Sanremo 2013: la scenografia (foto).

Se Renzi sembra aver fallito nel suo intento di “rottamare” le vecchie carrette della politica nostrana, Fazio, senza tanti proclami, ha sostituito ad uno ad uno gli ingranaggi di una macchina, quella del Festival di Sanremo, che sembrava faticare nella corsa verso la modernità. Un processo di rinnovamento imponente, che ha previsto, tra le altre cose, un impianto scenografico innovativo.

Come nelle edizioni dirette da Paolo Bonolis, anche quest’anno la scenografia sembra voler raccontare la volontà dell’organizzazione di guardare al futuro, imporre una nuova direzione. “La scenografia unisce passato e modernità“, ha spiegato Fabio Fazio alla conferenza stampa di presentazione della 63° edizione della kermesse, “c’è una volontà forte, sempre di unire quello che apparentemente non può stare insieme. Io credo che questo sia uno dei mali del presente, quello di non unire due linguaggi diversi. Io credo che la televisione generalista ha questo compito: quello di cercare, pur parlando ad un numero maggiore di persone, di caricare il maggior numero di contenuti possibili su un vettore“. Il conduttore ha voluto affidare a Francesca Montinato il gravoso compito di coniugare tradizione ed ‘avanguardia‘. La scenografa, che ha imposto il suo stile curando gli straordinari allestimenti di Vieni via con me e Quello che (non) ho, gli eventi ideati e condotti dalla coppia Fazio – Saviano, è la prima donna a disegnare la scenografia del Festival di Sanremo; un fatto che, nel 2013, non dovrebbe fare notizia, ma che, in Italia, è stato accolto come un segno del cambiamento dei tempi (poveri noi) ed è colei che ha finalmente posto fine all’occupazione dell’Ariston da parte dei Castelli, padre e figlia.

Se la Rai ha voluto mantenere il segreto sulla scenografia, il quotidiano La Stampa ha invece pubblicato il bozzetto e, successivamente, la foto dell’allestimento, anticipando che “per il Festival ha puntato sull’essenzialità, con ledwall apribili e l’orchestra piazzata su due piani di balconi mascherati con tulle. Più altre soluzioni tecniche da scoprire sera per sera. Il tutto con una sapiente miscelazione delle luci“.