Luca Zingaretti è Paolo Borsellino in “57 giorni”. Il 22 maggio su Rai1.

Vent’anni fa moriva il giudice siciliano Parlo Borsellino, così come moriva il collega Giovanni Falcone. Quest’ultimo fu ucciso a maggio, Borsellino, invece a luglio, precisamente 57 giorni dopo. La Rai rende omaggio al grande giudice con una fiction intitolata proprio “57 giorni“. Sono importanti questi 57 giorni perché sono l’arco di tempo in cui Paolo si ritrova a lavorare da solo, senza Giovanni, già vittima della strage di Capaci. Falcone e Borsellino, infatti, avevano sempre combattuto fianco a fianco nella lotta contro la mafia. Ad interpretare il complesso ruolo del magistrato sarà Luca Zingaretti.

Le due stragi di mafia del 1992 furono uno dei momenti più bui della storia del nostro paese, in particolare quella di via D’Amelio è rimasta nella memoria collettiva, poiché il giudice venne sorpreso da un’autobomba esplosa in via D’Amelio a Palermo, in un momento della sua intima quotidianità, la visita all’anziana madre, e perché, oltre a Borsellino, nell’agguato perirono anche alcuni agenti della scorta, tra cui una giovane ragazza sarda (Emanuela Loi). La fiction della Rai è l’ultimo di una lunga serie di doverosi omaggi tributati a questi due grandi nomi dell’antimafia.

La fiction verrà trasmessa il 22 maggio, su Raiuno. A fianco di Zingaretti ci saranno Lorenza Indovina ed  Enrico Ianniello, regista Alberto Negrin. Quest’ultimo fu già regista di Perlasca, altra fiction Rai con Luca Zingaretti esportata, poi, per il grande successo, anche all’estero; l’intenzione sembra essere la stessa: far uscire dai confini nazionali un eroe italiano, grazie alla fiction.

A proposito della figura del magistrato, Luca Zingaretti, su Tv Sorrisi e Canzoni, osserva:

Ci siamo concentrati solo sui 57 giorni che vanno dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio: raccontare un uomo attraverso una situazione così strema ci sembrava il modo migliore. E’ un uomo addolorato e sfinito, che dice alla moglie: ‘un amico mi ha tradito’. Quella di Borsellino è una storia di tradimenti, e di atroce solitudine.

Si aspetta polemiche?“, domanda il giornalista.

Se arriveranno sarà perchè la fiction farà entrare nelle case, speriamo tante, ciò che finora era solo scritto sui giornali e nei libri. Portarle in prima serata spero faccia rumore. Diciamo che siamo stati molto diretti, che non le mandiamo a dire.