Claudio Bisio lascia ‘Zelig’: “Non è un addio, anche se una volta che lasci…”. Paola Cortellesi lo segue.

Aggiornamento: lascia anche Paola Cortellesi, qui le sue dichiarazioni.

Una pausa, un arrivederci, non certo un addio“. E’ stato il quotidiano La Repubblica a diffondere, in mattinata, la notizia dell’addio, pardon, arrivederci, di Claudio Bisio a Zelig. In un’accorata intervista, l’attore confessa di non essere “stanco” del programma, piuttosto di essere “stanco di non poter fare altre cose“. Bisio ha, inoltre, aggiunto:

Ci siamo lasciati col sorriso. E poi ho ancora un anno di contratto in esclusiva con la rete. Più che un addio è un anno sabbatico, anche se una volta che lasci…

Parole, queste, che lasciano intendere che ci sia la volontà di riproporre, anche nella prossima primavera, il programma di Gino e Michele, nonostante nell’ultima edizione abbia mostrato i segni di un inevitabile logorio. Una decisione che lascia alquanto perplessi coloro (tra cui lo stesso conduttore) che auspicavano, dopo l’edizione ‘fiume‘ (15 puntate!) di quest’anno, una lunga pausa che permettesse al pubblico di smaltire la sbornia. Ma, appurato che Mediaset proporrà Zelig anche nella prossima stagione televisiva, chi prenderà il posto di Bisio?

Con Michelle Hunziker ci siamo inventati lo show all’inizio ed è stato bello. Poi c’è stata Paola Cortellesi e Vanessa Incontrada, una colonna. Chi prenderà il mio posto? No, questo non potete chiedermelo.

Da Facebook

L’attore, in tarda mattinata, ha deciso di accomiatarsi dal pubblico di Zelig attraverso una lettera commossa pubblicata sul profilo Facebook. Bisio titola “Arrivederci…“:

La prima volta fu il 5 Maggio 1997, allora si chiamava Facciamo Cabaret, e andava in onda in seconda serata su Italia 1. Era il progenitore di Zelig. Sono appena trascorsi quindici anni da allora. Non ricordo tutte le date, i numeri, le edizioni, il passaggio in prima serata, e poi su Canale 5… Ricordo solo che quest’anno (all’inizio dell’edizione 2012) abbiamo festeggiato la centesima puntata in prima serata.

Faccio l’attore da circa trent’anni, quindi Zelig è, in termini numerici, metà della mia vita professionale, in termini artistici è molto di più. Con Zelig ho imparato un mestiere nuovo e insieme a Gino Michele e Giancarlo forse lo abbiamo addirittura inventato: è un bell’ibrido a cui sta stretta la definizione di conduttore, come quella di spalla e pure quella di showman, ma è tutte queste cose insieme più qualcos’altro.

Bene, ora dopo tutti questi anni sento il bisogno di prendere una pausa, ricaricare le pile, studiare, sperimentare (fossi un docente invocherei il diritto all’anno sabbatico). Avrei voglia di potermi concentrare un po’ più sul cinema. Mi manca il teatro, il luogo in cui sono (artisticamente) nato e che negli ultimi anni ho potuto frequentare poco. Vorrei tornare a fare il comico, come ho fatto per anni in un locale milanese chiamato Zelig da cui è nato tutto, anche la voglia di portare il cabaret in televisione.

Con Gino Michele e Giancarlo ho parlato a lungo e penso che abbiano capito e condiviso questa mia esigenza. Può fare bene anche a Zelig un bel rinnovamento e in tempi in cui nessuno molla la propria poltrona, mi sembra anche un bel segnale.

L’elenco delle persone che devo ringraziare, dalla dirigenza di Mediaset che mi ha dato sempre fiducia lasciandomi totale libertà artistica, ai produttori Bosatra e Ioppolo, potrebbe essere lunghissimo, per cui lo farò privatamente. Voglio almeno ricordare i comici, tutti, che sono la linfa vitale di Zelig e ringraziarli perché da quelli che hanno interagito con me ho imparato ad essere Zelig, nel senso del personaggio-camaleonte inventato da Woody Allen, cioè a trasformarmi di volta in volta in carnefice, vittima, complice e a divertirmi infinitamente; mentre di quelli che agivano da soli ho osservato la nascita e la trasformazione dei monologhi, dalle prove alla versione definitiva, tifando per loro dalle quinte, e stupendomi ancora insieme a loro, per un effetto, un lazzo, una battuta che sulla carta avevamo pensato potesse funzionare in un certo modo e invece con il pubblico si rivelava essere una cosa ancora diversa. E quindi grazie al nostro fantastico pubblico, sia quello (numerosissimo) che ci ha seguito in sala che quello ancor più numeroso che ci ha seguito da casa. 

E, last but not least, un grazie speciale alle mie compagne di viaggio, tutte, con le quali spero di aver contribuito a trovare un ruolo meno banale e scontato della donna su di un palcoscenico ammettiamolo, molto, a volte troppo, maschile. E penso soprattutto a Paola Cortellesi che da comica di serie A ha accettato di mettersi al servizio di altri comici, di compagni di viaggio più giovani e magari più inesperti, di fare insieme a me la cosiddetta ‘spalla’ a chiunque ne avesse bisogno, portando però anche le sue doti di showgirl al servizio di uno spettacolo che nasce cabaret puro, ma che con gli anni si è sempre più avvicinato ad un moderno varietà.

Tutto qui. Una pausa, un arrivederci, non certo un addio.

Aggiornamento: anche Paola Cortellesi lascia Zelig. Le sue dichiarazioni:

Negli ultimi due anni ho lavorato con un gruppo che in poco tempo ho cominciato a considerare un po’ la mia famiglia (e infatti si fa fatica a separarsene). Ma nel nostro mestiere il cambiamento è linfa vitale e al termine di un viaggio lungo 27 puntate (e circa 90 spettacoli) è naturale dedicarsi a nuove esperienze. Tra tutte quelle fatte finora, però, quella con Zelig è stata per me una delle più emozionanti.