TecheTecheTè – Svista la rivista – Da stasera nell’access di Raiuno torna il “Supervarietà” rivisitato.

techetechetè

Terminata la stagione di Affari Tuoi, che rimarrà in soffitta fino all’inizio di settembre, Raiuno, come avviene ormai da qualche anno a questa parte, nella fascia oraria più importante del palinsesto, decide di spegnersi, affidandosi all’usato sicuro. Che il titolo sia Supervarietà, DaDaDa o, come l’anno scorso, TecheTecheTè poco cambia, sempre di spezzoni di vecchi programmi si tratta, di roba di magazzino insomma, vista e rivista. E da questa sera, per tutta l’estate, il programma riparte con un altro sottotitolo: da “Il Nuovo che Fu” a “Vista la Rivista”.

“Techetechetè è un modo originale, non banale ed intelligente di usare le immagini dell’ampio repertorio delle Teche Rai, culturalmente uno dei più importanti, che ha raccontato e continua a raccontare il nostro Paese”, ha detto Giancarlo Leone, direttore di Rai1. Se lo scorso anno TecheTecheTè giocava a proporre ogni sera il confronto tra 3 monografie di artisti  di ieri e di oggi, in questa nuova edizione la regola è il tema: A come America, B come Bacio, C come Canzonissima  fino alla Z come Zucchero, nel senso dell’amabilità, della leggiadria. A 60 anni dall’esordio dei programmi televisivi (il 3 gennaio 1954 la RAI-TV dette il via alla programmazione regolare) TecheTecheTè analizza ogni singola voce illustrando per immagini come e da chi  è stata raccontata in questo lungo arco di tempo.

“L’utilizzo del materiale di repertorio, soprattutto quello “leggero”, da parte di Techetechetè è fatto con creatività e qualità – spiega Barbara Scaramucci, Direttore di Rai Teche –, rendendolo un programma di successo”. In testa c’è la voce stentorea di Pasquale Panella (che recita la sigla). In coda c’è quella di Johnny Charlton, il biondino dalla faccia angelica che suonava la chitarra solista nei Rokes , il gruppo inglese che negli anni ’60 vendette oltre cinque milioni di dischi nel nostro paese.  A Johnny  spetta ogni sera illustrare la passerella, ovvero annunciare le figure che hanno preso parte al programma, regola fondamentale dell’avanspettacolo.

Il tema della prima puntata in onda questa sera è N come NOTTE. Caratteristica principale resta  l’incalzante  intersecazione tra situazioni e personalità, i voltapagina, ossia i siparietti in cui figure impertinenti liquidano con battute pertinenti la scenetta che precede, gli  accostamenti sono audaci: Ignazio Silone chiosa Raffaella Carrà, Rita Levi Montalcini con Nino Manfredi, Enrico Berlinguer con  Rosario Fiorello, Giorgio Almirante con Luciana Littizzetto,  nella più spavalda, sfacciata e sfaccettata Rivista di immagini: figure nobili della storia nazionale, letterati, scienziati, statisti, che hanno affidato alla televisione dal 1954 ad oggi il loro pensiero, che TecheTecheTè decontestualizza, ritaglia e trasforma in motto, in arguzia da palcoscenico.

Mentre la sigla  è stata convertita in un delirante miscuglio musicale : il TecheShake  costruito su una cellula ritmica che incoraggia il  movimento libero,  una sorta di risposta italiana all’Harlem Shake,  lo stile che sta spopolando negli Stati Uniti.  Il TecheShake –  ideato da due compositori, Eleonora Paterniti e Enzo Campagnoli con il coinvolgimento di  Pasquale Panella  e di una squadra di formidabili musicisti – estrapola e ricolloca tutto,  nello stile del programma,  dalla classica sezione fiati del rhythm and blues alla fanfara dei bersaglieri, dalle citazioni pop  alle arie operistiche,  dal giro di rock  al nitrito del Cavallo Rai di Viale Mazzini.

Ma non basta: lo stesso brano è a sua volta associato a un ballo frenetico che si candida a diventare il  tormentone da discoteca dell’estate 2013:  è un mosaico di 4 danze che hanno decorato l’intrattenimento storico della televisione italiana:  il “Tuca Tuca” di Raffaella Carrà (1971),  il “Geghegé” di Rita Pavone (1965) , il “Testa Spalla” di Don Lurio  (1973) e  il “Cicale” di Heather Parisi (1981).  Queste 4 figure di ballo danno vita a una magnetica sequenza coreografica.  E viste le date di nascita delle rispettive figure sorge addirittura il sospetto che siano stati proprio Rita Pavone, Raffa, Don Lurio e Heather a ispirare gli americani per l’Harlem Shake. L’ideatore  del ballo-miscela del TecheShake è il coreografo Mvula Sungani.