Victoria Cabello spara a zero sulla Rai e sul Festival: “Il Servizio Pubblico? Robette fatte malissimo…”.

Non ha peli sulla lingua, Victoria Cabello, neanche quando si tratta di commentare la riuscita del prodotto di punta dell’azienda che l’ha accolta a settembre, offrendole la conduzione di Quelli che il calcio, la Rai. L’ex vj, che dell’onestà e dell’originalità ha fatto il suo punto di forza, oggi, in un’intervista rilasciata a Il fatto quotidiano, esprime il suo parere sull’avvio di questa 62° edizione del festival di Sanremo, che di originalità, sembra avere ben poco. Un intervento, quello della conduttrice, che Luca e Paolo commenterebbero all’unisono con un sorpreso ‘Sticazzi!‘:

Zero assoluto. Rispetto Celentano, merita i suoi spazi e libertà illimitata, ma quel palco è per le canzoni e i cantanti. Il suo intervento ha ammazzato la serata e falsato la gara. Ho visto uno spettacolo incredibile: i giurati che non votano, i microfoni che non funzionano, le vallette riciclate. Un anno di preparazione per cosa? Si ricordano che c’è un foglio chiamato scaletta?

Continua, allargando la sua riflessione al Servizio Pubblico:

Stavolta il Festival ha dimostrato com’è la televisione italiana e cos’è il servizio pubblico: un insieme di robette fatte malissimo... Dispiace per tante e brave persone che ci lavoravano, ma la sensazione è stata di guardare uno spettacolo di dilettanti. Tutto sbagliato, tutto vecchio, tutto terribilmente noioso.

Lei che Sanremo l’ha già fatto nel 2006, affiancando Giorgio Panariello, mostra di parlare con cognizione di causa. La Cabello, inoltre, ha dimostrato di non ‘rincorrere‘ gli ascolti: il suo Quelli che il calcio, infatti, pur mantenendosi sulla media di rete, ottiene ascolti che tutti auspicherebbero più alti, ma, coerente con le sue scelte, la conduttrice non è mai ricorsa a certi temi col solo fine di gonfiare l’audience (vedesi l’Isola dei famosi, protagonista principale del contenitore nell’era Ventura, insieme a schedine mezze nude, tartarugoni e vari gioielli trash). Un lavoro minuzioso di cui va dato merito alla conduttrice ed al suo team di lavoro, capaci di garantire qualità e divertimento senza ricorrere allo scontato. Questo, a mio avvisso, è servizio pubblico.