La prova del cuoco – Puntata del 02/04/2013 – Sfida per Anna, Sergio Barzetti, Gino Sorbillo.

Anteprima con Sergio Barzetti, che parla del sale rosa, prodotto molto antico e ricco di proprietà, ad esempio contiene molto ferro, proviene dall’Himalaya e si può utilizzare in cucina perchè non è raffinato; dopo averlo macinato, si può adoperare per condire dei piatti a base di pesce. Accolta dal pubblico festante che la osanna, ecco Antonella, che cammina ancora male perchè, dice, la sua gamba è peggiorata, ma “non importa, sono piccole cose“, osserva la conduttrice, scambiando qualche battuta con il maestro Andrea. Si parte con Anna Moroni, che nella sua “guerra” culinaria, l’esilarante parentesi di Anna contro tutte, sfida Alberta Cantoni di Riano, Roma. “Sono in formissima, anche se stanotte sono andata a dormire alle 3“, spiega Annina, prima di cimentarsi nella preparazione degli gnocchi alla amatriciana; la sfidante, invece, li propone al ragù.

Alberta prepara il ragù partendo da un soffritto di sedano, carota e cipolla ed un po’ di olio; proseguiamo aggiungendo il macinato di carne, le salsicce tagliate a pezzi e facciamo rosolare; sfumiamo con il vino, uniamo il concentrato di pomodoro e facciamo cuocere per circa due ore. Per gli gnocchi, facciamo bollire le patate, le schiacciamo; una volta raffreddate, uniamo la farina, un uovo,  impastiamo e formiamo gli gnocchi.

Anna Moroni prepara gli gnocchi nello stesso modo della sua sfidante, con la sola differenza che aggiunge anche un cucchiaio di parmigiano nell’impasto. Per il sugo fa soffriggere del guanciale in padella, aggiunge del vino bianco, per sgrassarlo, ed il pomodoro.

A giudicare la sfida ci sono  Ivano Ricchebono e Lorenzo Santi che, dopo aver assistito alla gara, “sfottendo” simpaticamente Annina, e dopo aver assaggiato i due piatti, sono pronti per votare. Alberta ottiene 6 –5 , mentre Anna totalizza 9 – 8. Annina quindi stravince anche questa volta.

L’appetito vien mangiando” è la canzoncina che introduce Sergio Barzetti, il maestro in cucina che quest’oggi presenta un piatto ‘depurativo‘, a base di pesce, ossia il filetto di orata in camicia di salmone.

Scottiamo gli spinacini novelli in padella, con un po’ d’olio, per appena due minuti e li saliamo a fuoco spento; prepariamo il contorno mettendo in un’altra padella, già calda e con pochissimo olio, le zucchine tagliate a pezzetti, i pinoli, qualche oliva (verdi o nere, a piacere) e due foglie di alloro. Facciamo cuocere per una decina di minuti e poi, a fuoco spento, uniamo della menta, maggiorana e aromi vari, a piacere. Sfilettiamo l’orata, la spiniamo, la spelliamo, la mettiamo su un letto di fettine di carpaccio di salmone, sopra disponiamo gli spinacini, che devono essere raffreddati, altre fettine di salmone e chiudiamo il tutto come se fosse un involtino. Mettiamo su una teglia foderata con carta da forno leggermente bagnata, saliamo e inforniamo a 180° per 8/10 minuti. Serviamo con il composto di zucchine e pinoli e… buon appetito!

Augusto Tocci, gnomo per eccellenza, parla di primule, concedendoci qualche storiella legata alle tradizioni dei boschi. Prepara quindi le primule fritte: partiamo da una pastella, preparata con dello spumante dolce, farina, uovo; ci immergiamo le primule (quelle commestibili) e poi le friggiamo nell’olio bollente, spolverandole infine con lo zucchero a velo. Un piatto che definisce delizioso… Antonella ne dubita…

Adesso vi prego, non voglio gente intorno“, intima Antonella, raggiungendo il pizzaiolo Gino Sorbillo, che oggi propone un classico napoletano: la pizza di scarola.

Facciamo un impasto con 500 gr di farina, 250 gr di acqua, 9 gr di lievito, 15 gr di sale marino, della margarina ed impastiamo il tutto. Facciamo lievitare e porzioniamo, dividendo il composto in due pagnotte da 500 gr che spianiamo (a mano, ma anche col mattarello). Trasferiamo in una teglia imburrata, tenendo i bordi leggermente più alti; mettiamo sopra 1 kg di scarola (stufata in acqua e sale, strizzate e saltata in padella con olio e aglio) a cui abbiamo unito anche delle olive di Gaeta denocciolate. Aggiungiamo delle acciughe, delle alici di Cetara, delle uvette, dei capperi siciliani (lacrimelle) e copriamo con l’altra metà dell’impasto; chiudiamo i bordi, spennelliamo con dell’uovo sbattuto, bucherelliamo con una forchetta, copriamo con della pellicola trasparente e facciamo lievitare altre 4 ore. Quindi togliamo la pellicola e inforniamo, a forno già caldo, a 200° per circa 20 minuti (a seconda del forno), fino a quando risulterà dorata. La tagliamo e… buon appetito!

All’interno della gara dei cuochi, Ivano Ricchebono ha proposto una deliziosa crostata di fragole e limone (Qui la ricetta).