Sanremo 2012 / Le canzoni – “E tu lo chiami Dio” di Eugenio Finardi

Eugenio Finardi fin da bambino mostra uno spiccato talento per la musica tanto che a nove anni incide il suo primo disco: una canzone per bambini intitolata “Palloncino rosso fuoco”. Nei primi anni Settanta Finardi entra in contatto con gli Stormy Six e collabora con loro e con altri come session man. Nel 1972 firma il suo primo contratto discografico con La N.1 di Lucio Battisti dove incontra Demetrio Stratos che seguirà nell’avventura della leggendaria etichetta Cramps. Nel 1975 esce il suo primo album, “Non gettare alcun oggetto dai finestrini” nel quale suona sotto pseudonimo Franco Battiato. L’anno successivo arriva il successo con la pubblicazione di “Sugo”. Nel 1978 collabora con il gruppo Crisalide, che contribuiscono in maniera determinante alla realizzazione dell’album “Blitz” che contiene l’indimenticabile “Extraterrestre”. Nel 2005 consuma finalmente il suo giovanile amore per il Blues, sua passione segreta, con Anima Blues,  un album di inediti puro e avvolgente che porta a più di 100 concerti “extra Finardi”. Inizia la collaborazione con l’ensemble e i compositori contemporanei Carlo Boccadoro e Filippo Del Corno che porta, Finardi nel Gennaio 2010, sul palco del Teatro alla Scala con l’ensemble “Entr’act” per riprendere con successo la tradizione delle “Domeniche alla Scala” e a essere richiamato un anno esatto dopo con un’opera di Carlo Boccadoro. Nel Dicembre 2011 viene conferito a Eugenio Finardi il prestigioso “Ambrogino d’oro”, medaglia d’oro della Città di Milano, che riceve dalle mani del sindaco Pisapia.

Quest’anno è al 62° Festival di Sanremo per la terza volta (precedentemente nel 1985 e 1999) con la canzone E tu lo chiami Dio. Nella serata del giovedì dedicata alla musica italiana nel mondo si esibirà con Noah in Surrender (Torna a Surriento). Di seguito il testo di E tu lo chiami Dio.

E TU LO CHIAMI DIO (di R.Di Lorenzo)
Vorrei volare ma non posso,
E resto fermo qua
Su questo piano che si chiama terra
Ma la terra si ferma…
Appena mi rendo conto
Di avere perso la metà del tempo
E quello che mi resta è di trovare un senso

Ma tu, sembri ridere di me,
Sembri ridere di me…

E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…
Ma conosco l’amore
Io, io che ho visto come te
Dritto in faccia il dolore…

Vorrei volare ma non posso
e spingermi più in là
Adesso che si fa silenzio attorno
Ma il silenzio mi parla…

Devo combattere con le mie lacrime,
mica con una poesia
E non c’è ordine nei letti d’ospedale
Come in una fotografia rivedo
dritta sulle spalle la mia figura….

E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…
E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io non sono come te…
Ma conosco l’amore
Io, che ho visto come te
Dritto in faccia il dolore…

E tu lo chiami Dio
Io non do mai nomi
A cose più grandi di me
Perché io, io sono come te…