Servizio Pubblico – Puntata del 18/04/2013 – “La Concordia”, con Gino Strada. Adriano Celentano interviene al telefono.

Prima l’invito galante di Silvio, poi la ‘proposta indecente‘ di Beppe. Negli ultimi tempi, Pier Luigi Bersani è stato al centro delle attenzioni di leader politici e Cittadini (a 5 Stelle, s’intende). Con loro, il Segretario del Pd è stato chiaro: ha farfugliato qualche parola, brandito una metafora e chiarito il senso della sua ostinata resistenza alle tentazioni del Cavaliere: cedere avrebbe significato tradire l’elettorato di sinistra, vanificare gli sforzi dei predecessori, ammazzare il Pd. Dello stesso avviso Nichi Vendola, alleato onesto ed amministratore illuminato,  che su Facebook ha invitato “Bersani e il Pd a riflettere su questo: per un voto con i due terzi o si guarda a destra o a sinistra. Guardare a destra è un suicidio, guardare a sinistra un’opportunità“. D’altronde, Beppe Grillo ha messo alle strette Bersani e il Pd, costringendolo, di fatto, a votare il candidato del MoVimento 5 Stelle, nonchè esponente della sinistra storica, Stefano Rodotà; come avrebbe fatto a ‘constringerli‘? Proponendo un nome gradito all’elettorato di sinistra e diffondendo, nel pomeriggio di ieri, la notizia che Pd e Pdl fossero già d’accordo su tre nomi, approvati anche da Berlusconi: quelli di D’Alema e Amato. L’uno, definito da Grillo “il principe dell’inciucio“, l’altro, “ex tesoriere di Craxi“, “sono candidati ideali” perchè “personaggi di garanzia giudiziaria“, “garanti dei processi” di Berlusconi. Il Pd, ovviamente, si è affrettato a smentire, ma Grillo sa bene che per fugare ogni dubbio su una presunto inciucio, il partito di Bersani dovrà smentirlo con i fatti, ovvero votando il suo candidato. Lo farà? Non proprio. L’intenzione di far convergere i voti del Pd e del centrodestra, oltre che di Lista Civica, su Franco Marini, gettando le basi per un governo di larghe intese, sembra smentire quanto affermato in precedenza dal segretario e confermare l’inciucio denunciato da Grillo.

Michele Santoro, questa sera, prova a fare un quadro dei possibili scenari, interrogandosi sulle motivazioni che hanno spinto l’uno o l’altro schieramento a preferire l’uno o per l’altro candidato. “Perché la Gabanelli no e Amato e D’Alema sì? Perché Rodotà no e Cassese forse? Quale è la rotta che fa immaginare la nomina del Presidente-comandante della nave Italia? Non serve dare un segnale che sia già oltre il capo-Casta?“.

La Concordia” è il titolo della puntata di Servizio Pubblico in onda questa sera, su La7. Ospiti di Michele Santoro: Gino Strada, arrivato secondo alle Quirinarie promosse da Beppe Grillo sul suo blog (e vinte da Milena Gabanelli); la giornalista Lucia Annunziata; Gian Antonio Stella del Corriere della Sera; Elisabetta Gualmini, presidente dell’Istituto Cattaneo, e il filosofo Massimo Cacciari.

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