Magazine – Quelli che: l’imitazione di Nicole Minetti (video); addio al Commissario Cordier; Insinna sul flop del preserale; Canale 5 vince 6 prime time su 7 e se ne vanta.

  • Virginia Raffaele è Nicole Minetti – Spettacolo

http://www.youtube.com/watch?v=1r7TPNLXJ88&feature=player_embedded

  • Si è spento Pierre Mondy, il Commissario Cordier – Spettacolo da Ansa
L’attore e regista francese Pierre Mondy, uno dei volti piu’ noti della tv d’oltralpe – in particolare con il personaggio del Commissario Cordier – e’ morto sabato mattina a Parigi. Aveva 87 anni. Pierre Mondy e’ morto nell’ospedale parigino della Pitie’-Salpetriere per le conseguenze di una recidiva del linfoma che lo affliggeva da tempo.
  • Mediaset celebra il primato di Canale 5, ma è presto per cantare vittoria… – Spettacolo

Canale5 rete leader nella prima settimana della nuova stagione tv d’autunno. Da domenica 9 a sabato 15 settembre la media di prime time di Canale5 è stata di 4.888.000 telespettatori, share del 19.7% sul pubblico totale (Rai1: 4.681.000 telespettatori, share del 18.9%). Il vantaggio di Canale5 aumenta sensibilmente considerando il pubblico di riferimento della rete, il target commerciale 15-64 anni: Canale5 22.3%, Rai1 14.7% (oltre sette punti di distacco). Canale 5 si è aggiudicata sei prime serate su sette (unica eccezione mercoledì contro la Nazionale di calcio).

  • Flavio Insinna e le ragioni del flop, in preserale – Spettacolo da Il Giornale
Flavio Insinna sul flop de Il Braccio e la mente: “potrei addurne mille, di giustificazioni. L’avvicinarsi del caldo, l’imminenza delle ferie, perfino i motivi insondabili per cui, talvolta, il pubblico non accetta un programma curato e studiato come il nostro. La verità è che tu ci sudi come un matto, dai il meglio di te stesso e alla fine qualcosa non funziona lo stesso. Può succedere”.
  • Giancarlo Leone: “a Mediaset sempre stessi programmi e conduttori”; e in Rai? – Spettacolo da L’espresso

Giancarlo Leone, direttore Rai Intrattenimento: “non è un mistero che la televisione abbia come primo obiettivo quello di costare il meno possibile e accaparrarsi il pubblico dei consumatori tra i 25 e i 54 anni. Non per denigrare il lavoro altrui, ci mancherebbe, ma Mediaset mette in campo sempre gli stessi conduttori, replicando le trasmissioni fino a distruggerle“.

  • Mediaset e La7: un matrimonio impossibile – Spettacolo dal Corriere

Al Corriere risulta, al contrario, che la manifestazione d’interesse del Biscione, primo, non abbia avuto seguito e, secondo, che le regole antitrust non consentirebbero alcun accesso alle carte. Una fusione Mediaset-La7 eliminerebbe qualsiasi concorrenza nella tivù commerciale gratuita ed è dunque altamente probabile che sarebbe respinta da qualsiasi autorità europea o italiana. Anche se venissero acquistate solo le frequenze (escludendo i programmi, come prevede un’ipotesi di cessione parziale), Mediaset si troverebbe a possedere, oltre ai suoi 5 multiplex, i 4 dell’emittente di Telecom Italia, attestandosi largamente sopra il limite dei 5 posto da Bruxelles.

  • Mediaset compra La7? Enrico Mentana se ne vaSpettacolo da Twitter

Mediaset compra La7? Solo un’offerta di disturbo. Ma quando cambia l’editore è inutile gridare al lupo. Fosse Mediaset lascerei: ne bis in idem.

  • …ma Gad Lerner non se la beve – Spettacolo da Il blog del bastardo (Gad Lerner)

Dubito assai che possa avere un seguito la manifestazione d’interesse di Mediaset per l’acquisto di La7. Sarebbe una lesione clamorosa del già scarso pluralismo dell’offerta televisiva generalista in Italia; ma, prima ancora, per quel che ne capisco, costituirebbe un’infrazione evidente alla normativa antitrust vigente. Insomma, tenderei ad escludere che Berlusconi venga ad accomodarsi nel nostro “postribolo televisivo”. Evitiamo psicodrammi: “Le mani di Berlusconi su La7″, ovvero il titolone odierno de “L’Unità”, è davvero eccessivo, nella sua premura. Piuttosto non facciamo di ogni erba un fascio: fra gli altri investitori e manager che manifestano interesse per La7 vi sono ottimi professionisti come Urbano Cairo, Claudio Sposito, Marco Bassetti, che in passato hanno lavorato nell’orbita Mediaset, ma non per questo vanno etichettati come prestanome berlusconiani. Altrimenti dovremmo liquidare come tali anche Mentana e Santoro solo perchè hanno lavorato su quelle reti.