Linea Verde – Puntata del 12/02/2012 – Il borgo di Brusson e Genova del dopo alluvione tra le mete visitate.

Come ogni domenica, ecco una nuova puntata di Linea Verde, nel corso della quale Fabrizio Gatta ed Eleonora Daniele ci accompagnano alla scoperta della natura, dei luoghi più incantevoli d’Italia e non solo, permettendoci di conoscere da vicino tutto ciò che ci circonda, ma che spesso non ci è possibile frequentare fisicamente. Nella prima parte del programma, denominata Orizzonti, Chiara Giallonardo si reca alla scoperta del borgo alpino di Brusson in provincia d’Aosta situato nel comprensorio del Monte Rosa.

Il borgo si trova a 1.300 metri di altitudine e vanta la presenza di un castello edificato intorno al X sec. In questa oasi naturalistica verranno visitate le tipiche costruzioni in legno chiamate Rascard. Si seguirà poi, in un’antica latteria, la lavorazione del  formaggio  biologico  Fromadzo Vallée d’Aoste DOP. Le sapienti mani degli artigiani locali intrecciano poi  le cosiddette listarelle di salice e frassino per costruire le gerle, ceste in legno leggere utilizzate per trasportare materiali in alta montagna.

Altri temi della puntata: le ricette della cucina locale come il bollito salato a base di carne messa sotto sale per almeno due settimane prima di procedere alla preparazione e la zuppa del passato.

Eleonora Daniele e Fabrizio Gatta, invece, nel segmento principale, Linea Verde, partono da Genova per un viaggio che toccherà alcune città d’Italia, nel corso del quale si cercherà di approfondire il rapporto tra l’anima urbana ed edificata della metropoli e le aree verdi (sottratte alla cementificazione o prossime alla periferia) dove agricoltura e zootecnia rappresentano ancora  elementi di identità e di attrattiva turistico/paesaggistica, occupazione e tutela del territorio.

Il capo progetto del programma Giovanna Pensabene parla così di questo progetto:

“Con questo nuovo filone  proviamo a raccontare l’agricoltura interna alle città, un inusuale viaggio nei luoghi silenziosi e produttivi. E, a 100 giorni dall’alluvione, partiamo da Genova per raccontare la voglia di ricominciare anche nelle aree verdi, a riportare la produttività e positività”.

Le fa eco il Sindaco di Genova, Marta Vincenzi:

“Linea Verde darà una lettura dello nostra città particolare: qui pesca e zappa fanno rima. L’alluvione? E’ il risultato di ciò che è stato fatto in passato dove si è divisa quella linea che univa collina e mare. Ora proveremo a ricucire quel ‘taglio’ difendendo il territorio anche con agricoltura”.

Si parlerà anche della riqualificazione fluviale, le cui diverse soluzioni trovano sostenitori e detrattori ugualmente divisi. Abbattere tutto quello che “soffoca” i fiumi? Costruire il canale scolmatore? Ma il capoluogo ligure è anche la città che “insegna l’agricoltura”, soprattutto quell’agricoltura che la conformazione del territorio rende eroica. Nella sua zona  più a levante, sulla collina di Sant’Ilario che domina Nervi, c’è l’Istituto di istruzione di tecnica agraria Bernardo Marsano dove gli studenti imparano le tecniche di terrazzamento e  palificazione che  prevengono i rischi di frane e alluvioni e, dunque, in una parola, garantiscono la tutela del territorio. Sempre nel levante cittadino, a Quarto, dove c’è lo scoglio dei Mille, quel poco che Genova ha concesso al verde agricolo ed urbano prende forma in alcuni orti ed agrumeti di città.

Nel corso della  puntata  si parlerà inoltre dei sapori di Genova, della gastronomiadi strada” gustosa e dalla personalità forte che evoca la sua antica tradizione. Come tutti i porti del mondo, dalla Cina al Mediterraneo, i vicoli di Genova, i “caruggi”, propongono piccole botteghe dove  si può gustare il cibo che era un tempo dei marinai; un cibo una volta povero, oggi annoverato tra i capolavori gastronomici.

Una parte della puntata sarà poi dedicata all’alta Val di Vara, a quella Valle del Biologico che tutti stanno ormai imparando a conoscere attraverso i suoi prodotti eccellenti; una terra che, dopo la “bomba d’acqua” che l’ha devastata in ottobre, deve “resuscitare” dai detriti, dal fango e dai tronchi portati a valle.