Magazine – In ricordo di Lucio Dalla: “i politici al funerale? Una buona ragione per non morire”.

Che cosa pensa dei politici che partecipano ai funerali di Stato?“; Lucio Dalla si trovò al cospetto dell’insidioso interrogativo, nel 2009, intervenendo all’interno di ‘Scusi lei e’ favorevole o contrario?‘. “Esibiscono tanta di quella noia. Potrebbero evitare”. La conduttrice insistette: “lo sa che comunque al suo funerale verranno. Qualcuno di loro se ne uscira’ dicendo: ‘Lucio Dalla e’ stata la colonna sonora della nostra vita’“, Dalla concluse: “Questa si e’ una buona ragione per non morire“.

Abbiamo preferito esplicitare il piglio beffardo del cantautore bolognese, suggerendovi una lettura sarcastica dei contributi che vi proponiamo di seguito e che animano un numero speciale del nostro Magazine.

Giorgio Napolitano:

“Autore e voce forte e originale, che ha contribuito a rinnovare e a promuovere la canzone italiana nel mondo”.

Francesco De Gregori:

“E’ un momento tristissimo. Non me la sento di parlare con nessuno”.

Adriano Celentano:

“Lucio, amico caro di tutti. Da oggi il mondo sara’ piu’ buio. Prego e penso che poeti come te non dovrebbero mai morire. Il distacco umano da uomini e artisti grandi come sei stato e sei, ci coglie sempre impreparati. Ci manchera’ tutto di te. Anche i momenti di eroica fragilita’ che contribuivano a renderti sempre piu’ grande. Ti volevo e ti voglio bene. Ero catturato dalla tua magica grandezza e delicata generosa umanita’. Ricordo quando mia figlia venne da te per trascorrere qualche giorno speciale di vacanza… le apristi la tua casa come un padre accoglie un figlio.Parlavate di arte, di musica, della vita…Mi racconto’ di avere vissuto giorni meravigliosi, indimenticabili. Indimenticabile come sei tu”.

Gianna Nannini:

“Mi sono innamorata con le sue canzoni, ho duettato con lui sul palco, in tv e nei ristoranti. Lucio e’ uno che ha dato Cultura alla ‘cultura’ della musica italiana e per questo era e resta internazionale. Io ‘a modo mio’ lo amo e lo aspetto in Piazza Grande”.

Dario Fo:

“Lo stimavo moltissimo, e’ una grande perdita per la musica italiana: E’ stato un musicista fondamentale, ha segnato un’epoca e anzi e’ stato lui stesso un’epoca. Non e’ stato un canzonettista, ma un artista di altissimo livello. Ho sempre apprezzato molto le sue canzoni e infatti le ho cantate anch’io nei miei spettacoli”.

Eugenio Finardi:

“Lucio no, proprio non me l’aspettavo. L’avevo visto a Sanremo pochi giorni fa, sempre allegro, con quei suoi occhi da Elfo che sembravano guardarti dentro e sorridere di cio’ che vedevano. Sembrava eterno. Lo stesso che clowneggiava con il clarinetto alla Palazzina Liberty di Milano, quando lo vidi per la prima volta mentre cantava ‘Com’e’ Profondo Il Mare’, 30 anni fa”.

Eros Ramazzotti:

“Non potro’ mai dimenticare il suo telegramma al mio primo Sanremo, mi scrisse: ‘Ole”. Fu il primo messaggio e ne fui onorato, ci manchera’ tanto la sua genialita’, era un grande…”.

Vasco Rossi:

”Non siamo mai pronti a notizie del genere rimaniamo attoniti, sbalorditi, spaventati, arrabbiati e poi tristi molto tristi, senza parole. C’est la vie, questa e’ la vita… ha la precedenza su tutto meno che sulla morte, che arriva quando meno te la aspetti”.

Roberto Vecchioni:

“Sono non solo dispiaciuto, ma sconvolto perche’ ci legava non solo una grande amicizia ma soprattutto una unita’ di intenti: quella di cantare l’umanita’ cosi com’e’, ma soprattutto di amarla”.

Claudio Baglioni:

“Lucio bravo e geniale ha vissuto tutta una vita con la volonta’ di stupire e la voglia di stupirsi”.

Ligabue:

“Ciao Lucio. Grazie. Lucio Dalla e’ stato una delle persone piu’ libere fra quelle che hanno fatto canzoni nella nostra storia. Era libero di seguire tutti i doni che gli sono stati fatti. Prima di tutto quello di una musicalita’ che gli usciva da ogni poro. Bastava che posasse le mani su un pianoforte o soffiasse su un sax o un clarinetto e ne usciva subito musica. Poi la sua voce che, naturalmente, era cosi’ piena di musica che tante volte era costretto a inventare linguaggi e suoni perche’ la lingua italiana non gli bastava”.

Giuliano Sangiorgi:

“Nella sua voce e nei suoi testi ho sempre trovato tutto quello di cui avevo bisogno … l’umanità e l’infinito …”.

[fonte dichiarazioni AdnKronos]