Il giovane Montalbano – Quarta puntata del 15/03/2012 – Anticipazioni.

Che sia giovane o ‘maturo‘ non fa differenza: “Montalbano sono!“. Che sia interpretato da Luca Zingaretti o da Michele Riondino, il pubblico risponde con il consueto entusiasmo al richiamo di una Sicilia senza tempo, di un personaggio fascinoso. Gli ascolti delle prime tre puntate hanno confermato la forza dei racconti di Andrea Camilleri, gli stessi che hanno permesso di presentare una lunga serialità come un evento. Se l’ultima puntata, andata in onda lo scorso giovedì, ha registrato una flessione di circa un milione di spettatori, un calo fisiologico, dovuto soprattutto alla concorrenza interna de L’Isola dei famosi, il livello medio degli ascolti rimane sorprendente. Questa sera va in onda la quarta delle sei puntate, dal titolo ‘Ferito a morte‘. Vediamone la trama.

I mesi passano, e il giovane Montalbano si mostra sempre più sicuro nel reggere la famiglia del commissariato di Vigata. Se Carmine Fazio è sul piede di partenza, vista la domanda di pensione fatta in seguito al malore capitatogli in servizio, da un po’ si è aggiunto alla squadra il vicecommissario Mimì Augello, belloccio e donnaiolo, che però ha subito saputo conquistarsi l’amicizia del suo capo. Il giovane commissario sembra essersi un po’ addolcito grazie a Livia, che sa stargli accanto senza fargli pesare il suo bisogno di autonomia e di libertà. Livia è molto intelligente, e le basta poco per capire che il carattere duro e scontroso che spesso manifesta il suo amato Salvo deriva da un rapporto difficile col padre, un imprenditore vinicolo che vive a pochi chilometri da Vigata, ma che per Salvo è come non esistesse. Quando il padre va a trovare Salvo nella casa nuova il giovane Montalbano è alle prese con un caso molto complicato, l’omicidio di un usuraio che sembra però nascondere moventi più passionali. Livia fa amicizia con il padre di Montalbano, ma quando Salvo torna e vede il padre in atteggiamento amichevole con Livia reagisce male. Liquida rapidamente il genitore e si chiude in se stesso, infastidito dalla sua invadenza dell’uomo. Nel frattempo Carmine Fazio ha visto accettata la sua domanda di pensionamento.

Il dispiacere di Montalbano di perdere un collega e un amico così importante è mitigato dalla possibilità che il giovane e sveglio figlio di Carmine, Giuseppe, possa sostituire il padre nel commissariato di Vigata. Livia alla fine riesce a far confessare a Salvo il motivo per cui ce l’ha tanto col padre: alla morte della madre, Montalbano scoprì che l’uomo, con la scusa di frequenti viaggi d’affari, passava gran parte del suo tempo con un’altra donna, con cui aveva anche dei figli. Per Salvo, quel tentativo tardivo del padre di recuperare un rapporto con lui è solo un modo per lavarsi la coscienza, per farsi perdonare un’infanzia che Montalbano ha vissuto senza il riferimento di una figura paterna. Certi traumi infantili non sono facili da superare. Ma parlarne, come finalmente ha fatto Salvo con Livia, può aiutare a sopportarli. Anche così si diventa uomini.