Paolo Bonolis rivendica il successo di Sanremo, Fiorello scocciato dalla “gente” in edicola: ma quanto se la tirano?!

Nonostante Rocco Papaleo si fosse prodigato a diffondere il Mantra del Presidente del Consiglio Mario Monti, tediando quanti hanno seguito la 62° edizione del Festival di Sanremo con l’esortazione a “rimanere tecnici“, mutuando dal Premier la sobrietà che, purtroppo, sembra essere sconosciuta ai suoi ministri, le ‘star’ della tv nostrana  non sembrano intenzionate a moderare la loro esuberanza. Se, Gianmarco Mazzi, al margine della conferenza stampa della finale del festival faceva notare, in un impeto di modestia, di non aver sbagliato un colpo‘, Paolo Bonolis, che con Mazzi ha firmato i suoi Sanremo, non si è lasciato sfuggire l’occasione di tacere ed ha commentato le esternazioni di Mazzi:

Sto leggendo di tutto in questi giorni sui giornali a proposito dei Festival di Sanremo degli anni precedenti e ci tenevo a specificare che nel 2005 e nel 2009 la direzione artistica assoluta della kermesse era solo mia.

Aggiunge: “Mazzi ha sicuramente svolto in modo eccellente il suo lavoro che era, pero’, la direzione musicale. Si occupava, cioe’, di tenere i rapporti con il mondo della canzone“. Conclude: “la grossa rivoluzione del 2005 e del 2009 era mia. Lo chiarisco perche’ altrimenti qui vale tutto… allora… io potrei dire che sono stato il fondatore del Coni… e invece no“. D’altronde, perchè meravigliarsi, Bonolis è lo stesso che, all’indomani degli straordinari ascolti (superiori ai suoi) ottenuti dall’amica Antonella Clerici a Sanremo, precisava:

[…] non si possono confrontare i tempi di chi corre i 100 metri con chi ne corre 150 e dire che chi fa i 100 è più veloce. Confrontare due edizioni da un anno all’altro ha poco senso. Altrimenti visto che siamo in chiave sanremese e parliamo di cantastorie, è come dire che Lucio Dalla è la versione generosa di Lucio Presta.

Ed a proposito della trasmissione di Fazio e Saviano, Vieni via con me, dichiarò:

Diciamo che questo programma ha alcuni stilemi de ‘Il Senso della Vita’. Ma non è l’unico che gli somiglia. Fa piacere, però, che alcuni colleghi prendano spunti.

Insomma, l’egocentrismo del conduttore non cessa di mietere vittime. Così come Fiorello non cessa di rivendicare il suo diritto a vivere la quotidianità come fosse un edicolante, con qualche preoccupazione in meno e qualche dollarone in più. Il conduttore, che su Twitter prosegue giornalmente (o quasi) la sua rassegna stampa dall’edicolante sotto casa, quest’oggi ha sbottato:

Ci risiamo!! gente che mi aspetta in edicola. Per chiedermi qualsiasi cosa. Così non va!

25 anni fa non avresti detto la stessa cosa“, fa notare un lettore, “Quello che vorrei far capire è che qui non solo il Fiorello della televisione… Tengo a precisare che non sono arrabbiato, e capisco anche. Voglio solo dire che vorrei che quel luogo rimanesse così com’è“, conclude lo showman.