Linea Verde – Puntata del 04/11/2012 – Taranto e il borgo di Querceto.

Un nuovo appuntamento con Linea Verde, un’ulteriore occasione per andare alla scoperta della natura, dei luoghi più incantevoli d’Italia e non solo, un viaggio che ci permetterà di conoscere da vicino ciò che ci circonda, ma che spesso non ci è possibile raggiungere fisicamente. La prima parte di programma che in onda dalle 10 alle 10:30, denominata Orizzonti, e condotta da Chiara Giallonardo con l’aggiunta da questa edizione di  Luca Sardella, che approfondirà curiosità e novità nel mondo della coltivazione dell’ortofrutta, del florovivaismo e dell’allevamento.

Nella prima parte, Orizzonti, dopo aver ‘incontrato’, insieme a Luca Sardella, le particolari vacche podoliche del Gargano con il cui latte si produce il caciocavallo, si scoprirà una pianta poco conosciuta, la Salicornia, meglio definita asparago di mare. Si tratta di un arbusto che cresce rigoglioso nelle zone del litorale garganico, ricchissima di sali minerali e per questo utilizzata in ambito farmaceutico. Il conduttore illustrerà poi, con un esperto, le qualità di alcune specie di funghi locali commestibili. Successivamente conosceremo i frutti di un albero sempre verde che può raggiungere i 500 anni di età: il carrubo.

Chiara Giallonardo andrà alla scoperta del borgo di Querceto situato nel vasto territorio del comune di Montecatini Val di Cecina. Incontrerà, poi, il fotografo Oliviero Toscani, che farà conoscere il territorio di Casale Marittimo dove da giovane amava disegnare le bellissime colline circostanti. Da qui nacque in lui la sua passione per la terra, che in età matura si è trasformata in amore per le vigne e in un mestiera: l’allevatore di cavalli di razza americana.

La parte principale del programma, Linea Verde, in onda dalle 12:20 e oggi in versione ridotta per lasciare spazio alla Formula1, invece, vede Eleonora Daniele e Fabrizio Gatta oggi in Puglia, in un’antica masseria del 1600, dalla quale si vede il più massiccio complesso siderurgico d’Europa, grande quasi quanto la città che lo ospita da cinquanta anni: si tratta dell’Ilva a Taranto. Ma Taranto non è solo Ilva, è una città con un’economia agricola che si difende attraverso controlli costanti e meticolosi, un’agricoltura che sta cercando di riprendersi quello che le è stato tolto molti anni fa. Oltre all’Ilva, quind,i c’è un’altra faccia della medaglia, quella che racconta di un territorio produttivo con un’agricoltura qualificata.

Vediamo, quindi, i grandi vigneti che crescono nella zona, visitando il primo vigneto biologico per estensione in Italia. Infine, andiamo in mare, raccontando l’attività di pesce e di produzione del pescato nella zona: ad esempio le trenta tonnellate di cozze prodotte durante l’anno; i produttori tengono a chiarire che le cozze tarantine attualmente in commercio sono sicure, poichè quelle chimicamente contaminate sono state distrutte.