Benedetta Parodi: “i tg mi annoiano”. “La cucina è il mio futuro”.

Dai vibratori, ai frullatori“; Benedetta Parodi torna in libreria con “Mettiamoci a cucinare” e, avendo conquistato, ad una settimana dall’uscita, la seconda posizione nella classifica dei libri più venduti, promette di insidiare il primato della scrittrice inglese E. L. James, autrice del bestseller erotico Cinquanta sfumature di grigio. Quando leggevo la trilogia della James pensavo: ‘Non mi piace e me la trovo pure tra i piedi, pensa te che sfortuna’. E invece…“; invece, adesso, è la James a fare i conti con le fantasie (culinarie, non certo erotiche) della giornalista dal palato fine e dall’eloquio ‘travolgente‘.

D’altronde, la sensualità è tra gli ingredienti che la conduttrice de I menù di Benedetta giudica irrinunciabili (ammirevole lo ‘spirito di sacrificio’ di cui ha dato prova indossando, anche in cucina, il tacco 12). D’altronde, quella furbetta di una sorella Parodi intende prendere per la gola anche i maschietti: “i miei lettori sono anche uomini e ragazzi. E che io mi rivolgo a donne dinamiche, con un lavoro, che sfamano i figli in tacco 12“. A La Gazzetta dello Sport, la giornalista presenta il suo lavoro (“ha un nuovo, forte impatto grafico e le foto le ho fatte io. Poi continuo il dialogo con i lettori, ma alzando l’asticella della difficoltà dei piatti. La mia cifra è la cucina democratica, per tutti, ma chi ha imparato a spadellare adesso provi pure qualche elaborato sufflè!“), escludendo la possibilità di un ritorno al ‘primo amore‘ (?), il giornalismo (se per giornalismo intendiamo Studio Aperto, il tg di cui, la Parodi, condusse alcune edizioni):

Non vedo altre direzioni professionali: i tg mi annoianoQuesta è una passione vera, che supera le altre. Magari in futuro preferirei più cucinare per me che per gli altri. E scrivere un fantasy lontano dalle padelle. Per ora però va bene il pomeriggio di La7: io e mia sorella Cristina ci siamo cucite due bei programmi addosso.

Infine, l’abile cuoca si dice certa che “il filone dei fornelli” non è destinato ad esaurirsi nel breve periodo.

[…] la crisi ci fa richiudere in una dimensione familiare e poi il mondo ci bombarda con stimoli nuovi. L’industria del cibo permette di fare grandi cose in poco tempo. Basta un salto al supermercato e il gioco è quasi fatto