Maria De Filippi: “Amici? Stufa di liti e battibecchi. Presto in Spagna, vorrei lo conducesse Miguel Bosè”; “The Voice e X Factor di proprietà delle major. Io resto libera”; “Uomini e Donne? Cambierò”.

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Alla vigilia dell’attesa finale, Maria De Filippi traccia un bilancio della dodicesima edizione di Amici, sulle pagine del Corriere della sera. “Orgogliosa di questa edizione“, la conduttrice spiega le migliorie apportate all’impianto del programma (“questa formula si era logorata“, ammette), disapprova la condotta di un “superospite“, Harrison Ford, si concede (più di) quale appunto sulle trasmissioni concorrenti ed un richiamo ad un’altra sua creatura, Uomini e Donne. Ma andiamo con ordine.

A proposito di Amici 12, Maria si dice “orgogliosa“, “anche per la direzione artistica di Giuliano Peparini. Soprattutto ero stufa di liti e battibecchi. Sentivo già da tempo che questa formula si era logorata. La giuria, suo malgrado, era un tritacarne. Era troppo centrale, toglieva spazio ai ragazzi. Quest’anno ha funzionato di più. All’inizio le discussioni della Celentano con altri docenti erano spontanee, poi però tutto è diventato ripetitivo, era tutto prevedibile, io non mi stupivo mai“.

Ai ragazzi, la conduttrice, per bocca di personalità di spicco, da Matteo Renzi (!) a Gino Strada, ha voluto rivolgere parole di speranza, in apertura di ciascuna delle 8 puntate sinora trasmesse.

Detesto la parte di Maria che fa i sermoni, ma mi sembrava giusto cominciare le puntate con qualcosa di importante da dire. Persone che in questo momento potessero parlare di speranza ai ragazzi.

Proprio la presenza di Matteo Renzi, alla prima puntata, ha scatenato un acceso dibattito sul ruolo della televisione, ed in particolare di Mediaset, azienda di proprietà della famiglia Berlusconi, nella competizione politica. A proposito del sindaco di Firenze, la De Filippi osserva:

Ha una chiave d’accesso alle nuove generazioni che i suoi predecessori non avevano. Del resto quando venne Vecchioni, lo disse chiaro: “Sono miopi gli altri”. Una certa sinistra è ancora piena di pregiudizi, soprattutto nei confronti di Mediaset. Certa sinistra è chiusa: si invitano tra loro, leggono gli stessi libri, si parlano tra di loro.

Un altro ospite, o meglio “superospite“, non ha avuto il medesimo impatto di Renzi, sulla conduttrice e su pubblico:

Il più deludente è stato Harrison Ford, sembrava del tutto assente. C’è stato un momento in cui stavo per dirglielo in diretta ‘Ma ci sei o ci fai?’ poi ho lasciato perdere. Il più grande Al Pacino: finita la puntata è andato a parlare con il ragazzo sconfitto e gli ha fatto un lungo discorso. Il giorno successivo ha chiamato in redazione e ha detto: ‘Non vi preoccupate se dovete tagliare, fate. Non è un problema’.

Amici, oltre a quello degli ascolti e della longevità, vanta un altro primato: è il primo talent show nato in Italia e venduto in Usa e in Gran Bretagna, patrie del genere.

Sì, è già stato venduto negli Usa e siamo in trattativa con Francia e Spagna dove si chiamerebbe Los Amigos e mi piacerebbe che a condurlo fosse Miguel Bosé.

Ciò, è stato possibile anche grazie al progressivo defilarsi della conduttrice: “Il programma era tutto focalizzato su di me, non era un prodotto esportabile. Ora sono i coach a decidere: Miguel Bosé (poi sostituito da Eleonora Abbagnato per il suo tour in Messico, ma sabato sarà alla finale, ndB) ed Emma Marrone: è una partita a scacchi tra loro“.

A proposito di format anglofoni, irrinunciabile un riferimento (ed una randellata) ai programmi concorrenti, The Voice e X Factor.

Sono format fatti bene, e i proprietari del format sono case discografiche. Io preferisco restare libera. Una casa discografica due anni fa mi ha detto: ‘Compro tutto’. Ho detto no.

Come dire: c’è chi si vende, e chi no. La vocazione esterofila del talent è stata ribadita con l’apertura al rap, il cui portabandiera, Moreno, si candidata addirittura alla vittoria.

Non so. So che prodotto da Fabri Fibra, un grande che non conoscevo, uno geniale che non avrei mai escluso dal concerto del Primo maggio.

Infine, immancabile il riferimento ad Uomini e Donne, il programma pomeridiano che, quest’anno, ha vissuto una nuova primavera, grazie all’apporto degli “over“, che hanno affiancato e fagocitato i tronisti. Altri cambiamenti all’orizzonte?

Intanto non ci sono più i tronisti, ma ora solo gli over. Arriverà il momento in cui cambierò. E poi ci sono anche logiche aziendali. Fa ascolti troppo alti per chiuderlo? Beh sì. E richiama tanta pubblicità. In un momento così difficile, come si fa a rinunciarci?