Bonolis (ancora) contro Fazio: “qualcuno ha dimenticato il mio Sanremo…”.

Non si possono confrontare i tempi di chi corre i 100 metri con chi ne corre 150 e dire che chi fa i 100 è più veloce“; rispose Paolo Bonolis, a chi, nel 2010, lo invitava a commentare l’exploit del Sanremo condotto da Antonella Clerici, che riuscì a bissare il successo dell’edizione precedente, condotta, per l’appunto, dal presentatore romano. Per questo, probabilmente, dovendo esprimersi sul lavoro di Fabio Fazio, su Chi, Bonolis si preoccupa di esaltare i risultati ottenuti da Morandi e Clerici, ovvero coloro che, a differenza sua, hanno corso i 100 metri, e non certo i 150:

Credo che la Rai abbia trovato la strada giusta con Fazio. Mi spiace solo che la cassa mediatico-politica abbia dovuto spegnere il lavoro e il successo delle precedenti edizioni di Morandi e della Clerici, si può essere bravi senza cancellare dall’anagrafe o mortificare altri esseri umani.

Lui, però, che i 150 metri li ha percorsi in due occasioni, nel 2005 e nel 2009, non ha intenzione di nascondere le sue medaglie e, convinto che Fazio abbia “un lavoro eccellente“, ma che “qualcuno ha dimenticato qualche cosa“, aggiunge:

La valletta, per esempio, non c’era nemmeno nella nostra edizione del 2009, anche noi avevamo proposto la musica classica con Mozart e i Pink Floyd, non parliamo degli ascolti.

Insomma, Bonolis perde il pelo, ma non il vizio. Vi ricordate, quando a proposito dello straordinario risultato di Vieni via con me, anche quello condotto da Fabio Fazio, insieme a Roberto Saviano, Bonolis ebbe a dire che i due si erano “ispirati a un mio programma a cui tengo molto, ‘Il senso della vita’. Mi riferisco all’uso delle immagini di sfondo. Addirittura, ho visto che hanno utilizzato quella della nava cargo con i clandestini, la stessa che utilizzai nel corso della prima puntata de “Il senso della vita’…“. Peccato che, quando il golden boy si decise a proporre il suo amato programma in prima serata, fallì miseramente.

Ma insomma, Bonolis, “si può essere bravi senza cancellare dall’anagrafe o mortificare altri esseri umani“.