Sanremo 2013, le canzoni: “Mamma non lo sa” degli Almamegretta.

Gli Almamegretta (composti da Marcello ColemanGennaroT alla batteria e percussioni, Fefo alla chitarra, 4mx al basso e Pablo alla tastiera) nascono alla fine degli anni 80 come band che si propone di rivisitare il beat e il rhythm‘n‘blues, per poi evolvere verso uno stile fatto di dub, reggae, funk elettronica e pop mescolati alla musica popolare del sud italia e napoletana . Nel 1992 creano il primo extended play di 4 brani “Figli di Annibale“. L’album Animamigrante, che segna l’incontro con D.RaD, vince la Targa Tenco come miglior album d’ esordi. Nel 1995 pubblicano il loro primo capolavoro, Sanacore che viene apprezzato in Italia ma soprattutto in Inghilterra. Il video del singolo Nun Te Scurda’ tratto dall’album è girato da Pappi Corsicato. I Massive Attack chiedono agli Alma uno dei remix della loro celebre Karmacoma. Dopo l’album Indubb, dove le migliori canzoni della band vengono rivisitate, approdano in Bmg dove danno alle stampe Lingo, che diviene disco di platino nel 1998 e sdogana definitivamente la band. Pino Daniele chiederà collaborazione per l’album Dimmi cosa succede sulla Terra. Anche Gramigna, altro potente singolo funk, contribuisce a portare agli Almamegretta pubblico ai concerti, consensi e vendite di un disco che supererà le centomila copie.

L’anno dopo ecco 4/4 che espande le intuizioni di Lingo e le estremizza. Il 2001 è l’anno di Imaginaria, la cui copertina vince il premio di Cover dell’anno e racchiude Fa Ammore Cu ‘Mme e che si apre con Mergellina 70. Napoli è lo sfondo di Venite! Venite! l’album dal vivo del 2002 che segna il divorzio dalla Bmg. La band incide nel 2003 Sciuoglie ‘e cane e si trova a doversi confrontare con la tragica perdita di D.RaD, al secolo Stefano Facchielli che muore in un incidente stradale nella notte del 1° novembre 2004. Viene pubblicato quindi un “instant cd” intitolato Sciuoglie ‘e cane live 2004, con le ultime testimonianze dell’opera di D.RaD dal vivo. Nel 2006, con Mario “4mx” Formisano al basso e Fefo Forconi alla chitarra, fa uscire un disco quasi completamente strumentale intitolato Dubfellas e si prepara per l’uscita di Vulgus, che vede il ritorno alla voce di Raiz e i contributi di Neil Perch.  Nel 2010 esce Dubfellas Vol.2, un album che mette in primo piano l’approccio sperimentale e di ricerca tipico del dub. L’anno successivo la band è impegnata in concerti che mirano a festeggiare i venti anni trascorsi assieme sui palchi.

Partecipano al 63° Festival di Sanremo con due brani: Mamma non lo sa  e Onda che vai. Di seguito il testo della prima canzone.

Sono nato dove il sole brucia un po’ 
di più 
e il cielo lassù è un po’ più di blu 
papà lavorava i campi un bel giorno 
poi 
ci siete venuti voi 

Dalla zappa alla catena non è come 
andar 
una mattina al mar oppure passeggiar 
se ti fanno mettere una bella tuta 
blu 
quello che eri non sei più 

Ho imparato a leggere e pure a parla’ 
mangio scatolette non cucino più 
festa del paese non ci vengo e tu? 
c’è il pallone alla tv 

Mamma non lo sa 
qui ci costruiranno la città 
porteranno tanta civiltà 
e progresso in grande quantità 
no no 

Mamma non lo sa 
qui ci costruiranno la città 
porteranno tanta civiltà 
siamo avanti e indietro non si va 

E poi un giorno 
mi avete detto 
le cose vanno male 
devi venirci incontro 
devi fare la tua parte 
e tante altre cose che non ho capito 
ancora bene 
e se anche volessi tornare indietro 
troverei il mio paese che ha alzato 
bandiera bianca 
e i miei campi come deserto 
e il silenzio di quelli che amo 

Ho imparato a leggere e pure a parla’ 
mangio scatolette non cucino più 
festa del paese non ci vengo e tu? 
c’è il pallone alla tv 

Mamma non lo sa 
che non è come tanti anni fa 
si fatica come sempre ma 
troppo bella questa vita qua 

Mamma non lo sa 
che non è come tanti anni fa 
si fatica come sempre ma 
siamo avanti e indietro non si va 

ma ma ma non lo sa 
ma ma ma non lo sa 
ma ma ma non lo sa 
ma ma ma non lo sa 

Si mamma si lo sa 
tutto è vanità di vanità 
tienimi la mano 
se po’ fa 
riprendiamoci l’umanità