“Amore Criminale” approda in prima serata, con Luisa Ranieri: “la logica del servizio pubblico prevale sugli ascolti”. Nella prima puntata la storia di una “mamma coraggio”.

_Ernest Ev_

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Romantico, passionale, etereo o carnale, maturo o inesperto: innumerevoli le declinazioni del verbo ‘amare‘ che il mezzo televisivo ha fatto proprie, imbastendo su ciascun aspetto del sentimento che, per dirla con Dante, “move il Sole e l’altre stelle“, sceneggiati e dibattiti. Raitre, dal 2007, racconta l’”amore criminale“, quello che avvince ed uccide, e, dal 2012, lo fa affidandosi alla fascinosa Luisa Ranieri, interprete apprezzata che conduce il programma da due stagioni e che, a Tv Sorrisi e Canzoni, esprime la sua soddisfazione per la promozione in prima serata:

So che non è facile parlare di certi temi in fasce orarie normalmente destinate ad altro. Per fortuna la logica del servizio pubblico su un problema così scottante e preso sottogamba prevale sulle strategie degli ascolti. D’altra parte perché bisogna relegare certi argomenti alle 11 di sera?

Amore Criminale, trasmesso, sinora, in seconda serata (tranne che nell’estate del 2008 e del 2010)  debutta in prima serata, con un nuovo ciclo di 6 puntate. Gli autori spiegano le ragioni che hanno suggerito questa soluzione: “La contabilità del femminicidio non smette di crescere e c’è bisogno di fermare questo fenomeno facendo informazione e prevenzione. Solo nel 2012 sono state uccise più di 100 donne. Pullulano libri sull’argomento, film e fiction sul tema ma l’immediatezza della fruizione televisiva può avere un impatto più efficace“. Non mettiamo in dubbio che alla base della “promozione” possa esserci una motivazione etica, quel che è certo, però, è che, preso atto dei risultati d’ascolto straordinari fatti registrare in seconda serata, il direttore di rete, Antonio di Bella, punti su Amore Criminale per riaccendere la prima serata del venerdì, che sinora s’è accontentata di una manciata di telespettatori.

Ogni puntata sarà dedicata al ricordo di una donna uccisa. Il racconto è affidato alla docufiction che ricostruisce una storia d’amore trasformatasi in delitto. Le persone più vicine alla vittima, familiari, amici, colleghi, avvocati, forze dell’ordine, magistrati alternano la loro voce a contrappunto dei fatti accaduti. In quest’edizione, inoltre, l’avvocato Geraldine Pagano fornirà informazioni utili alle vittime di violenza domestica; sei attori leggeranno stralci degli atti giudiziari relativi alla storia principale (uno a puntata: Enrico Montesano, Vincenzo Salemme, Ennio Fantastichini, Ugo Pagliai, Antonio Catania, Roberto Herlitzka).

Al centro della prima puntata la vicenda di Teresa, o come l’hanno ribattezzata le cronache dei quotidiani, “Mamma coraggio”. Una donna forte e tenace che muore nel settembre del 2010 a Napoli per aver  denunciato insieme alla figlia gli abusi sessuali subiti da quest’ultima. Una storia che ha profondamente scosso l’opinione pubblica e che ha commosso chi conosceva Teresa,  ma anche chi ne ha appreso  la vicenda  dai giornali. Ma chi è Teresa?  Teresa è una giovane donna, che dopo un matrimonio naufragato a Santo Domingo, decide di tornare nella sua  Napoli e  qui crescere al meglio le sue due bambine tra le mille difficoltà che una mamma separata può incontrare.  A seguito di una denuncia anonima, un uomo viene accusato di aver abusato di due ragazzine, una delle due è proprio la  figlia di Teresa.  Dopo anni di silenzio, la ragazzina  decide di testimoniare nel processo e Teresa – sconvolta e addolorata-  è al suo fianco. Il processo si conclude con una condanna esemplare, quindici anni di carcere. Ma dopo il processo Teresa verrà fatta uccidere per pagare il coraggio di aver voluto chiedere giustizia per sua figlia.

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