Il commissario Nardone – Quarta puntata del 27/09/2012 – Anticipazioni, foto e trama.

Quarto appuntamento con Il Commissario Nardone, il commissario campano che dichiarò guerra al crimine, nella Milano degli anni Cinquanta e Sessanta, riuscendo a risolvere i casi più scottanti e controversi grazie anche al supporto del 113, servizio nato proprio grazie al suo genio, che ora rivive nell’omonima serie diretta da Fabrizio Costa, in onda al giovedì sera su Raiuno, ed ha il volto e lo sguardo terso di Sergio Assisi. Rimandandovi alla trama dettagliata della serie, conosciuto il cast in questo articolo,vi riportiamo di seguito la trama dettagliata dei due episodi che compongono la quarta puntata in onda stasera.

Il ritornoMilano, 1958. La città è profondamente cambiata. Il boom economico permette a tutti di sognare un futuro migliore. La malavita è diventata Organizzata, e la Polizia si adegua. In Questura ci sono più mezzi, più uomini e un nuovo Questore, Argento. Anche se la sua squadra non c’è più, Nardone è fiero di ciò che è riuscito a costruire: ora esiste un unico numero telefonico per segnalare l’intervento delle forze dell’Ordine, il 777. I colpevoli di una rapina alle Poste scappano su un’auto e riescono a far perdere le loro tracce. L’auto viene ritrovata giorni dopo, in fondo ad un fosso. I corpi dei rapinatori crivellati dai colpi. Nessuna traccia della refurtiva.
Per identificare i cadaveri dei rapinatori, Nardone si rivolge alla sempre bene informata Flò, che ha aperto un night club frequentato da ricchi e potenti. Flò riconosce le foto dei cadaveri: erano due francesi. I nomi non li conosce. Nardone chiede quindi aiuto a Suderghi, il vecchio compagno di squadra che ora è distaccato al confine con la Francia.
Suderghi controlla alla dogana e risale ai nomi dei rapinatori. Li comunica a Nardone, che da quelli rintraccia l’albergo dove alloggiavano a Milano. Muraro viene inviato ad ispezionare le stanze. A sorpresa, Muraro si trova davanti il vecchio nemico, Bosso, che gli spara e fugge.

Muraro è in coma. Dietro al vetro del reparto di rianimazione, Nardone fissa il letto su cui il suo amico sta lottando tra la vita e la morte. Alle sue spalle, compaiono uno alla volta Suderghi, Spitz, Rizzo… E’ la vecchia squadra che si riunisce in silenzio. Nei loro occhi rabbia e determinazione. Prenderanno chi gli ha sparato, chiunque sia, ovunque sia. Ad ogni costo. A cena da Eliana e Nardone, ormai sposati e con un figlio, gli uomini raccontano cosa hanno fatto in questi dieci anni di lontananza. Rizzo ha continuato a studiare, ma è rimasto solo. Spitz è diventato uno dei massimi esponenti della Scientifica, Suderghi a Ventimiglia ha una fidanzata ma non ha ancora dimenticato la conturbante Flò. Salta fuori un collegamento tra i rapinatori e un certo Curreri. Nardone si persuade che il colpo alla posta sia stato solo l’inizio, per procurarsi i finanziamenti per qualcosa di più grosso e che, seguendo Curreri, giungeranno a catturare Bosso. Al capezzale di Muraro giunge una giovane ragazza, Anna. È la figlia che Muraro non sapeva di avere avuto, da un amore giovanile. Forse la vicinanza della figlia potrà aiutare il burbero Muraro a guarire più in fretta. Rizzo ritrova inaspettatamente la ragazza di cui era innamorato anni prima, Linda. Nardone non riesce a catturare Bosso, ma scopre una partita di cocaina sufficiente a controllare tutta la città. Evidentemente gli interessi di Bosso ora sono nello spaccio di droga.

Passione torbida – Per avere informazioni sul sottobosco della malavita, Nardone si rivolge a Cangemi. L’uomo appare reticente, ma Nardone non può immaginare che Bosso ricatti Cangemi utilizzando il suo locale come nascondiglio. Il corpo di una ragazza è stato appena ripescato nei Navigli. Nardone va sul posto. Secondo il medico legale la ragazza è morta a causa di un colpo alla testa ricevuto prima di essere gettata nel canale. La vittima si chiama Ludovica Serra. È una studentessa, faceva la modella per i pittori di Brera. Aveva una relazione con Vittorio Castagna, figlio ricco e viziato di un industriale molto noto. Vittorio viene interrogato, ammette di essere stato alla festa con Ludovica e che avevano litigato. Non era una novità, visto che lei era innamorata e lui no. L’ha lasciata fuori dal locale, ubriaca e furiosa. Poi è andato a casa da solo, perciò non ha alibi.

La notizia del fermo di Vittorio Castagna suscita enorme clamore sulla stampa. Il padre del ragazzo, insieme alla sua seconda moglie, Alessandra, manifesta a Nardone tutto il suo fastidio per questa pubblicità non richiesta. Nardone inizia ad intuire la verità. Muraro lotta ancora tra la vita e la morte sul letto d’ospedale, così Nardone incarica i suoi uomini di continuare a setacciare il sottobosco della mala milanese alla ricerca di informazioni su Bosso. Ma invano. Bosso sembra un fantasma. Rizzo scopre che Linda è incinta. Ma non di lui. Nardone accusa Alessandra Castagna di avere una relazione con il figliastro e di essere complice nella morte di Ludovica. Alessandra conferma la relazione ma nega l’omicidio. La sera del delitto ha incontrato Vittorio alla mostra e poi sono tornati insieme a casa, passando per Corso Buenos Aires, per stare un po’ insieme approfittando dell’assenza del marito.

Peccato che Nardone sia a conoscenza del fatto che proprio quella notte Corso Buenos Aires era rimasto bloccato a causa di una cisterna del latte ribaltata e tutto il traffico automobilistico era stato deviato! Messo alle strette, Vittorio confessa. Ludovica li aveva visti insieme e non si rassegnava ad essere stata lasciata per una donna più grande di lei. Una colluttazione, e la ragazza era caduta a terra, morta. In ospedale, Anna non ha mai abbandonato il capezzale di Muraro ed è con suo grande sollievo che infine il padre si risveglia dal coma e può finalmente fare la sua conoscenza.