Addio ad Enzo Jannacci, “espressione di una Milano che non c’è più”.

L’espressione di una Milano meravigliosa, che non c’è più” – Gad Lerner

Vincenzo Jannacci, Enzo, nato a Milano il 3 giugno 1935, è morto nella sua città, dopo aver lottato con la malattia che lo opprimeva da anni. Aveva 78 anni. Si è spento nella clinica Columbus di Milano, dove era ricoverato da alcuni giorni. Da tempo era malato di cancro e stasera se n’è andato intorno alle 20,30. Con lui, in ospedale, c’era tutta la famiglia.

Jannacci è stato un cantautore, cabarettista, attore e cardiologo italiano. Cinquant’anni di carriera senza schemi fissi, oltre i confini. Dopo aver registrato quasi trenta album, alcuni dei quali indimenticabili, è ricordato come uno dei pionieri del rock and roll italiano, insieme a Celentano, Tenco, Little Tony e Gaber, con il quale formò un sodalizio durato più di quarant’anni. Basta dire Gaber e Jannacci per evocare una Milano che non c’è più, quella della nebbia, già grande città ma non ancora metropoli, una Milano romantica, popolata di personaggi bizzarri e poetici.

La sua ultima apparizione televisiva risale al 19 dicembre 2011, quando Fabio Fazio volle dedicare all’opera del cantautore milanese uno speciale di Che tempo che fa, dal titolo Vengo anch’io – Ovvero Enzo Jannacci.