Esami tv, la settimana: la D’Urso cambi mestiere; Don Matteo scenda in politica; Bonolis si ritiri; Volo azzardi.

Secondo appuntamento con il nostro pagellino, che mira ad “esaminare” programmi e personaggi della settimana televisiva, senza la presunzione di salire in cattedra, ma con lo spirito di giocare e non seguire le logiche del ciò che andrebbe detto e ciò che sarebbe opportuno evitare di argomentare. In libertà, insomma, e con la giusta dose di ironia.

18 a Fabio Volo: sebbene abbia sempre guizzi non comuni in una tv congelata e soporifera, quest’anno il conduttore-scrittore-attore-d.j. (c’è dell’altro?) nel suo programma di Rai3 sembra si sia adagiato su un copione e un personaggio già visto. Fabio… potevi volare più in alto!

Uno stirato 20 a Daria Bignardi: non c’è che dire, la bella giornalista appare un pizzichino meno ingessata del solito (canta, recita, prepara arrosti…), ma ahimè cade in uno strano e incomprensibile meccanismo editoriale che la porta ad intervistare personaggi come Belen, i giudici di “Masterchef“, Giulio Berruti (che noia!). Eh si, le sue invasioni non sempre sono barbariche, talvolta diventano… barbose!

Un buon 27 per  “Alle falde del kilimangiaro“: programma da sempre attento alle bellezze, ma anche ai problemi del nostro pianeta. Un continuo invito al rispetto di tutto ciò che ci circonda. E in una tv che troppo spesso induce all’offesa e all’insulto, il programma della Colò ci arriva come aria pura. Per una domenica televisiva che su altre reti puzza di triste…

Un bel 28 a “Don Matteo” e non solo per i risultati lusinghieri, nonostante fosse in replica, ma per il fatto di saper mettere insieme quegli elementi di cui gli italiani sembrano aver bisogno in questo momento storico: buoni sentimenti, ilarità, pulizia, senso della giustizia. Se solo Don Matteo scendesse in politica!

Meritato 30 a Massimo Gramellini: “il giornalista col cervello a forma di cuore“, come qualcuno lo ha definito, ha dimostrato ancora una volta, durante l’intervista della Bignardi, che un uomo può parlare (magari riconoscendosi una sensibilità femminile) di sentimenti e dintorni senza perdere credibilità e autorevolezza. Massimo… fai bei libri!

Eh si. sarà banale farlo… ma non farlo sarebbe un errore imperdonabile! Cosa? Bocciare (o rimandare…a casa!) la signora D’Urso: ci potrebbe essere un motivo al giorno per invitarla a cambiar mestiere. E forse lo sta facendo, da conduttrice a mirino al quale tirare frecce e frecciate. Non vuole perdere occasione per far parlare e sparlare di sè. Ma oltre al chirurgo plastico non sarebbe il caso di fare un salto dall’analista?

Paolo Bonolis & c.: se gli elettori delle prossime politiche sono gli stessi a decretare il successo del suo programma, chi vi scrive si pentirà amaramente di non aver fondato (con relativi larghi consensi) il “partito pro-pensionamento di topo gigio“, o il movimento “nuove corde vocali ad Anna Moroni“, o ancora “giustizia e libertà per i vecchietti di uomini e donne“.