Cesare Mori – Il prefetto di ferro – Prima parte del 16/09/2012 – Anticipazioni e trama.

Stasera e domani, in prima serata su Raiuno, va in onda la miniserie Cesare Mori – Il prefetto di ferro, ritratto di Cesare Mori, il “Prefetto di ferro” protagonista di una serrata lotta alla malavita siciliana durante i primi decenni del Novecento. L’ideale continuatore dell’azione di Joe Petrosino, il poliziotto italo americano che per primo contrastò la mafia, nel racconto epico di una battaglia compiuta senza esclusione di colpi e senza mai guardare in faccia nessuno.

Ad interpretare il prefetto è l’attore svizzero Vincent Pérez. Al suo fianco Anna Foglietta nei panni di Angelina, la sua dolce e cagionevole moglie. Gabriella Pession è invece la giovane e attraente baronessa Elena Chiaramonte, una donna risoluta e molto corteggiata che non mancherà di ammaliare, con il suo prorompente fascino, anche Cesare Mori. Adolfo Margiotta interpreta Francesco Spanò, amico e vecchio collega di Mori che, in Sicilia, lo affiancherà con grande devozione nella dura battaglia quotidiana contro la malavita, contro lo strapotere delle cosche mafiose e contro criminali di ogni genere.

Trama della prima parte – E’ il 1916. In Sicilia le bande di disertori e delinquenti la fanno da padrone. A dar loro la caccia c’è il commissario Cesare Mori che ha fatto una promessa alla vedova dell’appuntato Morelli, ucciso dalla banda capeggiata dal bandito Carlino: consegnare alla giustizia i responsabili. Mori tiene fede alla promessa fatta, bracca e uccide Carlino. Cesare è un uomo duro, all’apparenza inflessibile, cresciuto in un orfanotrofio. E’ sposato con Angelina. Un matrimonio felice ma senza figli. Carlino, il bandito ucciso, aveva un figlio: Saro. Il ragazzino ha perso la madre il giorno che è nato, Mori lo vede e decide che sarà lui il figlio a lungo atteso.

Mori, alle prese con una delle sue inchieste, incontra la baronessa Elena Chiaramonte nella sua masseria. Lei è bellissima. Mori ne resta colpito. La donna però sembra subire la presenza del massaro Cuccia. L’incontro tra lui e Mori si trasforma subito in scontro: c’è lui a tirare le fila della banda Carlino. Lo arresta.

Intanto Saro va a vivere con Mori e la moglie. Lui non riesce a confessargli di aver ucciso suo padre. In Tribunale inizia il processo alla banda Carlino e a Cuccia. L’avvocato difensore accusa Mori di non avere prove contro Cuccia e di aver ucciso a tradimento Carlino. Mori protesta, ma quello che non sa, è che in Tribunale, portato lì con l’inganno, c’è Saro. Quando Mori torna a casa, affranto per il verdetto che ha assolto Cuccia, scopre che il ragazzino è scappato di casa. Mori lo cerca, inutilmente. La sconfitta in tribunale lo conduce al trasferimento.

E’ il 1922. Mori è Prefetto a Bologna. Il rispetto della legalità lo rende inviso ai fascisti. Nel corso di una sommossa Angelina si sente male. Il suo cuore è sempre più debole. Pochi mesi dopo Mussolini diventa Presidente del Consiglio. Il duce lo convoca offrendogli un nuovo incarico in Sicilia. Angelina lo sprona ad accettare. Potranno ritrovare Saro. Lei, appena starà meglio, lo raggiungerà. Mori in Sicilia, insieme al suo vecchio collega Spanò, ricomincia da dove ha lasciato: da Gangi, dalle Madonie, lì dove comanda ancora Cuccia. E soprattutto il temuto Don Virzì. Una sera a teatro Mori rivede la baronessa Chiaramonte. La donna, ancor più affascinante, è in compagnia dell’onorevole De Giorgi. E’ lui ora a starle accanto, a occuparsi della masseria e soprattutto dei lavori del nuovo acquedotto. Quella notte, fuori dal teatro, un’ombra osserva Mori nel buio: è Saro. Adesso vive con Cuccia. Dall’America, nel frattempo, sono arrivati gli uomini del boss Vito Cascio Ferro. Un nuovo affare si profila all’orizzonte: far transitare a Palermo l’oppio e la morfina provenienti dalla Turchia. Mori intanto decide di sferrare il decisivo attacco ai suoi acerrimi nemici. Lui e i suoi uomini circondano Gangi. Perlustrano casa dopo casa alla ricerca di latitanti e ricercati. Mori fa arrestare tutti. Solo Cuccia, grazie ad un cunicolo sotterraneo, riesce a fuggire. Mori lo insegue ma arriva troppo tardi, appena in tempo però, per vederlo salire sul cavallo di Saro.