Barbara D’Urso: “la concorrenza si è fatta viva, ma resto a Mediaset, con un cachet ridotto”.

In tanti si saranno domandati come mai la signora D’Urso, che comunque non ha mai abbandonato i panni de “la signora in giallo” sviscerando e “speculando” sui delitti di cronaca, da un po’ di tempo abbia ridotto nel suo “Pomeriggio 5” lo spazio dedicato al gossip ed alla cronaca rosa, favorendo maggiormente gli spazi di tipo “più impegnato” (?), dai risvolti sociali, politici.

Se qualche maligno pensa che la scelta sia dettata esclusivamente da fattori legati allo share dovrà ricredersi: la Barbara nazionale ci fa sapere, attraverso le pagine de Il Giornale, che tale valutazione editoriale risponde, oltre che alle aspettative dell’editore, Pier Silvio Berlusconi: “A fine dicembre Pier Silvio Berlusconi ci chiese di aumentare lo spazio dato alla cronaca, diminuendo quello del gossip”, anche alla “necessità del pubblico di comprendere le cose”.

Come se fino a qualche mese fa il telespettatore si beasse della propria ignoranza, della mancata volontà di capire, conoscere. La domanda nasce spontanea: quale strano meccanismo culturale, sociale scattato negli ultimi mesi nel tessuto nazionale ci è sfuggito? Quale nuovo impeto, quale slancio non siamo riusciti a leggere nelle menti e nei cuori degli italiani tali da portarli al desiderio irrefrenabile di sviscerare fatti e avvenimenti di cronaca, di costume, della politica?

So cosa sta per chiedermi. Se questo non significa cavalcare l’onda del sensazionalismo; approfittando, magari, della morbosità che simili fatti suscitano. Ma è la vita di questo Paese, a esprimersi in questo modo. Aumenta l’allarme per le rapine in villa? Tratto l’argomento per più giorni, denunciando!

Leggendo le interviste che spesso rilasciano i nostri beniamini televisivi rimane il dubbio se questi “ci sono o ci fanno”; insomma se da un lato sembra che ci prendano per “poveri imbecilli” incapaci di capire tutto ciò che ruota intorno al mondo della comunicazione, dall’altra il candore e il disincanto con cui argomentano e si raccontano farebbe pensare che realmente abbiano una visione falsata della realtà, di quella macchina della vita vera che noi viviamo per strada, al lavoro, sui bus, nei bar.

Ci chiediamo a questo punto se la signora D’Urso abbia mai fatto una corsa sul metrò la mattina per raggiungere il posto di lavoro, abbia fatto la spesa in un supermercato per captare quotidianamente i pensieri della gente, i piccoli e grandi cambiamenti che una città, una società subisce. Gli umori, i sentimenti, le pulsioni, ma tutto in una cornice e in un quadro veri e non filtrati da lettere, email, telefonate.

E soprattutto ci si chiede se Barbara (e tanti come lei) ci valuta per quelli che siamo: un popolo capace di capire, di saper interpretare e leggere l’altro anche quando questi ci strizza l’occhio insistendo nell’affermare che tutto ciò che ci porge è fatto “col cuore”.

Ah, e non penserete di liberarvi a breve della ‘bislacca‘:

in vicinanza delle scadenze dei contratti è ovvio che la concorrenza si faccia viva. Ma qui io sto bene, è casa mia. E per aderire ad una richiesta dell’azienda, visti i tempi, mi sono anche considerevolmente ridotta il cachet, come è giusto che sia