Paolo Bonolis come Piero Angela: farà documentari per Mediaset; “Ciao Darwin” in forse.

Da uomo di spettacolo navigato quale è, sa sempre furbescamente commentare i suoi successi e insuccessi. Stiamo parlando di Paolo Bonolis, che sistematicamente addebita ad altrui responsabilità i mancati ascolti e si loda (e si imbroda) quando, invece, le sue ciambelle televisive riescono col buco. Anzi a bucare il video.

Se il preserale fosse stato un flop (passatemi il solito vocabolo), il conduttore avrebbe additato il programma della D’Urso come reo di un inadeguato traino? Il sottoscritto ci avrebbe scommesso. Invece Il suo “Avanti un altro!“, in onda su Canale 5 fino al 27 gennaio, è senz’altro un successo di questa stagione televisiva. Ma… a quale costo? Di avere come al solito messo a disposizione del pubblico il proprio sarcasmo, la propria capacità di trovare e sfruttare povere anime assatanate di visibilità per renderle tristi macchiette e maschere di quell’Italia si colorata ma vittima della cultura caricaturale e ridanciana. “E’ un successo sia mio sia di Mediaset, è una sfida che abbiamo vinto insieme“, commenta per il settimanale Chi.

E quasi a voler fermare i detrattori che muoverebbero ovviamente certe critiche, il Paolino nazionale aggiunge: “Avanti un altro! ha il dono dell’imprevedibilità le domande non sono quasi mai nozionistiche ma richiedono perspicacia e fortuna, freddezza e varie abilità. Ogni puntata è diversa dalle altre, c’è questo mini-mondo affascinante che introduce l’elemento bizzarro. I nostri personaggi strampalati? Non sono macchiette anzi, io li subisco, sono in un mondo dove vengo assediato da figure insolite che appartengono a un universo parallelo e che offrono un’occasione di divertimento“. L’ ostentazione di un italiano forbito sembra quasi voler confondere e depistare lo spettatore, il quale si convince spesso che un programma furbetto e scialbo costruito da lui abbia comunque un valore. Un peso.

Inoltre, Bonolis sa bene che arrampicarsi in nuovi esperimenti senza il suo amico Laurenti lo farebbero scivolare in paludi e sabbie mobili. Le avventure senza il suo inseparabile Luca non hanno brillato nè in ascolti nè in gradimento. Nell’intervista si pronuncia anche sulla tv del dolore: “Mi inquieta la moda in tv di parlare di omicidi, sembra quasi che i conduttori siano i mandanti. Ormai è tutto in vendita: la morte, il dolore“.

Ciao Darwin?Mediaset sta ancora decidendo. I costi del programma potrebbero essere proibitivi” mentre per il futuro rilancia: “Mi piacerebbe fare documentari e forse fra un po’ li farò sto cercando la strada giusta per poterli fare. E Mediaset sta per darmi retta“. Che Paolo diventi il Piero Angela di Mediaset ? Ma per mantenere alti gli ascolti truccherà e metterà su scenette e teatrini con cammelli, pinguini e resti di dinosauri?