“Arena di Verona, lo spettacolo sta per iniziare” – 100 anni d’Opera in una sola sera, con Bocelli e Domingo.

Verona

Nel nostro resoconto, appassionato, ma anche un po’ bislacco, della galà d’apertura della centesima stagione operistica dell’Arena di Verona, ovvero dell’evento che Rai1 trasmette, ormai da quattro anni, con il titolo Arena di Verona, lo spettacolo sta per iniziare, e a cui abbiamo assistito, dalle gradinate del maestoso anfiteatro romano, sabato 1° giugno, ci siamo preoccupati di esaltare i meriti della direzione artistica e di rete, ovvero di Gianmarco Mazzi e Giancarlo Leone. La nuova formula pensata per l’evento condotto da Antonella Clerici, dicevamo, non prevede alternanza di “alto e basso“, come è avvenuto nelle passate edizioni, quindi non più Amoroso e Domingo, Bieber e Sartori, ma solamente Domingo e Sartori. Mazzi, dunque, ha puntato in “alto. Per celebrare i cento anni di Opera, all’Arena, Rai1 ha scelto di puntare su coloro che di Opera hanno vissuto e vivono tutt’oggi, raccontandone la passione ed il talento attraverso la riproposizione delle arie d’Opera più celebri, alternate a coreografici pezzi corali (dal brindisi de La Traviata, a Nessun dorma, passando per Lucevan le stelle, Amami Alfredo e Casta diva, ma anche grandi brani popolari come O sole mio e Non ti scordar di me). Dunque, non aspettatevi vili contaminazioni: nel tempio dell’Opera, c’è posto per un idolo solamente, il melodramma.

Lo spettacolo, condotto da un’impeccabile Antonella Clerici, ha potuto contare sull’apporto di Andrea Bocelli e Placido Domingo, ma ha dovuto fare a meno di Josè Carreras, costretto a casa da un grave lutto, e di Dario Fo e Franca Rame, che avrebbero dovuto raccontare la vita di Maria Callas in un monologo che avrebbe segnato il loro ritorno sulle scene, oltre che in televisione. Inoltre, occuperanno la scena cinquecento artisti, l’orchestra, il coro e il corpo di ballo dell’Arena.

Nel corso della serata, in occasione del debutto a Verona della Mostra internazionale “Amo Pavarotti“, Nicoletta Mantovani Pavarotti ha ricordato il consorte, Big Luciano.

Ha chiuso la serata Andrea Bocelli che, indossando le onorificenze di Grand’Ufficiale, ha interpretato l’Inno d’Italia, accompagnato dai lavoratori dell’Arena di Verona.

Intonare il ‘Canto degli Italiani’ a Verona, mescolando la propria voce con quella degli spettatori che gremivano l’Arena e dei lavoratori di un settore che esprime una superba eccellenza italiana, ha rappresentato un commovente, perfetto suggello, per una serata che ha festeggiato l’Italia intera, attraverso il Melodramma, paradiso della musica, i suoi protagonisti, come l’indimenticabile Luciano Pavarotti, i suoi spazi, come il teatro più grande del mondo ed il suo travolgente fascino, intatto. Vi sono circostanze in cui le parole ritrovano la loro forza primigenia: dopo una parata di capolavori concepiti dalle menti creative più vertiginose della storia della musica (in buona parte, italiane: da Verdi a Puccini, a Leoncavallo), cantare insieme ‘Fratelli d’Italia’ mi ha regalato la prorompente emozione di percepire il calore d’una famiglia grande quanto l’intera nazione, e tanti fratelli quanti sono coloro che amano ed abitano questa nostra meravigliosa penisola. Ogni incertezza, anche drammatica, che assilla oggi l’Italia, mi è parsa allora ammorbidirsi, nella fondata speranza che, unendo le forze, tra fratelli, si possa comunque e sempre rimediare. Cantare il nostro Inno, sventolare il Tricolore, può essere un semplice ma efficace allenamento, per tornare a giocare di squadra, per unire le forze e costruire insieme un futuro migliore.

Dunque, mettetevi comodi, lo spettacolo sta per iniziare…