Sanremo 2012 / Le canzoni – “Un pallone” di Samuele Bersani

Fin da piccolo, Samuele Bersani ha avuto il sogno di diventare cantautore. Ma non uno di quelli noiosi che non fanno altro che ripetersi. Così, fin da giovane, fonda e abbandona diverse band nella sua realtà locale, divertendosi a suonare qualsiasi strumento gli capiti a tiro. Debutta artisticamente nel 1991, esibendosi nel tour di Lucio Dalla. Nel 1992 esce il primo album C’hanno preso tutto, che in breve diviene un vero caso radiofonico grazie alla canzone Chicco e Spillo. Del 1995 è Freak, album da 130.000 copie vendute e contenente successi come Spaccacuore, Cado giù e Cosa vuoi da me. Nell’estate 1997 esce l’album che porta il suo nome, che vede in playlist Coccodrilli e Giudizi universali, brano che gli vale il Premio Lunezia 1998 come miglior testo letterario. Nel 2000 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con Replay che si aggiudica il Premio della Critica. A settembre realizza la colonna sonora del film Chiedimi se sono felice. Nel 2002 esce la sua prima raccolta intitolata Che vita!, contenente tre brani inediti tra cui la title-track. L’anno dopo esce il suo sesto album, Caramella smog, che lo porta a vincere due Targhe Tenco. A trainare al successo questo album è il singolo Cattiva. Nel 2006 esce L’aldiquà, primo album trainato da una canzone messa in vendita su iTunes, ovvero Lo scrutatore non votante. Del 2009 è il suo ultimo album di inediti, Manifesto abusivo. In ciascuno degli ultimi album, Bersani può vantare importanti collaborazioni.

Partecipa alla 62^ edizione del Festival di Sanremo col brano Un pallone, mentre nella serata dedicata alla canzone italiana nel mondo duetterà con Goran Bregovic in My sweet Romagna, versione inglese di Romagna mia di Secondo Casadei. Di seguito il testo di Un pallone.

UN PALLONE (di S. Bersani)
Un pallone rubato
E’ dovuto passare
Dalla noia di un prato all’inglese
A un asfalto che Garibaldi a donare,
Dalle scarpe di Messi
Alle scarpe ignoranti,
A una rabbia calciata di che lo
Fa volare più in alto dei santi
Un pallone bloccato
Fra gli uccelli su un tetto
Finge di essere un uovo malato
In attesa soltanto di un colpo di becco
Per poter scivolare
E cadere dal bordo
Basterebbe una semplice pioggia però
Anche il cielo deve esser d’accordo
Ci vuole molto coraggio a rotolare giùin un contesto vigliacco che non si muove più
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità in un miraggio che presto svanirà
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Un pallone scappato
Sa rubare la scena
Alle ruote dei camion che in mezzo alla strada
Per caso lo sfiorano appena
Quando gli manca un metro
A una lunga discesa
Una scheggia di vetro lo ferma perché
E’ contraria alla libera impresa
Un pallone bucato
Non è più di nessuno
Anzi viene scansato da tutti i bambini
E lasciato a ingiallire nel fumo
Dei rifiuti bruciati
Sotti ai fuochi di agosto
Come se fosse giusto un destino così
Arrivando alla fine di un corso
Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Ci vuole molto coraggio a rimanere qui in un ambiente malato in cui è sempre lunedì
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un palllone perso
Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso
Ci vuole molto coraggio a ricercare la felicità in un miraggio che presto svanirà
E a mantenere la calma adesso
Per non sentirsi un pallone perso