“Arena di Verona, lo spettacolo sta per iniziare”: in diretta, dall’Arena. Assenti Carreras, Fo ed il “pop contemporaneo”; Mazzi scommette sull’Opera.

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Giulietta è il sole!“, scriveva Shakespeare; ma a Verona, lo scorso week end, non c’era Giulietta, nè il sole. In cerca dell’eterea fanciulla che fece sbarellare quel romanticone del Montecchi, mi sono ritrovato a palpeggiare una bronzea donzella. Poi, a poetare sulle sponde dell’Adige. Infine, a combattere con feroci fiere, in prossimità della maestosa Arena. Così, sono giunto al cospetto di Giulietta… Certo, della leggiadra fanciullina descritta dal poeta inglese, nel ‘500, Giulietta ha conservato ben poco: pensate, neppure il nome. Dalle gradinate, che incorniciano 100 anni di Opera, qualcuno le si rivolge chiamandola “Antonella“; qualcun’altro, le confessa sguaiatamente “ti amo!” (non è Romeo…); un altro ancora la supplica, “dacci qualche ricetta!“. Non è Giulietta, è Antonella; si, Antonella Clerici. La conduttrice de La prova del cuoco, per una sera, a Verona, è stata più osannata della mitica Giulietta. Avvolta in una nuvola di tulle rosa, i capelli raccolti in un altero chignon, Antonella ha svolazzato per l’Arena, suscitando l’entusiasmo degli spettatori più affezionati, coloro che la seguono quotidianamente su Rai1 e che, sabato, hanno voluta incontrarla per augurarle buone vacanze.

Il galà d’apertura della centesima stagione operistica dell’Arena di Verona, infatti, è l’ultimo impegno televisivo della stagione, per Antonellina: è stato registrato sabato, verrà trasmesso lunedì 10 giugno, su Rai1. Uno spettacolo imponente, che ha potuto contare sull’apporto di Andrea Bocelli e Placido Domingo, ma che ha dovuto fare a meno di Josè Carreras, costretto a casa da un grave lutto, e di Dario Fo e Franca Rame, che avrebberoo dovuto raccontare la vita di Maria Callas in un monologo che avrebbe segnato il loro ritorno sulle scene, oltre che in televisione.

Io c’ero, quella sera. In poco più di tre ore, insieme agli altri 20mila che affollavano l’Arena, ho ripercorso la storia dell’Opera. Nella quarta edizione di Arena di Verona, lo spettacolo sta per iniziare, infatti, il direttore artistico, Gianmarco Mazzi, in accordo con il direttore di rete, Giancarlo Leone, ha voluto sperimentare una nuova formula. Non più “alto e basso“, Amoroso e Domingo, Bieber e Sartori, ma Domingo e Sartori. Mazzi ha puntato in “alto. Per celebrare i cento anni di Opera, all’Arena, Rai1 ha scelto di puntare solamente su coloro che di Opera hanno vissuto e vivono tutt’oggi, raccontandone la passione ed il talento attraverso la riproposizione delle arie d’Opera più celebri, alternate a coreografici pezzi corali (il brindisi de La Traviata, Carmen ed altri memorabili stralci). Dunque, non aspettatevi vili contaminazioni: nel tempio dell’Opera, c’è posto per un idolo solamente, il melodramma. Certo, il rischio che la platea televisiva risponda ‘dandosela a gambe‘ è concreto, ma la direzione di rete non è nuova a simili azzardi e, considerati i risultati ottenuti dall’intrattenimento Rai, salvo alcune, felici eccezioni, forse, un cambio di direzione netto è auspicabile, oltre che necessario.

Dunque, mettetevi comodi, lo spettacolo sta per iniziare…