Sanremo 2013, le canzoni: “La prima volta (Che sono morto)” di Simone Cristicchi.

Simone Cristicchi nasce a Roma nel 1977 e fin da subito si avvicina al grande cantautorato italiano. Del 2005 è il suo primo successo: l’ironica Vorrei cantare come Biagio diventa subito una hit radiofonica e un tormentone di quell’estate. Nel 2006 partecipa, nella categoria Giovani, al Festival di Sanremo con Che bella gente, in cui continua a mostrare il suo stile ironico e pungente, ma comunque destinato a fare una riflessione su tanti temi. Nel 2007, vince  il Festival di Sanremo e anche il Premio della Critica e il Premio Radio-TV con la canzone Ti regalerò una rosa. Continuano le sue lunghe tournée in giro per l’Italia, tra il 2007 e il 2009, prima di tornare a calcare il palco dell’Ariston nel 2010, anno in cui presenta la canzone Meno male. Per Li Romani in Russia, spettacolo teatrale sulla campagna di Russia, riceve il plauso del presidente Giorgio Napolitano nel 2012.

Partecipa al 63° Festival di Sanremo con due brani: Mi manchi e La prima volta (Che sono morto). Di seguito il testo della seconda.

La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
mi ero distratto solo un secondo, l’attimo dopo ero già sepolto.
La prima volta che sono morto, ho immaginato fosse uno scherzo,
mi sentivo abbastanza tranquillo, ma dopo tre giorni non sono risorto.
È successo così all’improvviso, lo scorso sabato mattina
il mio cuore ha cessato di battere mentre giocavo la schedina
sono atterrato sul pavimento, come da un platano cadon le foglie
non ho nemmeno avuto il tempo di dare un ultimo bacio a mia moglie.
L’ambulanza è arrivata in ritardo, quando non c’era più niente da fare
solo chiamare le pompe funebri e organizzare il mio funerale, poi
prenotare la chiesa, avvisare i parenti, scrivere il necrologio,
qualcuno mi ha tolto il pigiama e infilato il completo, quello del matrimonio.
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
mi ero distratto solo un secondo, l’attimo dopo ero già sepolto.
La prima volta che sono morto, ho immaginato fosse uno scherzo,
mi sentivo piuttosto tranquillo, ma dopo tre giorni non sono risorto.
È così che sono finito in quello che chiamano “sonno eterno”,
non è vero che c’è il paradiso, il purgatorio, e nemmeno l’inferno.
Sembra più una scuola serale, tipo un corso di aggiornamento
dove si impara ad amare al vita in ogni singolo momento.
Il pomeriggio passeggio con Chaplin, poi gioco a briscola con Pertini,
e stasera si va tutti al cinema, c’è il nuovo film di Pasolini!
Ieri per caso ho incontrato mio nonno, che un tempo ha fatto il partigiano,
mi ha chiesto: “L’avete cambiato il mondo?”
Nonno… lascia stare, dai …ti offro un gelato!
La prima volta che sono morto non me ne sono nemmeno accorto
ma ho realizzato dopo un secondo, che si sta meglio nell’altro mondo.
Ma se dovessi rinascere ancora, cosa mi importa del destino?
Cambierei sulla tomba la foto con quella faccia da cretino.
Certo, mi ero visto un po’ pallido… pensavo fosse il neon dello specchio.
Il dottore me l’aveva detto: “Fumi meno! Pochi alcolici!”
E chi fumava? Ero pure astemio.
Certo un po’ di sport in più, meno televisione…
Quante cose avrei voluto fare che non ho fatto,
parlare di più con mio figlio, girare il mondo con mia moglie
lasciare quel posto alla Regione e vivere finalmente su un’isola…
E vabbè…Sarà per la prossima volta!