Franco Gatti, Ricchi e Poveri: “Alessio non si drogava. Morto per un infarto o una congestione”.

Franco Gatti, membro del trio canoro Ricchi e Poveri, padre di Alessio, il ragazzo trovato morto quest’oggi, nella sua abitazione di via Capolungo a Nervi, è stato raggiunto dai cronisti de La Vita in Diretta, ai quali ha spiegato quant’è accaduto al figlio, giacchè “non vorrei fosse cambiata la memoria di mio figlio, che non era uno che si drogava“. In un primo momento, infatti, l’Ansa individuava in un'”overdose di stupefacenti, presumibilmente di cocaina” la causa del decesso.

Il cantante ha ipotizza che si possa essere trattato di un infarto o di una congestione fulminante; “era molto stressato“, ha spiegato. Sarà l’autopsia a chiarire le cause del decesso. Franco, incalzato dai giornalisti, ha aggiunto: “se poi abbia bevuto un bicchierino in più, non so“. Il figlio 23enne, infatti, faceva uso di alcolici, ma come tutti i ragazzi, quando vanno a fare gli aperitivi“, ovvero “qualche volta beveva qualche bicchierino, soprattutto vino“.

Se, da padre, Franco Gatti giudica “contro natura che un figlio a 23 anni possa morire, quando un padre che ne ha 70 come me, pieno di acciacchi, debba essere ancora in vita“; da uomo di spettacolo, consapevole che “lo spettacolo deve continuare” e dell’impegno assunto con l’organizzazione del 63° Festival di Sanremo, si è detto incapace di “salire sul palco“: “I miei colleghi son d’accordo con me, si rifiutano anche loro“.