La fuga di Teresa – Il terzo film della serie ‘Mai per Amore’, con Stefania Rocca e Alessio Boni.

Prosegue il ciclo di film Mai per amore, dedicati alla ‘piaga‘ sociale che la violenza sulle donne rappresenta, un ‘cancro‘ che mina la salute del tessuto sociale ancor oggi, soprattutto oggi. Un fenomeno drammatico e trasversale che, anche nelle civiltà più avanzate, stenta ad essere compreso pienamente nella sua gravità e nella sua vera natura di emergenza sociale e politica. Il tema trattato nel film proposto da Raiuno questa sera, riguarda  la violenza domestica, nascosta tra le mura familiari, una violenza di tipo psicologico, feroce quasi quanto quella fisica e che logora l’esistenza di chi la subisce. La regista del film, Margarethe Von Trotta, al suo primo lavoro in Italia, spiega:

È la prima volta che lavoro per la tv in Italia, ma ho accettato con piacere perché credo che attraverso la televisione si possa raggiungere un pubblico molto più vasto di quello cinematografico. Mi allettava molto anche l’idea di lavorare ad una serie con Liliana Cavani e Marco Pontecorvo, di cui ho conosciuto il padre che ammiravo molto. Trovo, tra l’altro, che sia molto coraggioso decidere di mandare in onda sulla rete ammiraglia della Rai una serie che affronta una tematica così dolorosa. E, di contro, è giusto che sia così anche per contrastare tutti quei programmi che pensano che l’emancipazione della donna passi soltanto attraverso un bel sedere. Ma quelle donne, si sa, non fanno paura, anzi… A far paura sono quelle che vogliono usare la testa per far carriera.

La regista tedesca, Leone D’Oro a Venezia ’81 con Anni di piombo, a proposito del ‘tema‘, osserva:

Il tema l’ho sentito quasi come un dovere morale visto che se ne parla sempre troppo poco. Ho scelto di raccontare una storia di violenza psicologica all’interno di una famiglia borghese, apparentemente tranquilla e serena, dove tutto fila liscio. Spesso leggiamo di donne molestate, picchiate, uccise dai loro stessi uomini,  ma si racconta pochissimo delle donne che giornalmente subiscono umiliazioni e atti di prevaricazioni dentro le mura domestiche, dove una donna dovrebbe sentirsi al sicuro’.

Dopo Troppo amore‘, il film con Massimo Poggio e Antonia Liskova trasmesso due settimane fa, in apertura del ciclo di film (qui il post), e Ragazze in web, con Carolina Crescentini e Francesca Inaudi, trasmesso la scorsa settimana (qui il post), il terzo dei quattro film in onda questa sera, per la regia di Margarethe Von Trotta, è La fuga di Teresa, con Stefania Rocca e Alessio Boni. Vediamone la trama.

Può un suicidio avere un colpevole che abbia determinato la scelta di chi l’ha compiuto? Teresa, sedicenne, che da due anni studia in un collegio all’estero, non riesce a rassegnarsi al suicidio della madre Laura, come invece sembra fare Stefano, suo padre, medico stimato e benvoluto nel suo ambiente, che per quanto addolorato individua nella depressione della moglie la causa del suo gesto.

Per conoscere la verità, Teresa deve scavare nella sua memoria, ma soprattutto sapere cosa sia successo a sua madre che, dopo aver abbandonato una brillante carriera manageriale, ha passato due anni in un volontario isolamento. La ragazza scappa di casa con l’unico amico, Miki, un diciottenne ribelle e dalla cattiva fama, che è pronto a assecondarla, perché innamorato di lei.

Il viaggio, che per Miki doveva essere una fuga romantica, diventa per Teresa il modo per riannodare gli incerti fili della memoria. Ripercorrendo i luoghi e incontrando le persone del passato, Teresa scopre la sconvolgente verità sulla morte della madre.