Sanremo 2013, le canzoni: “Sotto casa” di Max Gazzè.

Max Gazzè nasce a Roma nel 1967 e, all’età di sei anni, comincia a studiare pianoforte. Da giovane, si trasferisce in Belgio, dove frequenta la scuola europea e si comincia a dedicare al basso elettrico. Per alcuni anni, suona nel gruppo 4 Play 4, che sperimenta, in modo abbastanza pionieristico, l’acid jazz. Ritorna a Roma nel 1992, dove comincia a comporre alcune colonne sonore e a collaborare con Alex BrittiNiccolò Fabi Daniele Silvestri, con cui continua a lavorare fino ad oggi. Il suo primo album, Contro un’onda del mare, fu preparato tra il 1994 e il 1995 e pubblicato nel 1996. Esso viene presentato in versione acustica prima dei concerti di Franco Battiato. Nel 1998, vince con Vento d’estate e insieme a Niccolò Fabi l’edizione di Un Disco per l’Estate. Nel 1999 partecipa, per la prima volta, al Festival di Sanremo con la canzone Una musica può fare. L’anno successivo fa una lunga tournée che proseguirà anche tra il 2001 e il 2003. Nel 2004, pubblica i singoli Annina La nostra vita nuova, tratti dall’album Un giorno e l’anno successivo viene pubblicato il suo primo Best of per celebrare i dieci anni dall’uscita del suo primo album.

Nel 2007 partecipa alla tournée Di comune accordo con Paola Turci Marina Rei, in cui lui, oltre a cantare, suona come al solito il basso. Con le due cantanti realizzerà il duetto della canzone Il solito sesso durante l’edizione del 2008 del Festival di Sanremo. Questa canzone è contenuta nel successivo album Tra l’aratro e la radio. Nel 2010 partecipa al film Basilicata coast to coast insieme a Rocco Papaleo Alessandro Gassman e, pur essendo presente in quasi tutto il film, non recita mai alcuna battuta. Tuttavia, si può ascoltare la sua canzone Mentre dormi all’interno di questa pellicola, tratta dall’album Quindi?. Il brano viene premiato come Miglior canzone originale ai David di Donatello nel 2011. Torna sul palco del Festival di Sanremo nel 2012 in duetto con Dolcenera nel brano Ci vediamo a casa.

Partecipa al 63° Festival di Sanremo con due brani: Sotto casa  e I tuoi maledettissimi impegni. Di seguito il testo della prima.

Apra la sua porta, 
Faccia presto… 
Non importa 
Cosa crede lei 
Di questo 
Movimento 
Ma l’avverto 
Che al suo posto 
Non ci penserei 
Due volte, 
Dato l’imminente 
Arrivo di Gesù, 
Perché poi non torna più! 
Mi son reso conto 
Che serpeggia 
Tra i credenti 
Il malcontento 
Per la pioggia 
Di mancati 
Appuntamenti 
Nei millenni, 
Ma si metta 
Nei suoi panni… 
Quell’incetta 
Di pianeti 
Da salvare… 
Di pianeti da salvare! 
Possa la bontà 
Del vostro cuore 
Riscoprire 
Che la verità 
Si cela 
Spesso 
Dentro una persona 
Sola 
E non è tanto 
Il sesso 
A consolare 
L’uomo 
Dal suo pianto, 
Ma l’amore 
Buono 
Ed il perdono 
Santo 
Del Signore. 
Lasci 
Che le spieghi 
In due parole 
Com’è facile 
Sentire 
Gli echi 
Bassi ed immorali 
Di comportamenti 
Frivoli e meschini 
Quali 
Certi 
Omini 
In abito da donna, 
La vergogna 
Che neanche gli animali! 
Apri un istante 
E ti farò vedere io 
Che nasce sempre 
Il sole 
Dove 
Cerco Dio, 
In tutti 
I poveretti 
Che hanno perso 
Il senso immenso 
Della vita! 
Non chiedo mica 
Un regno 
Intero, 
Dico io… 
Sono un indegno 
Messaggero 
E cerco Dio 
In chi vendette 
Onore 
Per denaro 
E ora nel cuore 
Mette 
Un muro! 
Lei non si dimostra 
Illuminato 
Dalla grazia della vostra 
Santa Vergine Maria, 
Lo chiami pure, se ritiene, 
Il capo 
Della polizia, 
Ma a chi conviene 
Tutta quella baraonda 
Se l’ozono 
S’è ridotto 
A un colabrodo 
E basta 
Un solo 
Farabutto 
A fare in modo 
Che dell’uomo 
Non rimanga 
Neanche l’ombra… 
E poi ficcatevelo in testa: 
Non si viene 
Al mondo tanto 
Per godere, 
Ma soltante 
Perché un bene 
Superiore 
Ci ha creati! 
Apri un istante 
E ti farò vedere io 
Che nasce sempre 
Il sole 
Dove 
Cerco Dio, 
In tutti 
I poveretti 
Che hanno perso 
Il senso immenso 
Della vita! 
Non chiedo mica 
Un regno 
Intero, 
Dico io… 
Sono un indegno 
Messaggero 
E cerco Dio 
In chi vendette 
Onore 
Per denaro 
E ora nel cuore 
Mette 
Un muro! 
So che sei lì 
Dentro… 
Non ti muovi, 
Ma ti sento! 
Oggi te la cavi, 
Sì… 
Ma non finisce qui! 
In tutti 
I poveretti 
Che hanno perso 
Il senso immenso 
Della vita! 
Non chiedo mica 
Un regno 
Intero, 
Dico io… 
Sono un indegno 
Messaggero 
E cerco Dio 
In chi vendette 
Onore 
Per denaro 
E ora nel cuore 
Mette 
Un muro!