“I magnifici 7” di Celentano sono solo un ‘reality della povertà’ per Sgarbi. ‘Ma ci faccia il piacere…’

Decantava la munificenza dell’amicone di mano larga ed occhio lungo, Silvio Berlusconi, ha percepito un esorbitante cachet (“pagato, pagato, pagato!“) per regalare alla prima rete Rai uno degli ascolti più bassi della sua storia lunga mezzo secolo, eppure, Vittorio Sgarbi si sente in diritto di ‘fare la morale‘ ad Adriano Celentano, per “l’enormità” del cachet che il molleggiato percepirà per la sua partecipazione al 62° festival della canzone italiana (300mila euro ad apparizione, per un massimo di 700mila euro nei cinque giorni della kermesse), oltre che per le modalità pensate dal Clan del Molleggiato per devolvere interamente le somme succitate in beneficenza (per metà ad Emergency, il resto a 7 famiglia indicate da 7 sindaci di 7 città italiane):

Charity for publicity potrebbe essere il titolo inglese del talent della poverta’ che Adriano Celentano sta mettendo in scena a spese di sette sindaci italiani, per pubblicizzare un altro po’ la sua presenza o non presenza al festival di Sanremo, nel momento in cui ha un disco in classifica.

Ma pensa te che ‘sciacallo‘ questo Celentano! Devolve 700mila euro in beneficenza, facendosi carico di oltre 200mila euro di oneri fiscali, contribuisce in maniera determinante al successo della kermesse, partecipandovi senza alcun ritorno economico, solo per pubblicizzare un disco in vetta alle classifiche di vendita da 3 mesi, senza che vi fosse alcun bisogno di intervenire in alcuna trasmissione sinora (ha rifiutato di prendere parte persino allo show di Fiorello). Sgarbi non crede che una buona campagna pubblicitaria sarebbe costata meno, in termini economici e non, al Molleggiato? Il critico è convinto che si tratti di una trovata pubblicitaria, a cui, suo malgrado, ha contribuito:

Il Clan ha aspettato che tutti sparassero sul cachet di Adriano per poi fare l’annuncio ad effetto ed ottenere tante altre paginate di giornali. Ora lungi da me l’idea di attaccare chi fa beneficenza. Ma la beneficenza non si annuncia, non si sbandiera. Non a caso, esiste un proverbio che dice: fai del bene e dimenticalo…

A Sgarbi sono rimasti solo i proverbi oramai. Peggio di lui solo l’associazione di telespettatori cattolici Aiart, già scagliatasi contro il telefilm di Rai4, Fisica o Chimica:

Il gesto di Celentano che ha devoluto in beneficenza il suo compenso e’ da imitare, ma la beneficenza ha ancora piu’ valore quando la si fa in silenzio. Ci voleva un po’ meno di pubblicita’ a tutta questa vicenda. La corsa a trovare la famiglia piu’ povera sa tanto di reality.

Su una cosa ha ragione il presidente dell’Aiart, Borromeo, occorreva ‘meno pubblicità‘ sull’intera vicenda: se i soliti noti non si fossero scagliati contro il Molleggiato, forse, quest’ultimo non si sarebbe sentito in obbligo di giustificare il suo compenso.