Linea Verde – Puntata del 21/10/2012 – Venezia e il borgo di Panicale.

Nuovo appuntamento con Linea Verde, un’ulteriore occasione per andare alla scoperta della natura, dei luoghi più incantevoli d’Italia e non solo, un viaggio che ci permetterà di conoscere da vicino ciò che ci circonda, ma che spesso non ci è possibile raggiungere fisicamente. Nella prima parte di programma, in onda dalle 10 alle 10:30, denominata Orizzonti, condotta da Chiara Giallonardo Luca Sardella,con quest’ultimo che approfondirà curiosità e novità nel mondo della coltivazione dell’ortofrutta, del florovivaismo e dell’allevamento. Nella prima parte, guidati dal conduttore si andrà alla scoperta di piante molto particolari come il loto con i suoi meravigliosi fiori e le sue straordinarie foglie idrorepellenti; l’albero del pepe rosa, meglio conosciuto come “falso pepe”, i cui frutti, opportunamente pestati possono essere utilizzati come disinfestanti e lo “spacca Sassi”, così chiamato per la capacità di radicare anche in terreni sassosi. Chiara Giallonardo, invece, mostrerà il suggestivo borgo di Panicale, in provincia di Perugia, con il suo castello medievale che domina i campi coltivati e il lago Trasimeno. Spazio, poi, alla tradizione locale dell’arte del ricamo, praticata dalle anziane signore e all’attività di un contadino locale che scolpisce le radici di antichi ulivi per realizzare vere e proprie opere d’arte.

Nella parte principale del programma, in onda dalle 12:15, Eleonora Daniele e Fabrizio Gatta sono a Venezia per raccontare quel secolare flusso che vide la popolazione lagunare spostarsi dalle isole alla terra ferma. Uno spopolamento al quale corrispose parallelamente lo svilupparsi sulla terra ferma di Mestre e del polo industriale di Porto Marghera. Realtà che hanno alterato il paesaggio e l’habitat lagunare ma che oggi, con progetti che vanno dal Bosco di Mestre a sistemi di fitodepurazione delle aree industriali, cercano di ridare all’agricoltura ed alla natura lo spazio che meritano. Se sulla terra ferma si lavora per recuperare ai danni fatti, sulle isole si cerca di far rinascere, anche se in piccolo, quell’agricoltura che per secoli sostentò l’opulenza della Serenissima. Si andrà, perciò, a Sant’Erasmo per conoscere Carlo Finotello ed il suo “miglio zero”, un modo concreto per fare impresa e portare ai veneziani i prodotti agricoli direttamente in città.

Si vedrà, inoltre, come i vecchi orti, da sempre presenti nell’architettura di Venezia, stiano tornando lentamente, grazie al Comune ed alla volontà dei singoli cittadini, ad un ruolo primario di sostentamento. Infine, si raggiungerà Chioggia per conoscere chi ha creato un mercato ortofrutticolo dedicato interamente alle comunità extracomunitarie presenti sul territorio. Finale di puntata in un orto nel cuore di Venezia tra prodotti e piatti tipici locali.