Andrea Vianello riapre l'”Agorà” di Raitre: “volevano spostarci su Raidue”.

Come i watussi raccontati dallo zio, Andrea Vianello sarà tra i primi “a vedere la luce del sole“, non certo perché ha deciso di trasferirsi all’equatore, piuttosto per l’alzataccia a cui lo costringe il talk show che, dal lunedì al venerdì, conduce su Raitre, a partire dalle 8:00. Agorà torna, da questa mattina, a raccontare l’Italia, ricreando all’interno dello Studio Nomentano 2 “una piazza in cui politici, rappresentanti delle istituzioni, del lavoro e della società si confrontano in maniera paritaria e diretta con i cittadini“. Un’eventualità, questa, che sfiora l’utopia e, per questo, risulta riproducibile solo in televisione, purtroppo. “È questa la strada che abbiamo scelto per riavvicinare alla politica la gente comune, da troppi anni lontana dal Palazzo. In tal senso, è stato significativa l’ultima puntata della passata edizione, in cui abbiamo capovolto la prospettiva collegando i politici via web e ospitando in studio i cittadini“, spiega Vianello, che nel giro di due edizioni è riuscito ad imporre la sua idea ad un ampia platea, facendo di Agoràil programma politico più centrale del day time nel panorama televisivo“. Sarà stato per questo che, come rivela il conduttore in un’intervista [al sito web Daringtodo], la Rai ha meditato la promozione in prima serata, su Raidue, nella collocazione che fu di Annozero: “C’era stata un’ipotesi aziendale tuttavia rientrata anche perché sono orgoglioso di lavorare su Rai 3 e ad Agorà. Era solo un’ipotesi di spostamento“. Il direttore di rete, Antonio Di Bella, si è opposto, ritenendo lo spostamento di Agorà alla rete di D’Alessandro un dono troppo grande e, per Raitre, una privazione intollerabile.

Nella prima puntata, Andrea Vianello, insieme agli ospiti, scruta l’orizzonte in cerca dei primi segnali di ripresa. Delle prospettive per il futuro dell’Italia e di quanto, e se , gli italiani si sentano pronti ad andare al voto si parlerà quest’oggi con Alex Zanardi, medaglia d’oro di handbike ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 e conduttore di Sfide su Rai3; Lucia Annunziata, direttore di Huffington Post Italia; Mario Sechi, direttore del quotidiano Il Tempo; Loretta Napoleoni, economista; Giovanni Negri, imprenditore.

Per restituire al punto di vista dei cittadini la centralità che sovente viene negata, Agorà mantiene uno dei simboli del programma, l’Albero dei cittadini, e si affida ai sondaggi realizzati in esclusiva dall’Istituto SWG, che il suo presidente Roberto Weber spiegherà e commenterà in diretta.

Anche in quest’edizione, inoltre, ritroveremo il Moviolone di Antonio Sofi: la giornata politica ricostruita con la tecnica del collage, attraverso una selezione di ‘chicche’ individuate nei programmi andati in onda nei giorni precedenti, oppure carpite in diretta dai social network.