Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti? – Puntata del 01/10/2012. Anticipazioni.

Va in onda questa sera la seconda e ultima parte della miniserie dedicata ad Enzo Tortora, il noto conduttore televisivo vittima, negli anni Ottanta, all’apice della sua carriera, di un tremendo errore giudiziario. Enzo Tortora, nel 1983, proprio all’apice della sua carriera, venne arrestato con l’accusa di essere “affiliato” alla Camorra per poi, quattro anni dopo, essere assolto con formula piena da tutte le infamati accuse. Le vicende di un uomo baciato dal successo che, per un grave errore giudiziario, precipita nell’inferno dell’infamia.

E’ il 17 giugno 1983 quando Enzo Tortora, all’apice della sua carriera televisiva, viene arrestato e trasferito nel carcere di Regina Coeli dove trascorre sette lunghi mesi di detenzione con l’accusa di essere un “affiliato” alla Nuova Camorra Organizzata. In un lampo Tortora perde tutto: fama, libertà e l’affetto della gente. Provato fisicamente e ferito nell’anima dalle accuse di alcuni pericolosi pentiti, sarà grazie all’affetto della sorella Anna e delle figlie Silvia e Gaia, all’amore della compagna Francesca e all’amicizia dei compagni di cella che Enzo troverà la forza necessaria per lottare conto l’ingiustizia subita. Vediamo la trama della seconda e ultima parte.

Spalleggiato dall’avvocato e amico Raffaele Della Valle e successivamente anche dall’avvocato Dall’Ora, Tortora individua nella lotta per migliorare le condizioni di detenzione dei carcerati una motivazione in più per continuare quella battaglia che – come lui stesso amava ripetere – “non è contro la giustizia ma per la giustizia”. Saranno in molti a voltargli le spalle, ma anche tante le voci del panorama intellettuale dell’epoca che si schiereranno in suo favore come i Radicali, che vedono in Tortora un testimone eccezionale per le campagne contro le ingiustizie del sistema giudiziario.

Eletto deputato europeo, rinuncerà all’immunità parlamentare per affrontare la giustizia e la calunnia a volto scoperto. Condannato a dieci anni di detenzione, Enzo non fugge, si fa arrestare durante un comizio del Partito Radicale e torna ad affrontare le aule di tribunale nel processo d’appello. Questa volta, però, le cose vanno in modo diverso: le accuse dei pentiti crollano sotto i colpi della difesa, cominciano a emergere innumerevoli contraddizioni e nel settembre 1986 il giudice Mariani lo assolve con formula piena restituendogli la libertà e la dignità perduta. Seppur debilitato fisicamente e logorato nell’anima Enzo torna al suo lavoro e all’amato pubblico di Portobello che saluterà con quelle parole che lasceranno un segno indelebile nella memoria degli italiani: “Dunque… dove eravamo rimasti?”. Insieme alla vicenda giudiziaria, la miniserie sarà l’occasione per approfondire il lato più intimo e personale di Enzo Tortora e rivivere alcuni dei momenti salienti della sua carriera professionale e della storia della televisione.