Il “Canto di Natale” di Zia Assunta: Mario Monti è Scrooge, Mario Draghi è Marley. E l’happy ending?

C’era una volta Mario Monti, un tirchio, ricco e avaro finanziere di Varese, per il quale il Natale era una perdita di tempo. Era talmente infastidito dalle festività che costringeva i suoi umili servi, i lavoratori italiani, a lavorare tutti i Natali, fino a che i loro corpi non sarebbero stati pronti per la bara. Quest’uomo era talmente sadico che costringeva i pensionati a spendere tutti i soldi in tasse e rinunciare al pranzo di Natale e alla dentiera nuova. Per strada rispondeva male a tutti coloro che gli facevano gli auguri: l’unica compagnia che contava per Monti erano le banche. Per questo ossessivo interessamento ai soldi era una persona poco amata da tutti i cittadini. La sera della vigilia di Natale, mentre stava rincasando, gli sembrò di intravedere specchiandosi sul portone, il volto funereo del socio in affari Mario Draghi.

Rinchiusosi nella sua vecchia casa, cominciò a percepire dei rumori strani: ora quello di un carro funebre che si trascinava invisibile sulle scale avvolte nel buio, ora un rumore di catene nella cantina, infine vide oscillare da sola una campanella, era un suono assordante e spaventoso. A questo punto si aprì una porta, e comparve il fantasma di Mario Draghi: una visione tremenda, tanto più terrificante in quanto, scoperte le bende per mostrare il volto, cadde la mascella dal viso. Intorno alla vita, una catena forgiata di euro, timbri, assegni, e tutto quel materiale che, secondo l’ammissione di Draghi, lo avevano distolto dal fare del bene agli altri accumulando denaro tutto per sé e per la Banca Centrale europea: il rimpianto per aver vissuto chiuso nel proprio egosimo lontano dalle persone che amava e che lo amavano costituiva la sua pena eterna, una dannazione che lo costringeva a vagare per l’Europa dell’Est.

Il solo sollievo era ammonire Monti, perché la catena che si stava forgiando era ben più lunga e pesante della sua. Se fosse andato avanti così, anche lui avrebbe subito la stessa sorte. Draghi gli annunciò la visita imminente di tre spiriti: uno che incarna i Natali passati, un altro quello presente, l’ultimo il Natale futuro.

A Mezzanotte apparve lo spirito del Natale passato. Era un fantasma circondato da una corona di luce che si sprigionava dal capo, facendolo assomigliare a una candela; lo riportò indietro nel passato a rivisitare la propria infanzia dimenticata: in una scena era un ragazzino sui banchi dell’Università, mandato a studiare economia alla Bocconi dal padre, che lo aveva voluto allontanare dalla famiglia: era solo, triste e senza amici, studiava in un’aula buia come far quadrare i conti in modo irreprensibile, ma ancora non aveva rovinato l’Italia

Dopo la visione del passato, Monti incontrò il secondo spirito, quello del Natale presente, che apparve come un uomo di dimensioni enormi. Questo spettro condusse Monti dalle famiglie italiane che stavano consumando il pranzo di Natale, erano tutti sorridenti sebbene vivessero in condizioni misere. Il fantasma mostrò a Monti altre persone che passavano il Natale, i lavoratori tartassati: un gruppo di minatori che intonano un canto di Natale attorno a un focolare, due guardiani di un faro che brindavano e cantavano, scambiandosi un Buon Natale e dei marinai su un bastimento in mezzo all’oceano che dedicavano un pensiero ai loro cari. Monti fu molto stupito da ciò che aveva appena visto. Lo spettro a questo punto si congedò e Monti si ritrovò sperduto nella nebbia, fino all’arrivo del terzo spirito.

Il terzo spirito si presentò come una figura altissima, avvolta da un nero mantello e un cappuccio da cui nulla traspariva se non una mano che sporgeva da una manica. Invano, Monti chiedeva che parlasse, gli spiegasse, la figura era silenziosa, e lo guidava solo con un dito. Siamo a Roma, e Monti assiste a diverse scene il cui argomento è la morte di un vecchio tirchio e cattivo, deriso da tutti. Due insegnanti precari parlano del suo prossimo funerale: mentre uno afferma di andarvi per puro dovere, l’altro, schernendo la tirchieria del defunto, è interessato soltanto a rifarsi a sue spese con il buffet gratis. Un povero padre di famiglia che era debitore del vecchio non nasconde il sollievo per la sua morte perché a chiunque saranno trasferiti i debiti, il futuro creditore sarà sempre più buono di quel avido finanziere. In un negozio di robivecchi, Monti osserva disgustato i servi del defunto mentre si dividono tutto quello che hanno potuto rubare in casa sua, incluse le tende del baldacchino che ne proteggevano il corpo e la camicia sottratta dal suo abito funebre: l’ammontare totale è venduto al robivecchi tra le risate di tutti. Monti vorrebbe sapere chi è il vecchio tanto odiato da tutti, ma quando il fantasma lo porta davanti al capezzale non osa scoprire il lenzuolo che ne ricopre interamente la salma. Monti vede che la sua casa è stata venduta, l’Italia è andata in fallimento: Monti, guidato dal fantasma entra nel cimitero, dove la mano dello spettro indica una lapide con scritto: Mario Monti.

Monti si ritrovò nel suo letto grondante di suodore e scoprì che era mattina presto, il Natale era appena iniziato, glielo confermò un ragazzo che passava sotto la sua finestra.  Decise di convocare subito un Consiglio dei Ministri che stabilì tante misure, finalmente eque: tassare solo gli evasori e le rendite finanziarie, ritirare gli eserciti dalle guerre e scioglierli, aumentare le pensioni, dare un lavoro dignitoso e ben retribuito a tutti fino ad un’età accettabile, mandare a casa tutti gli inutili e spreconi esseri detti parlamentari, aiutare le donne e i bambini, far sposare i gay, vendere le frequenze televisive, far diventare la Rai un servizio pubblico, diminuire il prezzo della benzina, regalare a tutti delle auto ecologiche, costruire parchi, valorizzare le bellezze del paese più bello del mondo e tante altre cose meravigliose… Quindi, sbarbato e ripulito, uscì per strada salutando tutti con affabilità, trovò poi la forza di presentarsi a casa dei suoi familiari che lo avevano invitato per Natale: accolto con calore, passò il più bel Natale della sua vita. Da allora Monti diventò una persona molto amata, e trovò finalmente la pace dell’anima.