C’è posta per te – Ultima puntata del 10/11/2012 – Diretta e foto. Ospiti Tiziano Ferro, Giulia Michelini e Marco Bocci.

Ultimo appuntamento con i percorsi di vita di C’è posta per te. Intricate trame, matasse di sentimenti irrisolti, emozioni taciute tornano ad appassionare la platea televisiva, la stessa che, da sedici stagioni, segue con immutato entusiasmo il racconto tessuto da Maria De Filippi, al sabato sera. Nell’ultima puntata, dopo Edinson CavaniEzio Greggio ed Enzo Iacchetti, ad assistere Maria De Filippi nell’ardimentosa impresa (raccontare l’esistenza), degli ospiti d’eccezione: Tiziano Ferro, protagonista anche dell’edizione iberica del format ideato dalla conduttrice (fu chiamato a ‘benedire‘ l’unione tra due ragazzi omosessuali; dubitiamo che ciò possa accadere anche nella retrograda Italia), e le star di Squadra Antimafia 4 Rosy Abate e Domenico Calcaterra, alias Giulia Michelini e Marco Bocci.

Prima storia

Benarrivati all’ultima puntata di C’è posta per te“; la “storia di un regalo” apre l’ultimo appuntamento con la sedicesima edizione del people show di Maria De Filippi. Protagonisti, insieme ai mittenti della posta, i due interpreti di quella che la conduttrice non esita a definire “la mia serie preferita“, Marco Bocci e Giulia Michelini. Maria confessa la ammirazione per i due attori: “Secondo me tu sei bravissima. Hai delle capacità interpretative che vanno oltre“,  “Marco, meriti tutto il successo che hai“.

Patrizia, Mary e Tina siedono a fianco dei due interpreti; le due ragazze, Mary e Tina, sono le più care amiche di Veronica, figlia di Patrizia, “sono due di famiglie, due sorelle per Veronica“. Patrizia è cresciuta a pane e stenti ed ha introdotto i figli alla vita negando loro il conforto di un abbraccio: “se avessi avuto tempo, non so se avrei raccontato la storia di Biancaneve, avrei detto ‘la vita è dura’“. Veronica è cresciuta, adesso “è una mamma completamente diversa da me“. Il destino le ha riservato un colpo basso: il marito l’ha abbandonata, per correre da un’altra. Il marito vive una situazione economica agiata, insieme alla compagna, e concede ai figlioletti più di qualche coccola: giocattoli, capi firmati, vacanze da sogno. Patrizia reagisce malamente alle attenzioni del genero per i figli, ma Veronica preferisce che i piccoli abbiano tutte le attenzioni che meritano, nonostante ciò la faccia sentire ‘piccola‘, perchè incapace di permettersi tali attenzioni. Patrizia è “qui per chiederle scusa, perchè, secondo me, se il matrimonio è saltato è colpa mia“; Marco e Giulia sono i protagonisti della sua fiction preferita, che rappresenta uno dei suoi momenti di svago prediletti.

So che non sono stata una mamma perfetta. A volte sono ingiusta con te, a volte ti sgrido. Ma sai che ho un cuore grande e stasera te lo voglio dimostrare“; queste le parole che Patrizia ha pensato per introdurre l’intervento di Maria. Veronica piange, Maria osserva sorpresa: “questa è l’ultima puntata. Tutti dicono che C’è posta fa tanto piangere. Ma così tanto no…“. “Punta dritta alla felicità. L’Isola che non c’è esiste...”, questa la speranza che Patrizia vuole trasmettere alla figlia.

Marco e Giulia incontrano Veronica. “Mi stai facendo piangere Giulia, sono anni che la conosco ed è la prima volta che la vedo piangere…“, spiega Marco, che prende la parola: “è bello essere considerati un momento di gioia per una persona. E’ una situazione che ci inorgoglisce e nobilita il mestiere che facciamo“. “Se ci pensi è l’unico momento in cui ha riso“, fa notare Maria. Giulia incalza il compagno di set: “ma sei così bella… sii felice, ti aspetta ancora tanto ed avrai tanto dalla vita“. “Noi non ci saremo con te a Natale, ma volevamo essere presenti“, Giulia chiama “i nanetti” che trascinano delle slitte colme di doni. Le amiche e la madre concludono: “devi pensare che la vita continua ed avrai tante possibilità per essere felice“.

Seconda storia

La storia di una madre“. Patrizia custodisce in due cartelline il ricordo del figlio, Cosimo. “Mio figlio non lo vedo e non lo sento da 7 anni. L’ho fatto soffrire tanto, gli ho fatto tanto male“. Patrizia ha conosciuto il padre di Cosimo a 15 anni. Spinta dall’ambiente familiare ostile, lascia la casa dei genitori per seguire il compagno. Dopo un anno, è incinta di Cosimo. Il legame tra Patrizia ed il marito, però, si spezza. La donna trova accoglienza in un istituto, ma la condotta dissoluta costringe coloro che accudiscono lei ed il figlio a prendere dei provvedimenti. Il piccolo Cosimo viene preso in custodia dai servizi sociali e Patrizia, incapace di chiedere l’affidamento, invoca l’intervento del padre, che intanto si è sposato. L’uomo ottiene la custodia del figlio. Patrizia è felice che il figlio possa contare sul conforto del padre, riprende a frequentarlo, ma le turbe psicologiche, i problemi con l’alcol, la allontanano nuovamente. Poi, Patrizia ha conosciuto un altro uomo, è rimasta incinta, ha tentato di riavvicinare il figlio, ma senza successo. L’ultimo tentativo un anno fa, su Facebook. Adesso, Cosimo siede al suo cospetto.

So di averti fatto tanto male. Non ho lottato abbastanza per tenerti accanto a me. A volte ero più bambina che madre“; Patrizia invoca il perdono del figlio, che assiste silente. Maria ipotizza che Cosimo possa provare rabbia per quanto accaduto, ma il ragazzo replica con un secco ‘no’. “Ci sono stati momenti belli, ma ricordo i brutti. Adesso c’ho un equilibrio“. Cosimo ripercorre le tappe di un cammino doloroso: “ho passato tutta la vita ad aspettarla. Adesso sto per farmi una vita mia. Penso di partite per l’estero se Dio me lo concede. So che lei si è rifatta una famiglia per conto suo e mi ero messo l’anima in pace“. Cosimo stringe tra le mani una macchinina: “questo è l’unico ricordo bello che ho. Ma non so neanche se riguarda lei…“. Quando Maria chiede se intende aprire la busta, Cosimo risponde: “tu hai deciso di uscire dalla mia vita, mi hai fatto tanto male, ma ti ho perdonato. Ma questa busta non la posso riaprire. Non può essere un programma a cancellare un’infanzia di dolori“.

Terza storia

La storia di un regalo“; una clip, animata dalle note malinconiche ed insieme pulsanti de L’Amore è una cosa semplice e La differenza tra me e te, introduce Tiziano Ferro, commosso dall’affetto della platea: “se iniziamo così, però…“; Maria, sorniona, accenna all’ospitata del cantante di Latina all’edizione iberica del people show: “so che hai partecipato al C’è posta spagnolo. So che ti fa domande dell’altro mondo…“. Già, come dissentire: in Italia, pensare di chiedere ad un cantante dichiaratamente omosessuale l’identità del compagno, è davvero una domanda “dell’altro mondo“. Tiziano si limita a raccontare un simpatico aneddoto legato alla sua partecipazione al programma (“il conduttore spagnolo è un tuo grande fan. La prima cosa che mi ha detto è stato: ‘sono la Maria De Filippi spagnola’“), sostiene che si sia trattato solamente di un fraintendimento (“una traduzione sbagliata ha fatto si che si pensasse che io stessi insieme ad una famoso conduttore televisivo“) e, infine, brandendo l’arma dell’ironia, sfugge all’imbarazzo (“invece sto accanto a te… ebbene si, è lei!“). Maria conclude il siparietto: “sono felicissima che tu sia qua, sei un grande poeta“.

Sono Gabriele e Serena, però, i protagonisti della storia. “Gabriele è molto riservato, tiene i suoi segreti chiusi in uno scrigno“, spiega Maria, che racconta la storia di Gabriele e della sorella. Sono cresciuti da soli, Gabriele ha sopperito alle mancanze del padre, canuto e stanco. Quest’estate, l’uomo è deceduto. Gabriele era in vacanza: “non mi perdono che Chiara fosse sola, che sia stata lei a trovarlo così“. “Tiziano è l’idolo di Chiara, le sue canzoni l’hanno sempre aiutata nei momenti difficili“.

Inizio col dirti che anche a me mamma e papà mancano tanto“, confessa Gabriele all’amata sorella, prima di cedere la parola alla conduttrice. Tiziano, con la complicità di una piccola aiutante, si nasconde a Chiara, tenendo le mani sugli occhi della ragazza. Chiara riconosce il beniamino ai primi vocalizzi. L’interprete prende la parola, mostrandosi commosso:

[…] lui ha paura di non essere abbastanza. Ma commette un errore, di essere troppo ingenuo. Quando c’è una perdita, tendiamo a voler ricostruire tornando indietro. Invece è proseguendo che si va avanti. Voi lo state già facendo. Gabriele non ha bisogno di sostituirsi a papà. Tu non pensare che la perdita sia qualcosa da recuperare. E’ qualcosa che inevitabilmente ti porta a qualcos’altro: vi ha portato alla scoperta di un rapporto tra fratelli. Sei convinta di essere stata un po’ sfortunata, ma voi avete la materia più importante: è l’amore l’unica forza che vi permette di costruire.

Tiziano recapita preziosi doni alla ragazza: “l’importante è che ne godiate in nome della vostra unione“. Serena, la cugina, anticipa la chiosa del fratello: “sei la sorella che ho sempre desiderato“. Gabriele conclude: “non mi sentirò mai all’altezza di questa situazione. Io faccio quel che posso, spero sia abbastanza. Non potrò mai rimpiazzare quella figura, quella di nostro padre. Siamo noi due, dobbiamo farci forza da noi. Però, io son un bacchettone: prenditi quella carta che si chiama diploma“.

Tiziano interpreta Troppo buono. Anche in questo, Ferro è straordinario. “Mi fai sempre sentire bene, a casa. Speriamo di fare prima o poi un programma insieme. Mi piacerebbe farlo. Tu lo sai che se tu mi proponi di fare una cosa stupiamo tutti“; Maria coglie la palla al balzo: “va bene, allora la faremo presto“.

Quarta storia

La storia di un padre“. Angelo è il padre di Antony e Vanessa. Da 15 anni non frequenta i figli. “Quando me ne sono andato, l’ho fatto per lavorare“, spiega l’uomo. In Sicilia, “il lavoro era poco“, Angelo, dunque, convince la moglie a seguirlo a Vercelli con i figli. La compagna, però, “era depressa, stava male. Stava tutti i giorni a letto“. L’uomo, quindi, decide di lasciare Vercelli, trova lavoro a Pagani ed invita la famiglia a seguirlo; anche qui, la donna si mostra insofferente. Quindi, la moglie ed i figli tornano in Sicilia, Angelo rimane a lavorare a Pagani. Presto, la donna intraprende una relazione extraconiugale; Angelo lo scopre quand’è ancora a Pagani. Non ha più fatto ritorno in Sicilia, da allora.

Antony e Vanessa siedono dall’altra parte della busta: “vi ho cercato sempre. Vi ho pensato…“. I ragazzi, però, sostengono che il padre non abbia tentato di avvicinarsi: “un uomo può avere 10 mogli, ma i figli non li può dimenticare“, sostiene Antony. I due non perdonano al padre un’assenza lunga 15 anni. Vanessa sostiene che il padre si sia fatto avanti solo ora perchè di recente è scomparso lo zio, ostile all’uomo. Tuttavia, la ragazza si mostra disposta a concedere una seconda possibilità: “mi sono resa conto che la vita è breve e voglio lasciare uno spiraglio…“. Antony, invece, non riesce “ad avvicinarsi“. Dunque, è solo Vanessa ad incontrare il padre.

Quinta storia

La storia di Nunzia“. Madre di due figli, con cui non ha alcun rapporto da 9 anni. “Sono scappata dalla casa in cui vivevo con loro e con il mio ex marito. Sono scappata con mio cognato, vedovo da tre mesi“. Nunzia si sposa a 22 anni: “lo sposa senza amarlo, convinta che l’amore sarebbe arrivato. Non provavo attrazione fisica per mio marito“. La cognata ed il cognato erano le uniche persone che Nunzia frequentava. Alla morte della donna, il cognato  fa la corte a Nunzia e lei prova ciò che, sino ad allora, non ha mai esperito. Decide di lasciare il marito, per vivere la sua passione.

La donna farfuglia le sue scuse, supplicando il perdono. La figlia aggiunge ulteriori dettagli al racconto della madre: “ha detto che dei figli non gliene importava più nulla, voleva stare con questa persona“. “Stavo a casa, non mi andava più di uscire. La gente mi criticava. Questa umiliazione non la volevo“, Marta racconta la sua vita in seguito alla scelta della madre. I due fratelli decidono, infine, di chiudere la busta; Marta motiva la scelta: “ho sofferto tanto e non mi va più di soffrire“.

I saluti

Siamo arrivati all’ultima puntata“; i postini, Giasone ed Eter, i piccoli aiutanti e la redazione affollano la scena. Maria si congeda: “Grazie a voi [gli spettatori], perchè se questo programma c’è da 12 anni è grazie a voi. Quello che vedete fare a me è il risultato di tanto lavoro che fanno loro. Siamo alla dodicesima edizione, questo programma se la cava ancora bene, alla faccia di tutti gli altri“. A voi, che con il medesimo entusiasmo avete affollato le nostre pagine lungo queste settimane, il nostro grazie.

Ernest Ev