaelli; la corrispondente da Bruxelles de “Il Sole 24 Ore”, Adriana Cerretelli. E infine vi segnalo fra gli esperti Maurizio Franzini, docente all’Università “La Sapienza” di Roma, autore della più documentata ricerca sulle disuguaglianze (in)accettabili nel nostro paese: “Ricchi e poveri” (Università Bocconi Editore), un testo davvero raccomandabile a tutti.

Si confronteranno con loro i sindacalisti Daniele Gazzoli e Valentina Cappelletti (Cgil) in arrivo dalla Valcamonica e da Bergamo; Lucia Pasquale (Uil) da Napoli; Patrizia Manca e Simone Botti (Cisl) da Treviso. Con testimonianze di lavoratori, pensionati e precari, anch’essi presenti nel nostro studio di Milano. Mai come quest’anno l’albero di Natale si presenta spoglio dal lato dei tartassati e ricco di doni dal lato dei privilegiati. Perfino le tredicesime sono a rischio in molte aziende, oltre che rappresentare una chimera per contrattisti a termine e precari.

La colonna musicale della serata è come sempre affidata ai musicisti della Scala: il primo oboe solista, Fabien Thouand; accompagnato al pianoforte dal maestro Takahiro Yoshikawa. Eseguiranno: la romanza “Nicht Schnell” op. 94 di Robert Schumann; il terzo movimento della sonata per oboe e pianoforte di Camille Saint Saens; e un estratto da “I vespri siciliani” di Antonio Pasculli.

Dal blog di Gad Lerner