C’è posta per te – Puntata del 22/09/2012 – Diretta e foto. Ospiti Alex Del Piero e Carlo Verdone.

Sembra non temere il tempo e la frammentazione dell’audience, C’è posta per te, il people show ideato e condotto da Maria De Filippi, che nel secondo appuntamento stagionale ha fatto registrare un significativo incremento della platea di spettatori, passando dai 3milioni e 862mila spettatori dell’esordio, ai 4milioni e 331mila della seconda puntata. Al balzo poderoso in valori assoluti, però, non ha corrisposto un altrettanto strabiliante lievitazione dello share, che è passato dal 22.62%, al 22,90%. Tuttavia, in tempi di vacche magre ed esuberanti catastrofisti (chi profetizza la morte della generalista, chi di un genere), riuscire nell’impresa di mantenere una media di share che superi la soglia del 2o% e consenta di mantenere saldo il primato al sabato sera (segue C’è posta il concorrente di Raiuno, Ti lascio una canzone, sceso al secondo appuntamento ad un mediocre 18,55% di share), non è certo cosa da poco. A tessere le trame dell’avvincente racconto al centro della terza puntata di C’è posta per te, insieme a Maria De Filippi, saranno Alex Del Piero, che torna a sedere sul celebre pouf dopo aver dismesso la casacca di capitano della Juve, e Carlo Verdone, impegnato nelle riprese del film romano del pluripremiato autore de Il Divo, Paolo Sorrentino.

Prima storia

La storia di un amore“. Maria De Filippi apre il terzo appuntamento con C’è posta per te introducendo la storia di Giada e Nicolò. “Un mese fa il mio ragazzo, Nicolò, mi ha detto basta“, esordisce la prima, che alla conduttrice ha raccontato i suoi travagli d’amore: “voglio star da solo, non sono certo dei tuoi sentimenti, ho paura che mi prendi in giro“, le disse Nicolò, decidendo di troncare.  “Avevo paura ad amarlo, a stare tutta la vita con lui“, spiega Giada, che racconta di aver sofferto in seguito alla separazione dei genitori: il timore che anche a lei potesse spettare il destino della madre, che aveva lasciato ogni ambizione per sposare il padre, ritrovandosi, poi, senza più nulla, l’ha indotta ad allontanare il fidanzato.

Nicolò siede sul pouf, viene sorpreso da un video che raccoglie i best moments vissuti al fianco dell’amata. Il suo sguardo brilla d’emozione, il suo sorriso tradisce l’emozione. Dei piccoli pirati trascinano un forziere polveroso al centro dello studio: “siamo qui farti sapere delle cose importanti“. Il più intraprendente tra i due snocciola una serie di aneddoti riguardanti Giada: “Giada ti ama proprio tanto“. Il piccolo conclude il suo decalogo, Nicolò è raggiante. “Ho avuto paura che un giorno potessi stancarti da me. Ti ho allontanato, provando a sentirmi libera, autonoma“, spiega Giada, che invoca il perdono dell’amato, il quale, dall’altro lato della busta, non trattiene l’emozione e lascia cadere una lacrima. “Vorrei vivere una favola con te e non ho paura che sia per sempre“, conclude la ragazza.

Siete molto belli e siete ancora più belli con il volto rigato da questi lacrimoni d’amore“, commenta Maria. La conduttrice interviene, affinché, prima dell’abbraccio, i due chiariscano qualche punto: “io non voglio più avere una storia ossessiva come una volta“, spiega Nicolò, il quale, tuttavia, ammette il suo amore per Giada. Problemuncoli da adolescenti. Tutto si riduce alla gelosia ossessiva della ragazza, che conclude: “piuttosto che stare tutta la vita senza di te, è meglio che tu abbia i tuoi spazi”. E amore fu…

Seconda storia

La storia di un regalo“. Una clip racconta l’addio di Alex Del Piero alla Signora, la Juve. Non è questa (discussa) separazione, tuttavia, ad essere al centro della storia che Maria si accinge a raccontare all’entusiasta platea. Una standing ovation accoglie il campione. Manco fossimo allo stadio, dalla curva si leva un coro, solo quando i fan(atici) tacciono, fa il suo ingresso Debora. Il marito è stato colto da nicrosi delle ossa, che lo costringe all’immobilità sulla sedia a rotelle. La fragilità delle ossa gli impedisce persino di tenere in braccio i figli. “Io lo amo, qualora non ci fosse lo cercherei negli occhi di tutti coloro che incontrerei per strada“, spiega Debora, che si trova, inoltre, a dover fare i conti con una situazione economica alquanto precaria, giacché il marito non può lavorare oramai. La donna intende chiedere perdono per i momenti di tensione in cui si lascia andare a qualche imprecazione, ed intende farlo attraverso le parole che Alex, suo mito, vorrà rivolgergli.

Alla vista della moglie, Antonio si commuove. Maria racconta la storia di un grande uomo, che alla moglie suggerisce: “c’è chi sta peggio di noi“. Già, se solo ce ne ricordassimo, a volte. “Ti amo talmente tanto che, se ti conoscessi oggi, così, sulla sedia a rotelle, ti risposerei“, Antonio ascolta commosso e lusingato, la conduttrice gli stringe la mano.

Qualcosa di magico che ti faccia volare senza farti alzare dalla tua sedia“, quel qualcosa è Alex, che ora siede al fianco dell’uomo. “Quello che è stato raccontato è qualcosa di straordinario. Siete due bellissime persone“, il calciatore non ci sa fare con le parole, ma lo sapevamo già. Una serie di ovvietà e, infine, qualcosa di ‘sostanzioso‘, finalmente: un album di figurine Panini, una dozzina di videogames per il figlio, una casa di bambole per la figlia, ed un salvadanaio (“con una sorpresina dentro“, dice) per i più grandi. “L’augurio che ci possa essere tanta fortuna nella vostra vita, anche se ne avete già una e siete voi“, conclude Alex. Le scuse di Debora precedono un dolce abbraccio: “tante volte mi hai detto che non vorresti vivere, che potrei avere un altro. Io non lo voglio un altro, voglio a te!“.

Terza storia

La storia di un padre“. Francesco, con le lacrime agli occhi, siede al cospetto della platea. Ha un unica figlia, nata dall’unico matrimonio, Fabiola: “non la vedo e non la sento da 13 anni“. Antonio confessa le sue colpe: con la moglie erano fulmini e saette e, talvolta, l’uomo faceva ricorso alla violenza. Fabiola è presente, vive il dramma della madre. Presto i genitori si separano, Antonio si innamora di un’altra donna, al quale l’uomo riserva le sue attenzioni. La figlia è risentita, un’incomprensione mina le basi del loro rapporto. Da allora un silenzio lungo 13 anni.

Al momento della consegna della posta, Fabiola sceglie di non raggiungere il postino alla porta: “già so chi mi manda a chiamare“, spiega sporgendosi dalla finestra. Tuttavia, la ragazza ha deciso di intervenire in trasmissione. Antonio si scusa, dicendosi “pentitissimo” per gli sbagli commossi. Fabiola spiega di provare rabbia, di aver scelto di ‘cancellare‘ il padre dalla propria vita per dimenticare il dolore di cui la sua figura era stata causa. Antonio invoca una seconda change, ma la figlia sembra decisa a non volergliela concedere. Maria interviene, nel tentativo di sanare la ferita che li tiene distanti. “Più che dimostrarmi che sei un papà, devi dimostrarmi che sei un uomo“, continua Fabiola, mentre il padre annuisce: “te lo dimostrerò“. Fabiola apre la busta.

Quarta storia

Lui si chiama Gino, lei Maria, lui è innamorato di lei, lei di lui, poi un giorno… da allora sono passati 59 anni“. L’uomo è vedovo e vorrebbe proporre un matrimonio o una convivenza a Maria, la ragazza di cui si innamorò in gioventù. Allora, però, le preferì un’altra ragazza, la stessa che sarebbe divenuta sua moglie. La lasciò senza lasciarle alcuna spiegazione, sarà dura convincerla, adesso, a seguirlo sull’altare…

Il postino, prima di consegnare l’invito, intende verificare l’identità della donna, che, risentita, risponde: “Io sono Maria, l’originale!“. Alla vista della donna, Gino commenta: “è cambiata… mi piaceva più prima“. Maria non riconosce nell’uomo il giovane amante. Nelle parole di Gino, però, riconosce la sua storia: “ma lui non lo riconosco, non credo sia cambiato così tanto…“. Tuttavia, l’uomo prosegue spedito: “c’ho una piccola pensione, una villetta di 3 vani, se vuoi possiamo rimediare al torto…“. Oltre alle rose, Gino reca in dono gli ortaggi del suo orto. Maria, però, non usa mezze parole: “s’è fatto più brutto di me! sta proprio rovinato!“. La donna è ancora offesa ed arrabbiata: “è stato un grandissimo mascalzone! Lo deve piangere quello che ha fatto!“. Maria racconta di aver sofferto per 10 anni, sino a quando ha conosciuto il marito. Niente da fare, Maria non intende aprire la busta. “Le rose le vuoi?“, chiede la conduttrice, “no, me le porta quando so morta!“.

Quinta storia

La storia di un padre“. Il mittente della posta è Carlo: Elisa, la figlia, da 4 mesi rifiuta ogni contatto. Carlo non comprende le ragioni di tanto astio, immagina che possa essere dovuto alla relazione che ha scelto di intessere con un’altra donna. L’uomo, da qualche anno, è divorziato. La separazione fu dolorosa per la figlia, che ora, nell’apprendere dell’esistenza di una nuova compagna, ha reagito malamente, scegliendo di allontanarsi.

Sono qui per sapere il motivo che ti spinge a non parlarmi più. Sto male, sto molto male“. Carlo si rivolge alla figlia con parole commosse. Elisa si mostra distante e confessa la sua rabbia. “Non è mai stato un padre, è stato sempre un buon amico“, spiega Elisa, chiarendo che i motivi della sua scelta sono molteplici. La ragazza continua, spiegando che la distanza, tra i due, c’è sempre stata. Le tensioni, poi, sono scoppiate con l’entrata in scena della nuova compagna. “Se io apro, so che non cambia niente. Lui è così, non cambia“, commenta Elisa, che conclude: “io ora non me la sento, ho bisogno di tempo“.

Sesta storia

La storia di un regalo” conclude questo terzo appuntamento con C’è posta per te. Le follie cinematografiche di Carlo Verdone compongono un’imperdibile collage. Il pubblico accoglie con entusiasmo l’interprete, che ringrazia commosso. Un aneddoto sul maestro, Alberto Sordi, anticipa la storia di Elena, giovane donna siciliana. Con al collo la catenina che custodisce l’immagine del padre, Elena confessa il suo intento: “voglio dire ai miei fratelli ciò che mai sono riuscita a dire loro in casa“. Il padre è morto a soli 54 anni, lasciando ai figli l’onere della gestione della piccola azienda di famiglia. La donna, questa sera, vuole palesare ai fratelli l’affetto e l’ammirazione che nutre nei loro confronti e ringraziarli per il sostegno che le hanno accordato quando ha scelto di separarsi dal marito. “Tu, Carlo, li fai ridere ed il sorriso è vita“, spiega Maria.

Silenti ed impietriti dall’emozione, i due fratelli siedono al cospetto di Elena. “E’ una lettera che ho scritto per vostro padre: eravate la sua vita, ora voi siete la mia“, esordisce la ragazza, lasciando a Maria il compito di ripercorrere le tappe di un cammino impervio. “Ho chiesto ad un uomo di venire ad aiutarli ad aprire quella porta e a guardare con più sicurezza il futuro“; Carlo Verdone raggiunge i due fratelli: “anche noi Verdone abbiamo avuto lo stesso problema con la scomparsa di papà“. L’invito a sorridere non è colto dai due, che sfoggiano un’espressione funerea. Carlo regala un viaggio ai tre fratelli, lasciando che siano loro a decidere la destinazione: San Francisco!

Elena riprende la parola: “non vi abbandonerò mai, qualsiasi cosa accade. Dobbiamo rimanere uniti ed insieme andare avanti“. Carlo conclude, interpretando il suo intervento: “uno sente di essere una carezza per lo spettatore; di essere utile...”.

I saluti di Eter e Giasone

E’ nuova questa cosa che batti il cinque?“, domanda sbalordita Maria, che grazia a Giasone ha conosciuto la responsabilità di diventare ‘nonna’: “sei diventato papà eh!“; non solo papà, Giasone è “diventato prepotente a furia di frequentare quella“; quella, chi? Eter, che anche stasera dà dimostrazione dell’ormai proverbiale ferocia (?!). Con questo ameno quadretto vi auguriamo una dolce notte e vi rinnoviamo l’appuntamento a sabato prossimo con C’è posta per te.

Ernest Ev