Sanremo 2013 – La diretta della prima serata del 12 febbraio 2013.

Da questa sera e per cinque sere consecutive, al di là di tutte le polemiche che, come al solito, circondano la manifestazione, torneremo a dire che Sanremo è Sanremo. Il Teatro Ariston della Città dei Fiori in provincia d’Imperia è pronto a spalancare le porte della 63° edizione del Festival della Canzone Italiana, quest’anno condotto da Fabio Fazio (che ritorna dopo le fortunate esperienze del 1999 e del 2000) e da Luciana Littizzetto. Noi di UnDueTre.com commenteremo in diretta le cinque serate, che prenderanno tutte il via alle ore 20:30.

Gli ospiti di questo primo appuntamento saranno Maurizio CrozzaToto Cutugno e l’Armata RossaStefano Federico (due promessi sposi che convoleranno a nozze a New York) e Felix Baumgartner (che nello scorso novembre si è lanciato da oltre 39 chilometri in caduta libera con un pallone aerostatico).

In diretta… – Amici di UnDueTre.com appassionati del Festival di Sanremo, siamo quasi pronti a seguire questa 63° edizione della kermesse che da anni unisce e, al tempo stesso, divide l’opinione pubblica italiana. Non ci lanceremo in alcuna opinione o dissertazione politica ma, più semplicemente, ci limiteremo a dare giudizi di merito sulle canzoni che si alterneranno in questa serata, anche se discretamente avventati per via di trovarci al primo ascolto. È il momento dell’anteprima curata da Antonello Dose Marco Presta. Un cartellone pubblicitario, più che altro…

20:45 Dopo l’imbarazzante anteprima di Dose Presta (che avrebbe dovuto far ridere e invece…), con la sigla dell’Eurovisione (quella vecchia, perché la nuova…) e i cartelli, ecco che comincia Sanremo 2013. Apre un pippotto di Fabio Fazio, che celebra il bicentenario dalla nascita di Giuseppe Verdi, un tipo molto popolare all’epoca…

20:50 Si comincia col Va’ Pensiero, opera tutt’oggi molto popolare ad una certa parte politica. L’orchestra, quest’anno, torna sul palco, che s’è preso pure buona parte della platea.

20:55 Dopo il lunghissimo Va’ Pensiero (roba che in prima serata ci sta come il cacio sui maccheroni), arriva Luciana Littizzetto sulla carrozza di Cenerentola, anche se Fazio dice che sembra un incrocio tra Biancaneve Crudelia Demon. La carrozza è guidata da un esodato della Fornero. Se cominciamo così, con queste battute di bassa lega, siamo proprio messi bene… (per rivedere il suo ingresso sul palco, potete andare qui)…

21:00 La Litti vuole fare un elenco dei politici più pirla, ma rischia di far finire subito il Festival. La comica torinese non può dire niente se non leggere una letterina a Sanremo. La domanda mia è: da quanto ha una voce che ricorda quella di Anna Moroni, la bisbetica co-conduttrice della Prova del Cuoco?

21:05 In prima fila c’è metà Stato Maggiore di Rai1, con Giletti, la Cuccarini e la Isoardi. La Littizzetto non sopprimerà il suo desiderio di pronunciare la parola culo, che noi diciamo senza censure perché non siamo un blog puritano… viene rapidamente spiegato il regolamento di quest’edizione: due canzoni per cantante; televoto e giuria valgono entrambe al 50%. La Litti fa la spiegazione in L.I.S. per i non udenti. Pubblicità.

21:10 Si ritorna all’Ariston con Lucianina che deve presentare, da sola, il primo cantante, Marco Mengoni. Non commento, perché sennò le fan depennano questo blog dai loro preferiti. Di Casalino, Mengoni, De Benedictis, L’essenziale. Dirige Fabio Burian, canta Marco Mengoni. La canzone ne ricorda almeno altre 150 uguali e, non ce ne voglia nessuno, non ci convince per niente… non ha un climax, un ritornello orecchiabile… confidiamo nella seconda…

21:15 Per votare: da fisso 89.40.40, via sms 47.222, massimo 4 voti per cantante. Di Nannini, Pacifico, Tagliapietra, Bellissimo. Dirige Fabio Burian, canta Marco Mengoni. Ecco, speriamo passi questa che già parte con un ritmo più pacifico-nanninese. Codici per questi due brani.

21:20 Ci sembrano entrambi due plagioni, una delle parole che fa rima con Mengoni e che la Litti vuole evitare. Si dà lo stop al televoto. Sale sul palco Marco Alemanno, il compagno del fu Lucio Dalla, che proclamerà quale delle due canzoni di Mengoni parteciperà effettivamente al Festival. Passa L’essenziale col 52%

21:25 La Litti si accorge che la loro conduzione è più legnosa di quella di Occhipinti e della Fenech. Sale sul palco Raphael Gualazzi, detto Gutalax nell’intimità. Di Gualazzi, Senza ritegno. Dirige Daniele Parziani, canta Raphael Gualazzi. Dalla voce e dagli arrangiamenti sembra una canzone qualunque di Pino Daniele

21:30 Passiamo al secondo brano, anche se la prima non era malaccio. Di Gualazzi, Sai (Ci basta un sogno). Dirige Daniele Parziani, canta Raphael Gualazzi. Pubblico italiano, in nome del Cielo, non fate passare questa marcia funebre…

21:35 Gutalax, in un impeto di gioia, dice che vorrebbe che passasse la seconda canzone. Fazio lo inziga a dire qualche parola in pubblico, ma non riesce a cavare un ragno dal buco. Il fratino di Savona si lascia andare all’ormone e annuncia l’ingresso sul palco di Ilaria d’Amico. I fotografi chiedono già qualche foto alla conduttrice di SkySport. Passa Sai (Ci basta un sogno) col 62%. Okay, sarà un Festival molto triste. Telepromozione

21:40 Sanremo è solo una cosa: la discesa della scala. Ed ecco che la Littizzetto si cimenta nella fatidica discesa, ma la scala non c’è. Per realizzare quest’impresa viene chiamato Felix Baumgartner, che indossa un bel vestito viola, alla faccia della macumba. Il consiglio è quello di far entrare la scala…

21:45 Viene congedato, senza troppe vere domande (#oppafaziostyle) il buon Felix Baumgartner. La Litti chiede di traccheggiare un attimo per mettere su tutti gli strumenti. Sale sul palco Daniele Silvestri (perché somiglia a Fabio Volo?). Di Silvestri, A bocca chiusa. Dirige Maurizio Filardo, canta Daniele Silvestri. C’è un supporto per i non udenti in questo brano. Ci dispiace dirlo, ma se questo è il ritmo di tutte le altre canzoni, allora questo Festival si merita di scendere sotto il 25% di share…

21:55 Siamo inorriditi, per ora, dalla scelta delle canzoni. Vediamo il secondo brano. Di Silvestri, Il bisogno di te (Ricatto d’onor). Dirige Maurizio Filardo, canta Daniele Silvestri. Non diciamo niente su questa canzone: è allegra e, quindi, non passerà il turno…

22:00 La legge di questo perverso meccanismo ha fatto sì che le canzoni più radiofoniche delle due non hanno ancora passato il turno. Adesso sale sul palco, per la quota hot del FestivalValeria Bilello, a cui tocca la tortura della scala. La Litti, intanto, ritorna a fare la maestrina, richiamando la gente sul palco. Passa il turno A bocca chiusa col 61%. Perfetto… questo Festival comunellista si merita il 23% senza concorrenza!

22:05 Viene ricordato Mike Bongiorno, dato che quest’anno il Festival sostiene la sua fondazione. Salgono sul palco Simona Molinari Peter Cincotti. Di Luttazzi, Zeppieri, Dr. Jekyll and Mr. Hyde. Dirige Bruno Santori, cantano Simona Molinari Peter Cincotti. Canzone ripescata dal repertorio degli anni 60, dato che il buon Lelio lavorava in quegli anni. Comunque carina, e quindi destinata all’eliminazione…

22:10 Passiamo alla seconda canzone. Di Molinari, Avarello, Cincotti, Vultaggio, La felicità. Dirige Bruno Santori, cantano Simona Molinari Peter Cincotti. Adesso come farà il pubblico a scegliere tra due canzoni allegre?

22:15 Per decretare quale delle due canzoni passerà il turno, viene chiamata Flavia Pennettal’unica che fa piacere vedere sparare palle a destra e a manca in campagna elettorale. Ci sposta gran parte dell’ormone, la sua presenza sul palco. Passa La felicità col 54%… per una volta siamo d’accordo, comunellisti. Pubblicità, ma intanto confermano che è arrivato Crozza.

22:20 Di Bonaiuti, Verdini, Cosentino, Aznavour, Formidable. Dirige Biancofiore, canta Silvio B.. Avanti popolo, alla riscossa! Ovviamente è Crozza che scende le scale vestito da Cav.

22:30 Evidentemente a qualcuno non è piaciuta l’esibizione. Crozza non riesce a parlare e interviene addirittura Fazio che li invita a zittirsi (VIDEO). Ma il pubblico continua e urla molto chiaramente “Fuori“. Si scopre poi che era una sola persona ad incitare il pubblico e viene spedita fuori dall’Ariston.

22:35 Parte così il monologo satirico sull’attualità politica a ridosso dell’elezioni. Arriva anche l’imitazione di Bersani per la par condicio. Bastava attendere un po’. E arriva poi anche Antonio Ingroia direttamente dal Guatemala. Mancano all’appello Monti, Grillo e Giannino.

22:55 Considerata che la sua partecipazione dura mezz’ora, Crozza dovrebbe terminare quindi con Montezemolo. Per chi volesse rivedere l’intervento del comico ligure, clicchi qui.

23:00 Crozza lascia il palco di Sanremo e l’applauso del pubblico ci fa capire che i Berluscones di prima sono stati bellamente cacciati dal pubblico. Per giudicare bisogna arrivare in fondo, dice il fratino di Savona, quindi noi non dovremmo più giudicare male le canzoni che hanno passato il turno anche se sono una delusione e non dovremmo giudicare male questo Festival nato male e che, sicuramente, finirà peggio? #chivivràvedrà.

23:10 Ritorna la musica sul palco dell’Ariston con un saluto a quelli di Radio1, collegati dalla piccionaia. Ah, una è la Cuccarini, solo che sembra avere 80 anni, di primo acchitto. Salgono sul palco i Marta sui Tubi (e chi cazzo sono? e perché si son venduti a questo Festival comunellista?). Di Gulino, Boschi, Pipitone, Pischedda, Paolini, Dispari. Dirige Loris Ceroni, cantano i Marta sui Tubi. Perché sta kermesse continua ad essere imperversata da quell’alone di Piazza san Giovanni e perché Crozza è ancora sul palco?

23:15 Dopo la prima canzone, c’è al solito la seconda. Di Gulino, Boschi, Pipitone, Pischedda, Paolini, Vorrei. Dirige Loris Ceroni, cantano i Marta sui Tubi. Il maestro dell’orchestra sembra un gelataio e la Litti è tentata dall’andare a chiedergli qualcosa. Due canzoni identiche per questo gruppo da 17:30 al Concerto del Primo Maggio

23:20 Il chitarrista dei MST dice alla Litti Quanto sei gnocca. Adesso salgono sul palco Benedetta Cristina Parodi per annunciare quale dei due brani conquista il passaggio del turno, ma lo scopriremo dopo la Pubblicità. No, ma la comica torinese spera di far ridere con queste squallide battute? Aveva ragione la Mondaini. Passa il turno Vorrei col 63%.

23:25 Momento Vieni via con me, giusto perché la serata non è abbastanza noiosa di per sé. Salgono sul palco Stefano e Federico, che raccontano la loro storia tramite dei cartelloni. I due si sposeranno dopodomani a New York, ma il loro bacio è stato censurato, così come il fatto che Alemanno Lucio Dalla stavano insieme: si può violare la par condicio, ma parlare di omosessualità no…

23:30 Sale sul palco Maria Nazionale. Di Gragnaniello, Quando non parlo. Dirige Beppe Vessicchio, canta Maria Nazionale. Subito dopo, di Servillo, Mesolella, È colpa mia. Dirige Beppe Vessicchio, canta Maria Nazionale. Ci andava benissimo pure la quota neomelodica della trasmissione. Sale sul palco Vincenzo Montella, allenatore della Fiorentina nonché idolo del fratino di Savona. Passa È colpa mia col 52%Pubblicità.

23:50 Dopo il Tg1 Sessantasecondi, è il momento di Angelo Ogbonna, difensore del Torino ma anche abbastanza anti-televisivo. Gli viene chiesto di raccontare la storia della sua famiglia. La Litti, spompatissima stasera, dice Sei più figo di Figo, battuta che faceva Pasquale di Molfetta ai tempi di Euro 2004 e già all’epoca non era divertente. Sale sul palco Toto Cutugno, per la quota Dalla Russia con Furore. Il cantante viene insignito del Premio Città di Sanremo.

23:55 Facciamo contenta Santa Madre Russia e lasciamo cantare a Toto Cutugno la canzone L’Italiano. Ecco che alle sue spalle compare il fatidico Coro dell’Armata Russa.

00:00 Ottimo… la bandiera rossa con la falce e il martello non la mettiamo sul palco perché ancora c’è un po’ di dignità. Comunque, Fazio e la Littizzetto col microfono in mano fanno molto show di Guardì, anche se il Coro alle loro spalle rende agghiacciante questo momento comunque infimo della televisione italiana…

00:05 Possiamo sostituire il logo della Rai con quello della TV Sovietica? Chiedo perché sta canzone in russo ci riporta ai tempi della Cortina di Ferro. E, tra l’altro, Cutugno spara così, a strafonchia, una frase che farà epoca: Sento una certa nostalgia dell’Unione Sovietica. Adesso, il Coro ci canta Nel blu dipinto di blu

00:10 Momento della cartolina di Sanremo, per far contenta come al solito la Pro Loco della Città dei Fiori. Siamo al momento dell’ultima cantante, ma bisogna andare in Pubblicità perché Toto ha sforato… Avanti, popolo, alla riscossa! Sale sul palco Chiara Galiazzo. Di F. e D. Zampaglione, L’esperienza dell’amore. Dirige Roberto Rossi, canta Chiara Galiazzo. Andiamo bene… altra canzone che, vista l’ora, ci concilia bellamente il sonno…

00:15 Di Bianconi, Chiaravalli, Gonzalez, Il futuro che sarà. Dirige Roberto Rossi, canta Chiara Galiazzo. Vaghissime somiglianze con Vida minha di Filipa Sousa, canzone che il Portogallo ha mandato all’Eurovision dell’anno scorso. Fatto sta, che la vincitrice di X Factor porta due canzoni discretamente radiofoniche…

00:20 Sale sul palco Stefano Tempesti, portiere della Nazionale di Pallanuoto. Altro blocco di Pubblicità perché a quest’ora vanno accumulati tutti i tassativi e disperdere il poco pubblico che seguiva sto Festival comunellista.

00:25 Partono i titoli di coda su questa prima deludentissima serata del 63° Festival della Canzone Italiana. Passa il turno, col 60% dei voti, Il futuro che sarà. Sui saluti finali, noi possiamo congedarci, dandovi appuntamento alla serata di domani per continuare a seguire questo brutto Festival. Da Fyvry è tutto! Buonanotte!

Ecco quindi le 7 canzoni che passano il turno:

Marco MengoniL’essenziale
Raphael Gualazzi – Sai (Ci basta un sogno)
Daniele SilvestriA bocca chiusa
Simona Molinari Peter Cincotti La felicità
Marta sui TubiVorrei
Maria NazionaleÈ colpa mia
Chiara
Il futuro che sarà